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Superbonus, la Corte dei conti UE ne boccia l'efficacia: "Costi elevati e benefici energetici limitati"

Nella Relazione speciale sull'impiego delle risorse del Recovery and Resilience Facility per l'efficienza energetica degli edifici, la Corte dei conti UE evidenzia l'elevato costo degli interventi incentivati dal Superbonus e invita a orientare i futuri incentivi verso ristrutturazioni più profonde e maggiormente correlate ai risultati energetici conseguiti

lunedì 13 luglio 2026 - Redazione Build News

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La Corte dei conti europea richiama l'attenzione sull'efficacia delle politiche di incentivazione per la riqualificazione energetica degli edifici. Nella Relazione speciale n. 20/2026, dedicata all'utilizzo delle risorse del Recovery and Resilience Facility (RRF), l'organo di controllo dell'Unione valuta i risultati conseguiti da alcuni programmi nazionali finanziati nell'ambito del dispositivo europeo, soffermandosi anche sul Superbonus italiano.

Secondo la Corte, la misura ha contribuito ad accelerare gli interventi di efficientamento del patrimonio edilizio, ma presenta criticità sotto il profilo dell'efficienza della spesa pubblica. In particolare, il rapporto evidenzia che il costo sostenuto per ottenere i risparmi energetici conseguiti risulta significativamente superiore rispetto ad altri programmi analizzati.

Rapporto costi-benefici giudicato sfavorevole

L'analisi confronta diversi strumenti di incentivazione adottati dagli Stati membri e conclude che il Superbonus presenta il costo più elevato per unità di energia risparmiata tra quelli esaminati.

Secondo la Corte, il costo per ogni chilowattora risparmiato è risultato circa quattro volte superiore alle previsioni iniziali. Tra i fattori che hanno inciso maggiormente figura la configurazione originaria dell'incentivo, che copriva fino al 110% delle spese ammissibili. Una caratteristica che, eliminando il contributo economico del beneficiario, avrebbe ridotto gli incentivi al contenimento dei costi degli interventi, determinando un utilizzo delle risorse ritenuto poco efficiente.

L'importanza delle ristrutturazioni profonde

La relazione evidenzia inoltre che una parte consistente degli investimenti si è concentrata su interventi che non sempre hanno garantito il massimo potenziale di riduzione dei consumi energetici.

Per la Corte dei conti europea, le future politiche dovrebbero favorire in misura maggiore le cosiddette deep renovation, ovvero gli interventi di riqualificazione profonda in grado di migliorare sensibilmente le prestazioni energetiche degli edifici, contribuendo in maniera più efficace al raggiungimento degli obiettivi climatici dell'Unione.

L'istituzione europea sottolinea anche la necessità di orientare gli incentivi verso gli immobili caratterizzati dalle peggiori classi energetiche, dove il rapporto tra investimento pubblico e benefici ambientali risulta generalmente più favorevole.

Le raccomandazioni per le future politiche di incentivazione

Le osservazioni contenute nella Relazione speciale assumono particolare rilievo anche alla luce dell'attuazione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD) e delle future strategie di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.

Tra le principali raccomandazioni formulate dalla Corte figurano:

  • collegare maggiormente gli incentivi ai risultati energetici effettivamente conseguibili;
  • definire obiettivi misurabili e sistemi di monitoraggio più efficaci;
  • privilegiare gli interventi con il miglior rapporto costi-benefici;
  • concentrare le risorse sugli edifici con maggiori margini di miglioramento energetico;
  • rafforzare la valutazione dell'efficacia della spesa pubblica lungo l'intero ciclo dei programmi.

Un contributo al dibattito sulle future agevolazioni

Le valutazioni della Corte dei conti europea si inseriscono nel dibattito sul futuro degli incentivi per la riqualificazione edilizia, tema destinato ad assumere un ruolo centrale nei prossimi anni in vista degli obiettivi di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare europeo.

Pur riconoscendo il contributo fornito dal Superbonus alla crescita degli interventi di riqualificazione, la relazione richiama la necessità che i futuri strumenti di sostegno siano progettati secondo criteri di maggiore selettività, sostenibilità finanziaria ed efficacia energetica, così da massimizzare i benefici ambientali derivanti dagli investimenti pubblici.

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