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Direttiva Case Green, Cortexa al Senato: «L’Italia acceleri sul recepimento dell’EPBD IV»

Il presidente Filippo Colonna chiede di integrare la direttiva europea nella Legge di delegazione europea 2026 e di definire un Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici con obiettivi verificabili, incentivi accessibili e tempi certi. Al centro della proposta, il ruolo dell’isolamento termico a cappotto per l’efficienza energetica, la sicurezza energetica e il sostegno alle famiglie

venerdì 23 ottobre 2026 - Redazione Build News

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Accelerare il recepimento della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici e definire un percorso concreto per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. È questo il messaggio portato da Cortexa in Senato il 20 ottobre 2026, nel corso dell’audizione del presidente Filippo Colonna davanti all’Ufficio di Presidenza della Commissione Politiche dell’Unione europea, nell’ambito dell’esame della Legge di delegazione europea 2026.

L’associazione, che riunisce i produttori di sistemi di isolamento termico a cappotto ETICS, ha chiesto di inserire nel provvedimento la delega per il recepimento della direttiva UE 2024/1275, nota come EPBD IV o Direttiva Case Green, attualmente assente dal testo.

Secondo Cortexa, si tratta di un passaggio necessario per avviare l’attuazione della normativa europea senza ulteriori ritardi. La richiesta si accompagna alla pubblicazione, entro il 31 dicembre 2026, della proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici e all’avvio della relativa consultazione pubblica, oltre alla definizione di criteri attuativi, tempi certi e strumenti coerenti con il Piano.

Povertà energetica e comfort abitativo: la riqualificazione come risposta sociale

Tra le motivazioni illustrate da Cortexa, la dimensione sociale occupa un ruolo centrale. Secondo i dati dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica (OIPE) relativi al 2024, richiamati durante l’audizione, il 9,1% delle famiglie italiane, pari a circa 2,4 milioni di nuclei, si trova in condizioni di povertà energetica.

Gli edifici inefficienti, caratterizzati da dispersioni termiche in inverno e surriscaldamento in estate, possono comportare costi elevati e compromettere il comfort abitativo, soprattutto per le fasce di popolazione economicamente più vulnerabili.

In questo contesto, la riqualificazione dell’involucro edilizio attraverso sistemi di isolamento termico può contribuire a ridurre il fabbisogno energetico e migliorare il benessere degli ambienti interni. Cortexa cita, a sostegno di questa tesi, studi del proprio Centro Studi secondo i quali gli edifici isolati con cappotto possono raggiungere riduzioni dei consumi energetici fino al 45% e delle emissioni di CO₂ fino al 50%. Si tratta di stime potenziali, che variano in funzione delle caratteristiche dell’edificio e dell’intervento realizzato

Per rendere effettivamente accessibili questi interventi, l’associazione sottolinea inoltre la necessità di prevedere strumenti dedicati alle famiglie che non dispongono di liquidità sufficiente o non possono beneficiare pienamente delle detrazioni fiscali.

Efficienza energetica e sicurezza nazionale: il principio Energy Efficiency First

Il secondo asse dell’intervento riguarda la sicurezza energetica. Ridurre stabilmente il fabbisogno degli edifici significa, nella prospettiva illustrata da Cortexa, limitare l’esposizione delle famiglie alla volatilità dei prezzi dell’energia e contribuire alla riduzione della dipendenza dalle importazioni.

Da qui il richiamo al principio Energy Efficiency First, secondo cui l’efficienza energetica deve essere considerata una priorità nelle decisioni di investimento e nella pianificazione del sistema energetico.

Applicato agli edifici, questo approccio suggerisce di intervenire anzitutto sulla riduzione del fabbisogno energetico, migliorando le prestazioni dell’involucro, per poi dimensionare gli impianti sulla base dei consumi residui. L'isolamento termico diventa quindi una componente della strategia complessiva di riqualificazione, da integrare con gli impianti e con le altre soluzioni per l’efficienza e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Cortexa richiama inoltre dati ENEA secondo i quali la coibentazione dell’involucro presenta, nel confronto di lungo periodo considerato, un costo per chilowattora risparmiato particolarmente contenuto tra le categorie di intervento analizzate.

Programmazione stabile per sostenere imprese e occupazione

La continuità normativa e la prevedibilità degli incentivi sono altri elementi evidenziati durante l’audizione. Per Cortexa, un programma pluriennale di riqualificazione consentirebbe alle imprese di pianificare gli investimenti produttivi, organizzare la formazione e consolidare le competenze professionali, favorendo al contempo la creazione di occupazione e valore economico.

