Il percorso verso un mercato unico europeo più semplice ed efficiente passa anche – e soprattutto – dai settori tecnici ad alta specializzazione. È questo il messaggio al centro del contributo inviato da ANNA – Associazione Nazionale Noleggi Autogru, PLE e Trasporti Eccezionali al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del confronto sul cosiddetto 28° regime europeo.
Un documento che, partendo dall’esperienza concreta delle imprese, evidenzia criticità strutturali e propone soluzioni per rendere davvero competitivo il sistema europeo.
Non solo norme: la frammentazione è soprattutto operativa
Se l’obiettivo del 28° regime è ridurre la frammentazione normativa e societaria tra gli Stati membri, per il comparto del sollevamento e dei trasporti eccezionali il problema è molto più ampio.
Le imprese che operano oltre confine devono infatti confrontarsi quotidianamente con differenze profonde tra Paesi: procedure autorizzative non uniformi, modulistiche diverse, tempi incerti, prescrizioni tecniche variabili e piattaforme digitali non interoperabili.
A questo si aggiungono sistemi disomogenei di formazione e abilitazione degli operatori, oltre a frequenti incertezze sulla qualificazione contrattuale delle attività, in particolare nei casi di:
- noleggio con operatore
- noleggio senza operatore
- possibili assimilazioni al subappalto
Una complessità che incide direttamente su tempi, costi e competitività delle imprese.
Un settore altamente specializzato, ma ancora poco riconosciuto
Un altro nodo centrale evidenziato da ANNA riguarda il riconoscimento stesso del comparto.
Nonostante l’elevato livello di specializzazione tecnica, il settore non dispone ancora di una chiara identità normativa e industriale. Questo si traduce in criticità legate a:
- classificazione delle imprese
- contratti di lavoro applicati
- codici ATECO
- inquadramento giuridico delle attività
Secondo l’associazione, una maggiore chiarezza su questi aspetti è fondamentale per garantire rappresentanza, certezza normativa e corretta valorizzazione delle competenze.
Il 28° regime come leva per una vera armonizzazione europea
Per ANNA, il 28° regime non dovrebbe limitarsi alla semplificazione delle forme societarie, ma diventare uno strumento più ambizioso.
L’obiettivo è favorire una progressiva armonizzazione delle condizioni operative per le imprese che lavorano nel mercato unico, intervenendo su aspetti concreti e quotidiani.
Tra le priorità individuate:
- semplificazione e armonizzazione delle procedure autorizzative
- creazione di sportelli unici digitali interoperabili tra Stati membri
- definizione di standard minimi comuni per documentazione tecnica e prescrizioni
- maggiore certezza nei tempi autorizzativi
- riconoscimento reciproco della formazione e delle abilitazioni professionali
- chiarezza nella qualificazione contrattuale delle prestazioni
Un insieme di interventi che punta a ridurre gli ostacoli operativi e a rendere più fluida l’attività transfrontaliera.
Il ruolo degli standard europei: l’esperienza di ESTA
Nel percorso verso una maggiore integrazione europea, ANNA sottolinea anche l’importanza degli standard condivisi già in fase di sviluppo a livello continentale, grazie al lavoro di ESTA.
In particolare:
- ECOL (European Crane Operators Licence), già avviato per gli operatori di gru mobili
- ETOL (European Transport Operators Licence), in sviluppo per il trasporto con mezzi speciali
Questi programmi rappresentano esempi concreti di armonizzazione possibile, soprattutto in ambito di formazione, certificazione e qualificazione degli operatori.
Verso un mercato unico realmente funzionale
Il contributo di ANNA si inserisce in un dibattito strategico per il futuro dell’industria europea.
Secondo l’associazione, non potrà esistere un vero mercato unico dei servizi tecnici senza una convergenza progressiva su elementi chiave come:
- permessi e procedure
- competenze certificate
- riconoscimento delle abilitazioni
- chiarezza contrattuale
- identità normativa del settore
Solo attraverso questi interventi sarà possibile ridurre il costo della frammentazione e sostenere la competitività delle imprese.
Il contributo delle imprese al processo europeo
Con questo documento, ANNA conferma la propria disponibilità a collaborare attivamente con le istituzioni nazionali ed europee, mettendo a disposizione competenze tecniche ed esperienza operativa.
Un contributo che nasce “dal campo” e che punta a trasformare i principi della semplificazione in risultati concreti per uno dei settori più strategici – e complessi – dell’economia tecnica europea.