L’economia italiana mantiene un andamento complessivamente positivo, ma mostra segnali di rallentamento. È quanto emerge dalla Congiuntura Confcommercio di settembre 2026, che fotografa una fase caratterizzata da una crescita moderata, da una produzione industriale ancora incerta e da un clima di fiducia discontinuo tra famiglie e imprese.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, il Prodotto interno lordo dovrebbe registrare a ottobre un incremento dello 0,2% su base mensile e dell’1% su base annua. Per il terzo trimestre viene confermata una crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% su base annua. La previsione per l’intero 2026 resta pari a +1%.
Un quadro che evidenzia la tenuta dell’economia nazionale, ma anche la difficoltà di imprimere un’accelerazione più significativa alla crescita.
Energia e inflazione, i costi restano sotto osservazione
Tra i principali fattori di rischio individuati da Confcommercio figurano le tensioni internazionali e le pressioni lungo la filiera energetica. L’andamento dei prezzi dell’energia continua infatti a rappresentare un elemento di incertezza per le prospettive economiche, con possibili ripercussioni sull’inflazione e sui costi sostenuti da famiglie e imprese.
Per il sistema produttivo, il costo dell’energia rimane una variabile strategica, in grado di incidere sulla gestione delle attività, sulla pianificazione degli investimenti e sulla competitività. In questo scenario, il controllo dei costi operativi e una maggiore attenzione all’efficienza energetica assumono un ruolo centrale nelle scelte aziendali.
Consumi in ripresa, ma le famiglie restano selettive
Sul fronte della domanda interna, i consumi mostrano segnali incoraggianti. A settembre l’Indicatore dei consumi Confcommercio (ICC) registra un aumento dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2025, con un andamento positivo sia per i beni sia per i servizi.
Tra i comparti più dinamici figurano i beni durevoli, in particolare le autovetture e gli elettrodomestici, insieme ai servizi legati al tempo libero, ai trasporti aerei e alle strutture ricettive. Il turismo continua quindi a sostenere la domanda, contribuendo alla tenuta dell’economia.
Restano invece maggiori difficoltà per alcune componenti della spesa, tra cui abbigliamento, calzature e alimentari destinati al consumo domestico, che alternano recuperi contenuti e nuove flessioni.
Imprese e investimenti, pesa l’incertezza del contesto economico
Il quadro delineato da Confcommercio restituisce un sistema economico che continua a crescere, ma in un contesto condizionato da numerose incognite. Alla debolezza della produzione industriale si affiancano un mercato del lavoro sostanzialmente stabile e un clima di fiducia che procede in modo discontinuo.
Per le imprese, questa situazione rende più complessa la programmazione delle attività e degli investimenti. La combinazione tra crescita contenuta, possibili rincari energetici e incertezza internazionale richiede particolare attenzione alla sostenibilità economica dei progetti e alla gestione delle risorse.
Efficienza energetica e controllo dei costi al centro delle strategie
In uno scenario caratterizzato da margini di crescita limitati e da una persistente volatilità dei costi, l’efficienza energetica rappresenta una delle leve da considerare per migliorare la gestione aziendale e contenere l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi.
La Congiuntura Confcommercio non fornisce indicazioni specifiche sull’andamento del settore delle costruzioni, ma il quadro macroeconomico offre elementi utili anche per valutare il contesto in cui operano le imprese della filiera edilizia e dell’impiantistica. In particolare, il costo dell’energia e la capacità di pianificare gli investimenti restano variabili importanti per le decisioni di imprese e committenti.
La sfida per i prossimi mesi sarà quindi consolidare la crescita, contenere gli effetti delle tensioni sui prezzi e sostenere la capacità di investimento del sistema produttivo.
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