Il mercato delle costruzioni in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione, con indicatori e dinamiche diversi rispetto agli anni recenti. Secondo il 39° Rapporto Congiunturale e Previsionale di Cresme, presentato nel dicembre 2025, si assiste all’esaurirsi dei grandi “booster” come Superbonus e PNRR, che avevano sostenuto gli investimenti infrastrutturali ed energetici nel periodo 2021–2026.
Il PNRR, con circa 190 miliardi di euro di investimenti pianificati, ha destinato una quota rilevante al settore edilizio; tuttavia, con la scadenza delle risorse fissata al 31 agosto 2026, il comparto dovrà confrontarsi con un vuoto di spinta economica che richiede maggiore produttività, innovazione e competitività per sostenere la crescita futura.
Mercato delle costruzioni: tra calo e resilienza
Il rapporto evidenzia come il mercato delle costruzioni abbia manifestato una contrazione strutturale degli investimenti nel corso del 2025, con previsioni inferiori rispetto ai picchi visti negli anni della spinta fiscale. Analisi di settore indicano un rallentamento significativo nella riqualificazione residenziale, segnata da una diminuzione degli interventi legati agli incentivi connessi ai bonus fiscali, mentre il segmento delle opere pubbliche mantiene una dinamica positiva, sostenuto dalle attività ancora in corso del PNRR e dai grandi progetti infrastrutturali.
Oltre al calo di spesa privata, il rapporto sottolinea come la domanda immobiliare residenziale stia mostrando segnali di ripresa, con compravendite in crescita e prezzi che continuano una dinamica positiva. Ciò suggerisce una resilienza del comparto abitativo rispetto alla contrazione degli investimenti di riqualificazione.
Impatto socioeconomico e rischi per la filiera
Il quadro delineato da Cresme evidenzia alcune criticità chiave per il settore italiano. La progressiva riduzione delle risorse straordinarie porta con sé il rischio di un vuoto di investimenti nel medio periodo, con possibili effetti sulla produzione, sull’occupazione e sulla competitività delle imprese più piccole.
Al contempo, resta alto il fabbisogno abitativo nel Paese, con una stima di oltre 250.000 nuove unità residenziali mancanti per soddisfare la domanda attuale. Questa situazione alimenta la necessità di soluzioni integrate che possano promuovere uno sviluppo sostenibile e innovazioni nel campo della costruzione e della rigenerazione urbana.
Previsioni per il medio periodo: innovazione e competitività come leve di crescita
Guardando avanti, il rapporto prospetta una nuova fase di mercato per il triennio 2027–2029, dove la capacità di innovare, migliorare la produttività e competere a livello internazionale sarà centrale per sostenere la crescita del settore. La fine degli incentivi spinge infatti verso modelli di impresa più efficienti e orientati a processi tecnologici avanzati, nuovi materiali e metodologie costruttive.
Le opere pubbliche continueranno a rappresentare un elemento di spinta per la domanda complessiva fino almeno al 2027, mentre si attende una maggiore integrazione di interventi legati alla rigenerazione urbana e all’edilizia sostenibile, rispondendo anche alle esigenze demografiche e sociali del Paese.