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Collaudo statico delle strutture: il ruolo del controllo tecnico secondo NTC 2018 e Circolare 7/2019

Un approfondimento operativo per progettisti e professionisti: procedure, verifiche e responsabilità nella fase conclusiva del processo costruttivo

venerdì 21 agosto 2026 - Redazione Build News

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La sicurezza delle costruzioni passa anche attraverso una fase fondamentale del processo edilizio: il collaudo statico. Non si tratta soltanto di un adempimento finale, ma di un’attività tecnica complessa che consente di verificare la rispondenza delle opere realizzate al progetto, alle normative vigenti e ai requisiti di sicurezza strutturale.

A questo tema è dedicato il volume “Collaudo Statico delle strutture secondo le NTC 2018 e relativa Circolare 7/2019”, scritto da Salvatore Lombardo e Vincenzo Venturi, un testo tecnico rivolto ai professionisti chiamati a operare nell’ambito della progettazione, della direzione lavori e del controllo delle strutture. Il manuale, pubblicato da Dario Flaccovio Editore, affronta gli aspetti normativi e applicativi del collaudo statico alla luce delle Norme Tecniche per le Costruzioni e dei successivi chiarimenti interpretativi.

Il collaudo statico come garanzia della qualità dell’opera

Nel settore delle costruzioni, il collaudo statico rappresenta il momento in cui viene accertata la sicurezza e la stabilità dell’opera realizzata. Il collaudatore statico è chiamato a verificare che quanto costruito rispetti le prescrizioni progettuali e normative, attraverso l’analisi della documentazione tecnica, dei materiali impiegati, delle modalità esecutive e delle eventuali prove effettuate.

Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (NTC 2018) hanno rafforzato l’importanza del controllo durante tutto il ciclo di vita dell’opera, introducendo un approccio sempre più orientato alla verifica delle prestazioni strutturali e alla qualità complessiva del processo costruttivo.

La fase di collaudo diventa quindi un elemento centrale per garantire affidabilità, durabilità e sicurezza, soprattutto in un contesto caratterizzato da interventi sempre più frequenti sul patrimonio edilizio esistente.

Dalla normativa alla pratica professionale

Uno degli aspetti più rilevanti nell’attività del collaudatore riguarda la capacità di tradurre le indicazioni normative in procedure operative concrete.

Il volume dedicato al collaudo statico analizza proprio questo passaggio, fornendo strumenti utili per affrontare le diverse fasi dell’attività professionale: dalla pianificazione delle verifiche alla valutazione della documentazione tecnica, fino alla redazione del certificato di collaudo.

L’obiettivo è offrire un supporto pratico ai tecnici chiamati a confrontarsi quotidianamente con strutture nuove ed esistenti, materiali differenti e situazioni progettuali complesse.

Verifiche, prove e controlli: il percorso verso il certificato di collaudo

Il collaudo statico comprende una serie articolata di controlli finalizzati ad accertare la corretta realizzazione dell’opera.

Tra gli elementi oggetto di valutazione rientrano:

  • la documentazione progettuale e costruttiva;
  • la conformità dei materiali utilizzati;
  • le caratteristiche geometriche e strutturali dell’opera;
  • le modalità di esecuzione dei lavori;
  • gli eventuali controlli sperimentali e le prove di carico.

Il collaudatore deve quindi integrare competenze progettuali, conoscenze normative e capacità di valutazione tecnica, assumendo un ruolo determinante nella fase di validazione finale dell’intervento.

L’importanza della Circolare 7/2019 nell’interpretazione delle NTC

La Circolare 7/2019 ha fornito importanti indicazioni applicative alle NTC 2018, contribuendo a chiarire numerosi aspetti legati alla progettazione e alla verifica delle strutture.

Per i professionisti, la corretta interpretazione delle disposizioni normative rappresenta un elemento essenziale per affrontare in modo consapevole il controllo delle opere, soprattutto nei casi in cui siano coinvolti interventi complessi, adeguamenti strutturali o opere realizzate in epoche differenti.

Il confronto tra normativa, prassi tecnica ed esperienza professionale diventa quindi indispensabile per garantire un approccio efficace al collaudo.

Un riferimento per il controllo delle strutture nuove ed esistenti

La crescente attenzione verso la sicurezza del patrimonio edilizio rende il collaudo statico un’attività sempre più strategica. La diffusione degli interventi di recupero, miglioramento e adeguamento strutturale richiede infatti professionisti in grado di valutare non solo nuove costruzioni, ma anche opere esistenti caratterizzate da materiali, tecniche costruttive e livelli di conoscenza differenti.

Con oltre 600 pagine dedicate all’argomento, il manuale “Collaudo Statico delle strutture secondo le NTC 2018 e relativa Circolare 7/2019” si propone come strumento di consultazione per ingegneri, architetti e tecnici impegnati nelle attività di verifica e controllo delle strutture.

In un settore in cui sicurezza e qualità costruttiva assumono un ruolo sempre più centrale, il collaudo statico rappresenta dunque non soltanto un obbligo normativo, ma un passaggio fondamentale per garantire affidabilità e valore nel tempo al patrimonio edilizio.

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