Il 41° Convegno Nazionale di AiCARR ha messo al centro dell’attenzione il futuro dell’impiantistica sportiva italiana, in un momento particolarmente significativo per il settore. Conclusi i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il comparto si trova infatti davanti a una nuova fase di sviluppo che porterà fino agli Europei di calcio del 2032.
Il convegno ha rappresentato un’occasione di confronto sulle soluzioni tecnologiche e progettuali necessarie per trasformare gli impianti sportivi in infrastrutture sempre più efficienti, sicure, flessibili e capaci di adattarsi a differenti condizioni di utilizzo.
Dalle Olimpiadi di Torino all’esperienza di Milano Cortina
Ad aprire i lavori è stato Fabio Minchio, presidente AiCARR, seguito dalla premiazione dei REHVA Professional Awards. Tra le relazioni a invito, Marco Filippi del Politecnico di Torino ha ripercorso l’esperienza degli impianti realizzati per i palazzi del ghiaccio dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, offrendo una prospettiva sull’evoluzione delle tecnologie applicate alle grandi infrastrutture sportive.
Al centro del programma è stata quindi l’esperienza di Milano Cortina 2026, presentata da Vincenzo Di Luozzo, Head of Energy della Fondazione Milano Cortina 2026. Il confronto ha permesso di evidenziare le esigenze particolari poste dalla progettazione e dalla gestione degli impianti in condizioni climatiche estreme e nell’ambito di un evento caratterizzato da elevati requisiti di efficienza e sostenibilità.
Tra gli elementi emersi rientrano l'impiego di pompe di calore ad alta efficienza, il recupero del calore prodotto dai processi di refrigerazione del ghiaccio per il riscaldamento degli ambienti e la progettazione di strutture reversibili e modulari, pensate per poter essere ridimensionate o riconvertite una volta concluso l’evento.
Impianti sportivi sempre più intelligenti
Una delle sessioni del convegno è stata dedicata agli impianti sportivi e alle infrastrutture per i grandi eventi, con un focus su innovazione impiantistica, efficienza energetica e gestione intelligente.
Le relazioni hanno affrontato casi progettuali differenti, dalle nuove arene multifunzionali di Milano Santa Giulia, Venezia e Genova alle simulazioni CFD applicate alle arene olimpiche per l’hockey su ghiaccio. Particolare attenzione è stata dedicata anche allo sliding center Eugenio Monti di Cortina, analizzato sotto il profilo dell’efficienza, della sostenibilità e della qualità ambientale in condizioni estreme.
Il programma ha inoltre approfondito il ruolo della manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione, con l’integrazione di IoT e intelligenza artificiale, e l’impatto dei sistemi di controllo e regolazione sulle prestazioni energetiche degli impianti sportivi.
Tra gli altri temi affrontati, l’utilizzo di controlli elettronici intelligenti per i sistemi modulari idronici in pompa di calore e l’impiego di pompe di calore a CO₂ negli impianti sportivi.
Energia, gestione e sostenibilità
Il rapporto tra energia, progettazione e gestione è stato al centro della tavola rotonda “Energia in gioco, tra progetto, gestione e sostenibilità”, moderata da Massimo Salmaso, presidente della Commissione Comunicazione AiCARR.
Al confronto hanno partecipato rappresentanti del mondo sportivo, energetico e della progettazione, tra cui Alberto Bolzonello, Facility Operations & Development Manager di Juventus, Deborah de Angelis, vice direttore generale di ASTOLIA - Gruppo Bluenergy, Stefano Santuz, direttore generale di Pallavolo Padova e membro del CDA di Lega Pallavolo Serie A, e Diego Bertesina di Manens.
Il confronto ha messo in evidenza come la gestione energetica non possa più essere considerata un aspetto separato dalla progettazione. Monitoraggio dei consumi, controllo delle prestazioni e capacità di adattare gli impianti ai diversi profili di utilizzo diventano elementi centrali nella gestione delle strutture sportive.
Dalla riqualificazione alle nuove applicazioni HVAC
La seconda sessione ha spostato l’attenzione sulla riqualificazione e sull’innovazione impiantistica nelle infrastrutture sportive, attraverso una serie di casi studio.
