La presenza delle aziende italiane alle manifestazioni fieristiche in Libia potrebbe ampliarsi nei prossimi mesi, seguendo una crescita degli scambi commerciali tra i due Paesi e una domanda sempre più diversificata di prodotti e tecnologie Made in Italy.
È quanto emerge dall’incontro svoltosi a Tripoli tra Shukri al Taif, direttore generale della Fiera internazionale di Tripoli, e Libero Tessitore, direttore dell’Ufficio ICE in Libia. Al centro del confronto le modalità per rafforzare la partecipazione delle imprese italiane alle principali manifestazioni economiche organizzate nella capitale libica.
L’obiettivo è duplice: consolidare la presenza nei comparti dove le aziende italiane sono già attive e aprire nuovi spazi a settori finora meno rappresentati.
Dalla Fiera di Tripoli alle manifestazioni specialistiche
La strategia prevede la presenza italiana sia attraverso padiglioni ufficiali alla 53ª edizione della Fiera internazionale di Tripoli, sia mediante partecipazioni collettive alle manifestazioni specialistiche.
Secondo quanto emerso dall'incontro, la Fiera è pronta a mettere a disposizione delle imprese italiane spazi e servizi per favorire nuovi contatti commerciali e industriali. Un approccio che punta ad allargare il numero delle aziende coinvolte e, soprattutto, la gamma dei settori rappresentati.
Durante l'incontro, svolto nell'ambito di Sportex, manifestazione dedicata allo sport e alle attrezzature sportive in programma dal 28 settembre al 2 ottobre, Tessitore ha indicato tra gli ambiti con maggiori possibilità di sviluppo anche fitness e nutrizione salutistica.
Accanto a questi comparti restano strategici quelli nei quali il Made in Italy è già presente, come energia, agroindustria e costruzioni.
A novembre il Padiglione Italia alla Libya Construction Expo
Il prossimo appuntamento di particolare interesse per il settore delle costruzioni sarà la Libya Construction Expo, in programma a Tripoli dall'8 all'11 novembre.
Per la manifestazione ICE organizzerà, insieme a Finco e Confimi Industria Edilizia, la prima partecipazione collettiva italiana. L'Italia sarà inoltre il primo Paese europeo a presentarsi ufficialmente con un Padiglione nazionale.
La partecipazione riguarderà una filiera ampia: pietre e marmi, macchine per il sollevamento e la movimentazione, macchine per l'edilizia e il movimento terra, materiali da costruzione, infrastrutture, ingegneria integrata e tecnologie per l'involucro edilizio.
Un'occasione che potrebbe interessare anche le imprese italiane specializzate in progettazione, architettura, ingegneria, climatizzazione e trattamento delle acque.

Da sinistra il funzionario Ice Parigi, dottor Loi, la direttrice di Assites Dottoressa Gaggioli, il responsabile dell’ufficio ICE di Parigi dottor Ferrelli, il il direttore generale Finco Dottor Angelo Artale, la vice responsabile dell’ufficio ICE di Parigi Dottoressa d’Arcangelo, e la dottoressa Bellomo di ICE Roma
Costruzioni e infrastrutture al centro della domanda
La scelta di rafforzare la presenza italiana arriva in una fase di intensa attività nel comparto delle costruzioni libico. Secondo ICE, sono in corso interventi di riqualificazione e nuovi progetti edilizi a Tripoli, Bengasi e Misurata, insieme allo sviluppo di aree industriali e infrastrutture strategiche.
La domanda del mercato non riguarda quindi soltanto materiali e macchinari, ma coinvolge un insieme articolato di tecnologie e servizi destinati alla realizzazione e alla gestione delle opere.
Per le imprese italiane, il mercato libico rappresenta dunque un possibile sbocco per competenze specialistiche e soluzioni ad alto contenuto tecnologico.
Interscambio in forte crescita
A sostenere l'interesse verso la Libia sono anche i dati relativi agli scambi commerciali. Nei primi quattro mesi del 2026 l'interscambio tra Italia e Libia ha raggiunto 3,627 miliardi di euro, rispetto ai 2,8 miliardi dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 29,5%.
Particolarmente significativa la dinamica dell'export italiano, passato da 545 milioni a 1,005 miliardi di euro, con un incremento dell'84,5%. Le importazioni dalla Libia sono invece aumentate del 16,3%, raggiungendo 2,622 miliardi di euro.
Nei primi quattro mesi dell'anno l'Italia è così diventata il primo fornitore della Libia, con una quota del 16,5% del mercato, rispetto al 10% del 2025.
Un rapporto commerciale da diversificare
Il quadro degli scambi resta fortemente caratterizzato dall'energia. Nel 2025 il petrolio greggio ha rappresentato il 91% delle importazioni italiane dalla Libia, per un valore di 5,462 miliardi di euro, cui si sono aggiunti 363 milioni di euro di gas naturale.
L'export italiano presenta invece una composizione più articolata, comprendendo prodotti della raffinazione, navi e imbarcazioni, apparecchiature di cablaggio, macchinari e prodotti agroalimentari.
È proprio su questa maggiore diversificazione che punta la strategia di ICE e della Fiera internazionale di Tripoli: utilizzare le manifestazioni come piattaforma per ampliare la presenza delle imprese italiane e trasformare la crescita degli scambi in nuove opportunità industriali e commerciali.
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