Il futuro dell’impiantistica passa dall’integrazione delle tecnologie, dalla riqualificazione del patrimonio esistente e dalla formazione di professionisti qualificati. Sono questi i temi al centro del convegno organizzato da ANICA – Associazione Nazionale Innovazione Comfort Ambiente, l’8 ottobre a SAIE Bologna 2026, durante il quale l’associazione ha ricevuto un riconoscimento speciale per il contributo alla storia e alla crescita della manifestazione.
L’incontro, dal titolo “Dai sistemi di riscaldamento al comfort sostenibile: competenze e formazione per l’impiantistica del decennio 2026-2036”, ha delineato le principali sfide del settore HVAC, con particolare attenzione all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e all’evoluzione delle competenze richieste dalla filiera.
Dalla sostituzione dei prodotti ai sistemi integrati
Ad aprire i lavori è stato David Herzog, presidente ANICA, che ha illustrato il piano strategico dell’associazione per il periodo 2026-2036. La transizione energetica richiede un cambio di approccio: non più singoli generatori di calore, ma sistemi integrati capaci di garantire comfort, efficienza e sostenibilità durante tutto l’anno.
Pompe di calore, sistemi ibridi, accumuli energetici, fonti rinnovabili e strumenti digitali di controllo devono essere progettati considerando le interazioni tra impianti ed edificio, la qualità dell’aria interna e il ciclo di vita dell’investimento.
Il segretario generale ANICA, Jacques Gandini, ha ripercorso l’evoluzione dell’impiantistica dagli anni Ottanta a oggi, evidenziando il passaggio dalla diffusione del gas naturale all’affermazione dell’efficienza energetica, fino agli edifici intelligenti, elettrificati e a emissioni ridotte. In questo scenario, la riqualificazione degli impianti realizzati tra gli anni Ottanta e i primi Duemila rappresenta una priorità per migliorare prestazioni, sicurezza e sostenibilità.
Sicurezza e innovazione: le tecnologie a confronto
Il programma ha dato spazio anche alle esperienze delle aziende associate. Federico Cervoni di AN Camini ha approfondito il rinnovo dei sistemi di evacuazione dei fumi, sottolineando l’importanza di considerare sicurezza e adeguamento delle componenti nell’ambito di una riqualificazione complessiva.
Roberto Torri, CTO di Green Power Technologies, ha invece illustrato le possibilità d’integrazione tra micro-cogenerazione e pompe di calore negli scenari urbani e residenziali. Un approccio che richiede una valutazione attenta dei fabbisogni energetici e delle caratteristiche degli edifici.
Per il settore terziario, Andrea Maffezzoli di Hoval Italia ha presentato un esempio di soluzione completa per il rinnovo degli impianti, con l’obiettivo di coniugare efficienza energetica, affidabilità e comfort.
Formazione, una leva strategica per la filiera
La disponibilità di tecnologie evolute deve essere accompagnata da competenze adeguate per progettazione, installazione, regolazione e manutenzione. La formazione rappresenta quindi uno degli assi strategici del piano ANICA, anche per favorire il ricambio generazionale.
Ermanno Bini Chiesa di Paradigma Italia ha affrontato il tema della preparazione degli installatori del futuro, illustrando un percorso che coinvolge anche il mondo della scuola. In questa direzione si inserisce il progetto Next Generation, sviluppato con l’IPSIA Bernardi di Padova, rappresentato al convegno dal professor Marco Artuso, per avvicinare gli studenti alle esigenze operative del settore.
L’obiettivo è rafforzare il dialogo tra imprese e istituti professionali, favorendo la crescita di figure in grado di gestire sistemi sempre più complessi e contribuire alla decarbonizzazione degli edifici.
Il riconoscimento alla 60ª edizione di SAIE
A conclusione del convegno, ANICA ha ricevuto un riconoscimento speciale per “il prezioso contributo alla storia e alla crescita della manifestazione SAIE”. A ritirare il premio sono stati il presidente David Herzog e il segretario generale Jacques Gandini.
Il riconoscimento valorizza la collaborazione sviluppata nel tempo tra l’associazione e la manifestazione, oltre all’impegno nella promozione dell’innovazione e della qualificazione professionale.
«La transizione energetica non è soltanto una sfida tecnologica: è soprattutto una sfida di tempo e di competenze», ha dichiarato Herzog, ribadendo il ruolo della formazione e della collaborazione tra industria, scuola e istituzioni.
Con la propria visione al 2036, ANICA conferma così l’obiettivo di accompagnare la filiera verso sistemi per il comfort e i processi industriali sempre più integrati, efficienti e sostenibili, mettendo al centro innovazione tecnologica e capitale umano.
Da destra verso sinistra David Herzog, Presidente ANICA e Jacques Gandini, Segretario Generale ANICA mentre ritirano il premio per il contributo dell'Associazione alla crescita di SAIE, subito dopo la conclusione del convegno “ANICA a SAIE Impianti 2026 - Dai sistemi di riscaldamento al comfort sostenibile: competenze e formazione per l’impiantistica del decennio 2026 – 2036”