Oltre 40mila edifici scolastici e circa 7 milioni di studenti: sono questi i numeri che fotografano la dimensione della sfida dell’edilizia scolastica italiana. La direzione da seguire appare condivisa: rafforzare il partenariato pubblico-privato (PPP) per garantire continuità agli investimenti, soprattutto nello scenario post-PNRR.
Il tema è stato al centro del convegno sul “partenariato pubblico-privato per l’edilizia scolastica” organizzato a Roma dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili insieme al Ministero dell'Istruzione e del Merito, con la partecipazione del ministro Giuseppe Valditara e dei vertici ANCE, tra cui la presidente Federica Brancaccio e il vicepresidente Piero Petrucco.
Investimenti PNRR: 12 miliardi già mobilitati
Negli ultimi anni, l’edilizia scolastica ha beneficiato di una forte accelerazione grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo quanto ricordato dal ministro Valditara, sono stati investiti 12 miliardi di euro nel comparto, di cui un terzo a carico diretto del Ministero.
Su 40mila plessi scolastici, il 25% è già stato oggetto di interventi di riqualificazione. Il PNRR ha messo in campo una dotazione di circa 10 miliardi per un ampio ventaglio di opere: nuove scuole, messa in sicurezza degli edifici esistenti, potenziamento di mense e impianti sportivi, ampliamento dell’offerta di asili nido.
A queste misure si affianca il Piano Scuola 4.0, che punta alla modernizzazione degli ambienti di apprendimento, rafforzando la dimensione dell’innovazione e della digitalizzazione.
5.700 cantieri attivi: il ruolo chiave degli enti locali
Secondo il monitoraggio ANCE basato sui dati del Sistema delle Casse Edili, sono attualmente attivi 5.700 cantieri di edilizia scolastica. Il 74% risulta già concluso o in fase avanzata di realizzazione, oltre il 50%.
Un risultato attribuibile in larga parte al ruolo operativo di comuni e province, sotto il coordinamento del Ministero. Solo nel 2025 la spesa per investimenti dei comuni è cresciuta del 15%, consolidando un trend in aumento dal 2017, che ha portato a più che raddoppiare i livelli di spesa in pochi anni.
Post-PNRR: perché serve il partenariato pubblico-privato
La sfida ora è duplice: completare l’“ultimo miglio” del PNRR e garantire continuità strutturale agli investimenti nel lungo periodo. In questo scenario, il PPP rappresenta uno strumento strategico ancora poco esplorato nel settore scolastico italiano.
Valditara ha evidenziato come nei Paesi OCSE la media degli investimenti privati nell’istruzione sia pari al 2%, mentre in Italia si attesta allo 0,5%. L’obiettivo è aumentare il coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione e gestione delle infrastrutture scolastiche pubbliche.
Tra le ipotesi sul tavolo, anche la realizzazione di foresterie scolastiche per favorire la mobilità di docenti e personale, ampliando il concetto stesso di infrastruttura educativa.
Project financing e nuove regole europee
Il convegno ha rappresentato anche un momento di confronto sulle criticità del project financing, alla luce della recente sentenza dell’Unione Europea che ha sancito la fine del diritto di prelazione riconosciuto al promotore nei progetti di PPP.
Un passaggio che apre una fase nuova per la disciplina nazionale. Secondo ANCE, sarà necessario rivedere le regole per garantire coerenza con il diritto europeo, preservando al tempo stesso la capacità del partenariato di attrarre capitali, competenze e innovazione.
La sfida sarà costruire modelli procedurali trasparenti e concorrenziali, ma in grado di valorizzare l’apporto progettuale del promotore e assicurare certezza giuridica a operatori e amministrazioni.
Casi concreti e prospettive operative
Durante il convegno sono stati presentati esempi concreti di partenariato pubblico-privato, tra cui esperienze avviate a Udine, alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e nel Comune di Bergamo. Modelli che dimostrano come il PPP possa tradursi in soluzioni operative efficaci, integrando risorse pubbliche e private.
Alla tavola rotonda conclusiva hanno partecipato rappresentanti istituzionali e tecnici, tra cui dirigenti del Ministero, dell’Anac e di Ifel, a conferma della necessità di un approccio multidisciplinare per affrontare la complessità normativa, finanziaria e gestionale del settore.
Edilizia scolastica: una leva strategica per il Paese
Per professionisti tecnici, imprese e stazioni appaltanti, il messaggio è chiaro: l’edilizia scolastica non è solo un capitolo di spesa pubblica, ma una leva strategica per la crescita del Paese.
Riqualificare oltre 40mila edifici significa intervenire su sicurezza sismica, efficienza energetica, qualità architettonica e innovazione didattica. In questo contesto, il partenariato pubblico-privato può rappresentare la chiave per garantire stabilità agli investimenti anche oltre la stagione straordinaria del PNRR.
La partita ora si gioca sulla capacità di costruire regole chiare, procedure snelle e modelli finanziari sostenibili, in grado di mettere davvero insieme pubblico e privato per rispondere ai bisogni della collettività.