Il tema delle materie prime critiche — elementi fondamentali per la produzione di tecnologie avanzate, energie rinnovabili, elettronica e mobilità elettrica — è al centro delle strategie internazionali per la sicurezza delle catene di approvvigionamento. In un recente incontro svoltosi a Washington, i rappresentanti dei Paesi del G7 si sono confrontati con esito giudicato “concreto e positivo” dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando l’urgenza di ridurre la dipendenza da fonti esterne e rafforzare la resilienza degli approvvigionamenti.
La dipendenza da materie prime importate, in particolare da Paesi terzi come la Cina, rappresenta oggi una vulnerabilità per l’economia occidentale e un rischio potenziale per la competitività industriale. Per questo motivo, la questione è stata definita dallo stesso Giorgetti una priorità di sicurezza nazionale, con un focus su misure di diversificazione, riciclo e sviluppo di filiere più autonome.
Il Critical Raw Materials Act
L’incontro internazionale si inserisce in un contesto europeo già impegnato nella definizione di un quadro normativo organico attraverso il Critical Raw Materials Act (Regolamento UE 2024/1252), entrato in vigore nel maggio 2024, volto a garantire un approvvigionamento sicuro, resiliente e sostenibile di materiali strategici per l’industria e la transizione energetica.
La necessità di rafforzare la cooperazione multilaterale su questi temi emerge anche dalle iniziative in corso a livello Ue, dove sono stati approvati progetti per incrementare l’estrazione, la lavorazione e il riciclo delle materie prime critiche all’interno del territorio comunitario, con l’obiettivo di soddisfare una quota significativa della domanda interna entro il 2030.
Nel quadro nazionale, istituzioni come l’ISPRA stanno lavorando per mappare i giacimenti presenti in Italia, mentre tavoli tecnici coinvolgono più ministeri e enti di ricerca per elaborare strategie di lungo periodo e rafforzare la sicurezza delle filiere produttive nel rispetto degli obiettivi europei e delle sfide della transizione digitale e verde.
L’esito dell’incontro di Washington rappresenta dunque un segnale positivo verso un coordinamento internazionale più solido sulla gestione delle materie prime critiche, con l’obiettivo di ridurre vulnerabilità esterne e sostenere le filiere strategiche dell’industria globale.
Fonte: www.mef.gov.it