Le risorse aggiuntive che l'Italia potrà utilizzare grazie alla maggiore flessibilità concessa dalla Commissione europea sul fronte del caro energia dovrebbero finanziare interventi strutturali capaci di accelerare l'elettrificazione dei consumi e ridurre in modo permanente il costo delle bollette. È la posizione espressa da Assoclima, che invita il Governo a destinare parte dei fondi alla diffusione delle pompe di calore elettriche e alla revisione della fiscalità applicata all'energia elettrica.
L'appello arriva dopo il confronto svoltosi a Palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio e i leader della maggioranza sulla possibilità di utilizzare i margini di flessibilità riconosciuti da Bruxelles. La Commissione europea ha infatti subordinato l'accesso a tali risorse all'adozione di misure in grado di favorire la transizione energetica e la diffusione delle tecnologie alimentate da fonti pulite.
Detrazioni fiscali e riduzione del costo dell'elettricità
Secondo Assoclima, le risorse dovrebbero essere indirizzate su due interventi prioritari.
Il primo riguarda il mantenimento dell'aliquota del 50% per le detrazioni fiscali relative agli interventi di riqualificazione energetica che prevedono l'installazione di pompe di calore elettriche. In assenza di nuovi provvedimenti, dal 1° gennaio 2027 l'agevolazione è destinata a ridursi al 36%.
L'associazione stima che il mantenimento dell'attuale livello di incentivo potrebbe garantire ai nuclei familiari un risparmio annuo compreso tra 280 e 400 euro, superiore agli importi riconosciuti dagli interventi straordinari adottati negli ultimi anni contro il caro bollette.
La seconda proposta riguarda la revisione di accise e oneri che gravano sull'energia elettrica, con l'obiettivo di ridurre il differenziale di costo rispetto al gas naturale. Il riferimento è all'Electrification Action Plan pubblicato dalla Commissione europea il 17 luglio, che individua in un rapporto tra prezzo dell'elettricità e prezzo del gas non superiore a 2,5 una condizione favorevole alla diffusione delle tecnologie elettriche ad alta efficienza.
Un parco installato ancora poco sfruttato
A sostegno delle proprie richieste, Assoclima richiama il potenziale già presente nel patrimonio impiantistico nazionale.
Secondo i dati diffusi dall'associazione, in Italia sono installate 23,7 milioni di pompe di calore, presenti nelle abitazioni di oltre la metà delle famiglie. Tuttavia, soltanto 3,7 milioni vengono oggi utilizzate come sistema principale di riscaldamento.
Per Assoclima, una maggiore convenienza economica dell'energia elettrica consentirebbe di valorizzare questo patrimonio tecnologico, favorendo l'utilizzo delle pompe di calore in sostituzione o in integrazione degli impianti alimentati a gas, con benefici in termini di riduzione dei consumi di combustibili fossili, contenimento delle emissioni e stabilizzazione della spesa energetica delle famiglie.
Il ruolo della filiera industriale italiana
L'associazione sottolinea inoltre la rilevanza della filiera nazionale delle pompe di calore. Citando uno studio di TEHA Group, evidenzia come la produzione italiana copra il 59% delle principali componenti delle pompe di calore elettriche, percentuale che sale all'87% considerando l'intera filiera europea.
Secondo Assoclima, questo patrimonio industriale rappresenta un ulteriore elemento a favore di politiche di sostegno all'elettrificazione degli edifici, in grado di coniugare obiettivi ambientali, competitività del sistema produttivo e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
Le richieste al Governo
Per il presidente di Assoclima, Maurizio Marchesini, la maggiore flessibilità concessa dall'Unione europea rappresenta un'opportunità per introdurre misure capaci di incidere in modo strutturale sul costo dell'energia e favorire la diffusione delle pompe di calore.
L'associazione ritiene che la continuità degli incentivi fiscali e una revisione del rapporto di prezzo tra elettricità e gas possano ridurre i tempi di ritorno degli investimenti per la sostituzione delle vecchie caldaie, valorizzando una tecnologia che, oltre a garantire il riscaldamento invernale, consente anche il raffrescamento estivo, contribuendo ad affrontare gli effetti delle sempre più frequenti ondate di calore.