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Cersaie 2026, energia sostenibile per la competitività: il settore ceramico si confronta sulle sfide energetiche

Lunedì 21 settembre l’inaugurazione della 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Al centro del convegno inaugurale, costi dell’energia, ETS e competitività del made in Italy sui mercati internazionali

venerdì 18 settembre 2026 - Redazione Build News

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Sarà dedicato al rapporto tra energia, sostenibilità e competitività il convegno inaugurale di Cersaie 2026, in programma lunedì 21 settembre alle ore 11.00 presso l’Europauditorium del Palazzo dei Congressi. “Energia sostenibile per la competitività” è il titolo scelto per un appuntamento che mette al centro una delle principali sfide per il futuro della manifattura italiana ed europea: garantire al sistema produttivo energia a costi sostenibili, accompagnando al tempo stesso il percorso di transizione energetica.

Il convegno sarà introdotto dai saluti del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari e del presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas. Sul palco interverranno il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione ed il PNRR Tommaso Foti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi. A condurre l’incontro sarà la giornalista Monica Maggioni.

Un settore strategico per il made in Italy

Il confronto assume particolare rilevanza alla luce del peso economico della filiera ceramica italiana. Il settore registra un fatturato di 7,5 miliardi di euro, contribuisce per circa 5 miliardi di euro al saldo attivo della bilancia commerciale e occupa complessivamente circa 40.000 addetti diretti e indiretti.

Numeri che testimoniano il ruolo della ceramica e dell’arredobagno all’interno del manifatturiero italiano e la loro capacità di rappresentare il made in Italy sui mercati internazionali. Una posizione che, tuttavia, deve oggi confrontarsi con uno scenario caratterizzato da costi energetici elevati e da una crescente pressione competitiva a livello globale.

Il nodo dei costi dell’energia e della riforma ETS

Tra i temi destinati a entrare nel dibattito del convegno vi sono proprio i costi dell’energia, definiti fuori controllo dal settore, e gli aggravi legati alla mancata riforma del sistema ETS, il meccanismo europeo per lo scambio delle quote di emissione.

Per un comparto industriale energivoro come quello ceramico, la questione energetica rappresenta infatti un fattore determinante per la capacità di mantenere competitività e sostenere gli investimenti. Il tema non riguarda soltanto la struttura dei costi delle imprese, ma si riflette sulle strategie industriali e sulla possibilità di continuare a competere con i produttori internazionali in un mercato sempre più caratterizzato da differenziali di costo.

Dalle politiche energetiche agli investimenti industriali

La disponibilità di energia a condizioni competitive diventa quindi un elemento strettamente connesso alle prospettive di investimento del settore. L'incertezza sui costi e gli oneri connessi alla transizione energetica possono infatti incidere sulle decisioni delle imprese, proprio mentre la manifattura è chiamata a investire in innovazione, efficienza e sostenibilità.

È in questo scenario che il confronto tra istituzioni, industria e rappresentanti del mondo economico assume particolare importanza. Le risposte richieste dal comparto chiamano in causa sia il livello nazionale sia quello europeo, con l'obiettivo di creare condizioni che consentano alle imprese di affrontare la transizione senza compromettere la propria capacità competitiva.

Il taglio del nastro apre Cersaie 2026

Il convegno inaugurale seguirà il taglio del nastro di Cersaie 2026, previsto alle ore 10.45 presso The Square – Centro Servizi. La 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno si presenta con una partecipazione internazionale significativa: saranno 597 gli espositori provenienti da 24 Paesi, distribuiti su una superficie complessiva di 145.000 metri quadrati.

L'apertura della manifestazione bolognese sarà dunque accompagnata da un confronto su uno dei dossier più rilevanti per il futuro dell'industria ceramica: come conciliare la transizione verso un modello energetico più sostenibile con la necessità di preservare la competitività delle imprese e la forza del made in Italy

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