Il nuovo scenario geopolitico internazionale e l’aumento dei costi energetici stanno iniziando a produrre effetti concreti sui cantieri italiani legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. A lanciare l’allarme è Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA, società organismo di attestazione che certifica le imprese per la partecipazione alle gare pubbliche.
Secondo Pelazzi, le tensioni legate alla guerra nel Golfo Persico stanno già provocando un aumento significativo dei costi operativi e delle materie prime utilizzate nei cantieri. Dopo poche settimane dall’inizio del conflitto, molte imprese stanno registrando rincari che rischiano di compromettere l’equilibrio economico dei lavori avviati negli anni scorsi con condizioni di mercato molto diverse.
Se questa situazione dovesse protrarsi nel tempo, il rischio è quello di un rallentamento significativo di una parte dei cantieri finanziati dal PNRR proprio nella fase più intensa della loro realizzazione.
I risultati della survey su 330 imprese
Le preoccupazioni emergono chiaramente da una survey condotta da Argenta SOA su un campione di 330 imprese con attestazione SOA attualmente impegnate nei cantieri del Piano.
Il 21 per cento delle aziende intervistate segnala che i margini economici delle opere PNRR potrebbero essere gravemente compromessi a causa dei nuovi aumenti dei costi energetici e dei materiali. Questo significa che una parte delle imprese rischia di portare avanti i lavori con margini quasi azzerati o addirittura negativi.
Un ulteriore 18 per cento delle imprese teme di dover sospendere i lavori entro l’estate nel caso in cui non venga introdotto rapidamente un nuovo sistema di compensazione automatica dei prezzi. Si tratta di un indicatore che evidenzia una crescente tensione finanziaria nei cantieri.
Il nodo dei tempi del PNRR
La criticità più segnalata dalle imprese riguarda tuttavia i vincoli temporali e contrattuali legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il 30 per cento delle aziende individua proprio nei tempi stringenti del PNRR il principale problema operativo.
In molti casi, infatti, i lavori non possono essere sospesi senza il rischio di perdere i finanziamenti europei. Le imprese si trovano così a operare in una situazione complessa, costrette a proseguire i cantieri anche quando l’aumento dei costi rende difficile mantenere l’equilibrio economico dei contratti.
Secondo Pelazzi, il quadro che emerge dalla rilevazione è quello di aziende strette tra contratti basati su prezzari ormai superati e un nuovo shock inflazionistico che colpisce contemporaneamente energia, trasporti e materiali da costruzione.
Materiali e carburanti sempre più costosi
Tra le voci di costo che stanno registrando i rincari più significativi ci sono diversi materiali fondamentali per i cantieri infrastrutturali. Alcune rilevazioni indicano che il prezzo del bitume è aumentato di circa il 50 per cento, mentre i carburanti utilizzati nei cantieri hanno registrato rincari intorno al 20 per cento.
Anche tubazioni e materiali plastici hanno subito incrementi rilevanti, con aumenti stimati attorno al 30 per cento. A questi fattori si aggiunge il tema dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione, che in molti casi possono richiedere diversi mesi.
In questo contesto, il fabbisogno di capitale circolante delle imprese cresce rapidamente, mettendo sotto pressione la capacità finanziaria di molte aziende impegnate nei lavori pubblici.
I limiti dei meccanismi di revisione prezzi
La normativa sugli appalti pubblici prevede meccanismi di revisione dei prezzi introdotti negli ultimi anni per far fronte alla volatilità dei costi. Tuttavia, secondo Argenta SOA, questi strumenti non sempre riescono a compensare completamente gli aumenti registrati sul mercato.
Gli adeguamenti riconosciuti coprono spesso solo una parte dei rincari e per alcune opere esiste un limite massimo di revisione che si aggira intorno al 35 per cento. Quando i costi dei materiali superano queste soglie, il rischio economico torna in gran parte sulle imprese esecutrici.
Il problema è particolarmente evidente per molti appalti PNRR aggiudicati negli anni passati, quando i prezzi delle materie prime e dell’energia erano sensibilmente più bassi rispetto a quelli attuali.
Un rischio per l’intera filiera delle costruzioni
Le imprese con attestazione SOA rappresentano il nucleo operativo del sistema dei lavori pubblici italiani. Sono infatti le aziende che realizzano infrastrutture strategiche come strade, ferrovie, opere energetiche e interventi finanziati con fondi del PNRR.
Le difficoltà economiche che colpiscono queste imprese rischiano quindi di trasmettersi rapidamente all’intera filiera delle costruzioni, coinvolgendo fornitori di materiali, subappaltatori e servizi collegati ai cantieri.
Negli ultimi anni, inoltre, l’attestazione SOA è stata richiesta anche in ambito privato e da grandi aziende come strumento di garanzia e compliance, ampliando il numero di imprese coinvolte in questo sistema di certificazione.
Il nodo dei prossimi mesi
Secondo Giovanni Pelazzi, la variabile decisiva resta la durata del conflitto internazionale e la conseguente evoluzione dei prezzi energetici e delle materie prime.
Se l’attuale fase di tensione dovesse proseguire per mesi, lo shock inflazionistico potrebbe trasformarsi in un problema strutturale per i cantieri italiani. Il paradosso, sottolinea il presidente di Argenta SOA, è che i fondi del PNRR sono disponibili e i progetti sono stati avviati, ma l’aumento dei costi rischia di rendere economicamente insostenibile la realizzazione delle opere.
La fase decisiva del Piano
Il sistema dei lavori pubblici si trova oggi nella fase più delicata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le risorse europee devono infatti essere utilizzate entro il 31 agosto 2026 e proprio in questi mesi si concentra la fase esecutiva di migliaia di cantieri in tutta Italia.
Se i costi continueranno a crescere e le imprese non disporranno della liquidità necessaria per sostenere i lavori, il rischio concreto è quello di rallentamenti diffusi o sospensioni temporanee dei cantieri.
Per Pelazzi diventa quindi fondamentale intervenire rapidamente sui meccanismi di revisione dei prezzi e sulle misure di sostegno alla liquidità delle imprese. Senza correttivi tempestivi, avverte, proprio nel momento decisivo del Piano potrebbero emergere difficoltà nella chiusura di alcuni interventi entro le scadenze previste.