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Lauree professionalizzanti, il M5S chiede l'annullamento del decreto firmato dall'ex ministro Giannini

Secondo i pentastellati le lauree professionalizzanti “rischiano di rivelarsi una ghiotta occasione per imprese e studi professionali che vogliano avvalersi di studenti da impiegare, verosimilmente a titolo gratuito, in cambio della certificazione delle competenze acquisite”

mercoledì 21 dicembre 2016 - Redazione Build News

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Con una interrogazione alla Camera rivolta al ministero dell'Istruzione, il Movimento 5 Stelle ha chiesto l'annullamento del decreto n.987/2016 sulle lauree a orientamento professionale, firmato lo scorso 12 dicembre dall'ex ministro all'Istruzione Stefania Giannini (LEGGI TUTTO).

“Al nuovo titolare del Miur – spiegano i parlamentari del M5S in commissione Cultura della Camera - chiediamo l'annullamento del suddetto provvedimento, nelle parti in cui interviene su una materia estremamente delicata come quella delle lauree professionalizzanti e se, piuttosto, non intenda invertire la rotta delle politiche del ministero, agganciando i titoli professionali ai diplomi delle scuole tecniche e professionali del nostro sistema d'istruzione, attraverso l'opportuno aggiornamento dei curricula degli indirizzi dei trienni tecnici-professionali".

"Riteniamo assolutamente inopportuno e una forzatura – aggiungono - il fatto che un ministro uscente vari, "last minute", un provvedimento di tale entità. Ricordiamo che quelle professionalizzanti sono lauree triennali a numero chiuso, che prevedono la realizzazione di convenzioni con imprese qualificate-associazioni-ordini professionali e un anno di tirocinio curriculare. Dette lauree professionalizzanti rischiano di rivelarsi una ghiotta occasione per imprese e studi professionali che vogliano avvalersi di studenti da impiegare, verosimilmente a titolo gratuito, in cambio della certificazione delle competenze acquisite.

C'è poi un'altra questione dirimente: per accedere all'accreditamento è necessario dimostrare che almeno l'80% dei laureati abbia trovato un lavoro ad un anno dal titolo di studio. Il rispetto di tale soglia è "condizione necessaria al fine dell'accreditamento periodico del Corso stesso dall'a.a. 2021/2022 nonché al fine dell'accreditamento iniziale di altri Corsi con le medesime caratteristiche nella stessa classe". Ebbene, il decreto firmato dalla Giannini – concludono i parlamentari pentastellati - non dirime la questione riguardante l'identificazione del soggetto giuridico che avrà il compito di valutare il rispetto della percentuale minima prevista".

Leggi anche: “Lauree professionalizzanti, firmato il decreto. Il TESTO”

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