Tra gli interventi sono stati presentati una centrale alimentata ad acqua di mare per il waterfront, un caso di climatizzazione di una palestra mediante impianti a tutt’aria con portate variabili e il sistema HVAC del Viola Park, sviluppato attraverso l’integrazione di sistemi VRF, moduli idronici e analisi CFD.
Spazio anche alla riqualificazione di un plesso sportivo pubblico polifunzionale e alla progettazione di una palestra ad alte prestazioni, ecocompatibile e certificata LEED, con particolare attenzione ai criteri ESG applicati agli impianti sportivi.
Il programma ha inoltre affrontato i vincoli normativi e di sicurezza legati alla produzione, installazione, manutenzione e commissioning dei sistemi idronici a pompa di calore con refrigeranti infiammabili, oltre alle problematiche che caratterizzano gli impianti degli stadi, chiamati a gestire grandi carichi di punta alternati a periodi di inattività.
Sicurezza, automazione e manutenzione predittiva
La crescente complessità degli impianti sportivi richiede un approccio integrato alla sicurezza e alla gestione. In strutture capaci di accogliere migliaia di persone, gli impianti meccanici ed elettrici devono dialogare con i sistemi di building automation, sicurezza, controllo degli accessi e gestione delle emergenze.
In questo scenario assumono un ruolo crescente le tecnologie IoT e l’intelligenza artificiale, che consentono di monitorare in modo continuo le condizioni degli impianti e di passare progressivamente da una manutenzione correttiva a una manutenzione predittiva.
Il monitoraggio dello stato di quadri elettrici, centrali idriche e sistemi HVAC può infatti consentire di individuare anomalie e condizioni di funzionamento fuori dai parametri attesi, programmando gli interventi prima che un guasto comprometta la continuità operativa della struttura.
Stadi e arene verso Euro 2032
La conclusione dei Giochi di Milano Cortina 2026 rappresenta, quindi, un passaggio all’interno di un percorso destinato a proseguire nei prossimi anni. In vista degli Europei di calcio del 2032, il tema dell’adeguamento e della realizzazione delle grandi infrastrutture sportive assume una nuova dimensione.
Stadi e arene multifunzionali dovranno essere progettati per gestire condizioni di utilizzo molto differenti, dai grandi eventi ai periodi di inattività, mantenendo elevati livelli di sicurezza e contenendo consumi e costi di gestione.
In questo quadro rientrano anche gli aggiornamenti normativi in materia di sicurezza e prevenzione incendi, insieme alle esigenze legate alla gestione dei grandi flussi di pubblico e alle indicazioni tecniche connesse agli eventi sportivi internazionali.
Il tetto dello stadio come infrastruttura energetica
La decarbonizzazione costituisce un ulteriore fronte di sviluppo. Le grandi superfici disponibili sulle coperture di stadi e arene possono essere utilizzate per installare impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, contribuendo ad alimentare illuminazione, sistemi audiovisivi, climatizzazione e altri servizi della struttura.
L’obiettivo è quello di avvicinare gli impianti sportivi al modello di infrastruttura energetica integrata, capace di produrre, consumare, monitorare e gestire energia in modo coordinato.
In prospettiva, la combinazione tra generazione da fonti rinnovabili, accumulo, sistemi di controllo e gestione intelligente può contribuire a ridurre la dipendenza dalla rete e ad aumentare la flessibilità energetica delle strutture.
Progettare oggi le infrastrutture sportive di domani
Il 41° Convegno Nazionale AiCARR ha così evidenziato come la progettazione degli impianti sportivi sia sempre più legata a una visione di lungo periodo.
Efficienza energetica, qualità ambientale, sicurezza, prevenzione incendi, automazione, manutenzione predittiva e integrazione delle fonti rinnovabili non sono più ambiti indipendenti, ma componenti di un unico sistema tecnologico.
L’esperienza maturata con Milano Cortina 2026 ha fornito un banco di prova importante per soluzioni applicabili alle grandi infrastrutture sportive. La sfida dei prossimi anni sarà trasferire queste esperienze a stadi, arene e impianti destinati a un utilizzo continuativo, garantendo non solo prestazioni elevate durante i grandi eventi, ma anche efficienza e sostenibilità nell’intero ciclo di vita dell’opera.