Sentenze

Consiglio di Stato sulla differenza tra la tettoia e il pergolato

Trasformazione pergola in tettoia nel centro storico, quando il diniego di sanatoria è legittimo

lunedì 23 marzo 2015 - Redazione Build News

centrostorico_vibovalentia

Con la sentenza n. 825/2015 depositata il 18 febbraio, la sesta sezione del Consiglio di Stato chiarisce la differenza tra la tettoia e il pergolato.

«La differenza fra “pergolato” e “tettoia” - precisa Palazzo Spada - appare riconducibile al linguaggio comune, che individua la tettoia come una struttura pensile, addossata al muro o interamente sorretta da pilastri, di possibile maggiore consistenza e impatto visivo rispetto al pergolato (normalmente costituito, quest’ultimo, da una serie parallela di pali collegati da un’intelaiatura leggera, idonea a sostenere piante rampicanti o a costituire struttura ombreggiante, senza chiusure laterali)». 


LA VICENDA. La questione sottoposta all’esame del Consiglio di Stato riguardava l’effettiva natura di un intervento edilizio realizzato nel centro storico di Bari, in area limitrofa al castello Svevo - in cui sarebbero possibili solo interventi conservativi, con recupero dei materiali antichi - mediante copertura di un pergolato già autorizzato con tegole in cotto. Con sentenza del Tar per la Puglia, Bari, n. 574/13 del 16 aprile 2013 il ricorso – proposto avverso il diniego di sanatoria, emesso in rapporto al predetto intervento – veniva accolto, in quanto da fotografie di archivio sarebbe emerso come nell’area di cui trattasi numerosi edifici, tra cui – verosimilmente – quello oggetto del provvedimento impugnato, presentassero “sul lastrico, già sin dagli inizi del 1900, dei volumi con funzione di deposito-mansarda, detti suppigne”.

Contro la sentenza del Tar proponeva appello il Comune di Bari, sulla base di censure che rilevavano l’assenza di adeguati supporti probatori, circa la preesistenza del manufatto contestato, che contrasterebbe con la normativa comunale, dettata a tutela del centro storico (con particolare riguardo all’art. 33 delle Note Tecniche Allegate al Piano Particolareggiato di esecuzione per la Città Vecchia) e realizzerebbe un non consentito aumento di volumetria del fabbricato.

La parte appellata, costituitasi in giudizio, sottolineava la corrispondenza di quanto realizzato a strutture, storicamente preesistenti, con conseguente compatibilità dell’intervento, di cui era stata richiesta la sanatoria, alla vigente disciplina urbanistica.

FONDATO IL RICORSO DEL COMUNE DI BARI. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Bari, ritenendolo fondato. Secondo Palazzo Spada è stata legittimamente negata una sanatoria che la stessa parte interessata aveva richiesto in termini ambigui, quale “trasformazione in tettoia di una pergola”.

Direttiva Case Green, il JRC: ai privati fino al 70% dei costi per la riqualificazione energetica

Un'analisi del centro di ricerca della Commissione europea evidenzia che gli incentivi... Leggi


Legionella nei condomini: arriva la guida gratuita per cittadini e amministratori

Un documento tecnico-operativo per prevenire i rischi negli impianti idrici domestici e... Leggi

Potrebbe interessarti


Iscriviti alla newsletter di Build News

Rimani aggiornato sulle ultime novità in campo di efficienza energetica e sostenibilità edile

Iscriviti

I più letti sull'argomento


Dello stesso autore


Mercato
LG Human Beat, tecnologia e intelligenza artificiale per trasformare gli spazi e le esperienze

LG Electronics mette al centro persone, competenze e innovazione nel confronto con...

Prodotti
Distribuzione elettrica e illuminazione, soluzioni integrate per impianti industriali e commerciali

DKC Europe e Ad Astra Energy consolidano una collaborazione basata su competenze...