L’associazione segnala una contrazione del 55% dei volumi di mercato negli ultimi tre anni, secondo le proprie analisi, e mette in guardia dai rischi che l’instabilità delle politiche di sostegno può comportare per la capacità produttiva e le competenze della filiera.

Il comparto dell’isolamento termico, sottolinea Cortexa, ha investito in impianti, produzione e risorse umane sulla base di prospettive che nel tempo sono state modificate o cancellate. Un quadro di riferimento più stabile permetterebbe invece di programmare gli interventi e favorire una riqualificazione distribuita su più anni, superando la dipendenza da misure temporanee e discontinue.

Ambiente e decarbonizzazione: il ruolo dell’involucro edilizio

La riqualificazione energetica rappresenta anche uno strumento per contribuire agli obiettivi climatici europei. Nel corso dell’audizione è stato ricordato che gli edifici sono responsabili, in Europa, di circa il 40% del consumo finale di energia e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra.

Ridurre il fabbisogno energetico del patrimonio immobiliare può quindi concorrere alla decarbonizzazione e al miglioramento della qualità dell’aria, in particolare nelle aree urbane.

In questa prospettiva, Cortexa individua nell’isolamento dell’involucro uno degli interventi da integrare nelle strategie nazionali di riqualificazione. L’associazione osserva inoltre che i Piani nazionali di ristrutturazione già valutati dalla Commissione europea, tra quelli presentati nel primo gruppo di Stati membri, includono tutti l’isolamento termico.

L’obiettivo, secondo la proposta presentata in Senato, è trasformare gli impegni europei in un programma nazionale capace di definire priorità, risultati misurabili e strumenti adeguati alle diverse condizioni del patrimonio edilizio

Incentivi accessibili e obiettivi misurabili: le proposte per il Piano nazionale

Per tradurre il recepimento della direttiva in misure operative, Cortexa propone un insieme di indirizzi da considerare nella definizione del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.

Tra le principali richieste figurano:

  • Incentivi stabili e pluriennali, legati alle prestazioni energetiche e coerenti con gli obiettivi di lungo periodo, compreso quello della decarbonizzazione entro il 2050.
  • Strumenti finanziari per le famiglie vulnerabili, come contributi diretti, forme selettive di cessione del credito e finanziamenti sostenibili, per superare le barriere legate alla mancanza di liquidità e alla limitata capienza fiscale.
  • Sostegni commisurati ai risultati, con verifiche dei miglioramenti energetici conseguiti e possibilità di realizzare gli interventi per fasi, purché inseriti in un progetto complessivo con obiettivi finali definiti.
  • Coordinamento delle politiche di sostegno, per integrare gli incentivi alla riqualificazione con i programmi destinati agli edifici pubblici e con gli interventi relativi alle fonti rinnovabili.
  • Assistenza tecnica e confronto permanente, attraverso sportelli rivolti a famiglie e condomìni e un tavolo di lavoro tra amministrazioni e associazioni della filiera, dedicato alla definizione dei requisiti tecnici, alla qualità degli interventi e al monitoraggio dei risultati.
  • L’associazione richiama inoltre l’importanza di garantire una corretta progettazione e posa dei sistemi, controlli sui materiali e sulle prestazioni dichiarate e condizioni di concorrenza tra gli operatori.

Dal recepimento all’attuazione: le prossime tappe

La richiesta avanzata da Cortexa si inserisce in una fase decisiva per la politica energetica nazionale. Il termine generale previsto per il recepimento della direttiva EPBD IV, fissato al 29 maggio 2026, è già trascorso. Il percorso italiano richiede ora l’avanzamento dell’iter legislativo e la definizione delle modalità con cui tradurre gli obiettivi europei in interventi concreti.

Accanto al recepimento, la pubblicazione della proposta di Piano nazionale di ristrutturazione entro il 31 dicembre 2026 costituisce un passaggio fondamentale per delineare priorità, strumenti finanziari e modalità di attuazione. Per Cortexa, il Piano dovrà prestare particolare attenzione agli edifici meno efficienti e alle famiglie maggiormente esposte alla povertà energetica, garantendo obiettivi verificabili e risorse programmate.

L’associazione ha infine confermato la disponibilità della propria filiera a contribuire ai tavoli tecnici con dati, competenze e proposte operative. La sfida, in definitiva, è passare dal quadro normativo a una strategia di riqualificazione di lungo periodo, capace di coniugare risparmio energetico, qualità abitativa, sostenibilità ambientale e sviluppo industriale.

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