Confprofessioni accoglie positivamente la proroga dei versamenti fiscali prevista dal DL Carburanti IV, ma chiede una revisione della maggiorazione applicata ai pagamenti differiti. Secondo la Confederazione, infatti, l’aumento dallo 0,40% allo 0,80% rischia di trasformarsi in un aggravio eccessivo per professionisti e contribuenti che rispettano regolarmente le scadenze fiscali.
La posizione è stata espressa in una nota diffusa il 25 maggio 2026, all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del differimento dei termini per il saldo e il primo acconto delle imposte.
Una proroga ritenuta necessaria
Confprofessioni giudica “necessario” il rinvio al 20 luglio dei versamenti, soprattutto alla luce del ritardo nel rilascio del software necessario per la compilazione del modello ISA.
Secondo la Confederazione, il fatto che il provvedimento sia arrivato con un certo anticipo rispetto alla scadenza rappresenta un elemento positivo, in netta discontinuità rispetto a quanto accaduto in passato, quando le proroghe venivano spesso comunicate a ridosso dei termini fiscali, creando difficoltà operative per professionisti e contribuenti.
Le critiche sull’aumento della maggiorazione
Accanto all’apprezzamento per il rinvio delle scadenze, Confprofessioni evidenzia però forti perplessità sull’incremento della maggiorazione prevista dal dPR 435/2001.
La Confederazione sottolinea come il passaggio dallo 0,40% allo 0,80% vada nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati di alleggerimento della pressione fiscale.
Secondo quanto riportato nella nota, il differimento del pagamento delle imposte dal 20 luglio al 19 agosto comporterebbe un costo che, su base annua, sfiora il 10%.
Per Confprofessioni si tratta di una misura che rischia di penalizzare proprio i contribuenti più corretti, ossia coloro che rispettano regolarmente gli obblighi fiscali.
“Trattamento meno favorevole rispetto alla pace fiscale”
Uno dei passaggi più critici della nota riguarda il confronto con le recenti misure di “pace fiscale”.
Secondo Confprofessioni, l’aumento della maggiorazione produce infatti un effetto paradossale: i contribuenti in regola con i versamenti si troverebbero a sostenere condizioni meno vantaggiose rispetto a chi ha beneficiato delle sanatorie relative alle annualità pregresse.
Una situazione che la Confederazione definisce iniqua e che auspica possa essere corretta durante l’iter parlamentare di conversione del decreto.
L’auspicio per la conversione del decreto
Confprofessioni chiede quindi al Parlamento di intervenire sul testo del DL Carburanti IV, riportando la maggiorazione allo 0,40% originariamente previsto dal dPR 435/2001.
Per la Confederazione, una revisione della misura rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso professionisti, partite IVA e contribuenti che rispettano con continuità gli obblighi fiscali, evitando di trasformare la proroga in un costo aggiuntivo troppo oneroso.