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Efficienza energetica, il mercato cambia volto: nel 2025 investiti fino a 62 miliardi di euro, ora guida il terziario

Il nuovo Report Energy&Strategy del Politecnico di Milano fotografa la transizione del settore dopo il Superbonus. Industria e servizi crescono, mentre il residenziale rallenta. Senza regole stabili, però, gli obiettivi europei rischiano di allontanarsi

giovedì 21 maggio 2026 - Redazione Build News

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Il mercato dell’efficienza energetica in Italia entra in una nuova fase. Dopo anni dominati dagli incentivi legati al Superbonus e dalla corsa alla riqualificazione degli edifici residenziali, il 2025 segna un cambio di paradigma: oggi sono il settore terziario e l’industria a trainare gli investimenti, mentre il comparto abitativo rallenta sensibilmente.

A delineare questo scenario è l’Energy Efficiency & Green Building Report 2026 realizzato da Energy&Strategy della POLIMI School of Management, secondo cui nel 2025 gli investimenti complessivi in efficienza energetica nel nostro Paese si sono attestati tra i 53 e i 62 miliardi di euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente ma con una composizione radicalmente diversa.

Il terziario prende il posto del residenziale

Il dato più significativo riguarda il sorpasso del terziario, che registra investimenti compresi tra 25 e 29 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 24-28 miliardi del 2024. Cresce anche il comparto industriale, che passa da 2,3-2,7 miliardi a 2,5-3,2 miliardi grazie soprattutto alla spinta del Piano Transizione 5.0.

In netto calo, invece, il settore residenziale, che scende dai 33-36 miliardi dello scorso anno ai 24-27 miliardi del 2025, evidenziando l’esaurimento dell’effetto trainante del Superbonus. Leggera flessione anche per la Pubblica Amministrazione, dove gli investimenti oscillano oggi tra 2 e 2,8 miliardi di euro e si concentrano prevalentemente sugli edifici nZEB, i Nearly Zero Energy Building.

Secondo gli analisti del report, il sistema degli incentivi continua a offrire numerosi strumenti di supporto alla transizione energetica, ma la loro efficacia viene ridotta dalla continua revisione normativa, dalla complessità burocratica e da procedure spesso poco chiare.

Frattini: “L’efficienza energetica non è più un’emergenza”

“Le crisi energetiche degli ultimi anni hanno reso evidente ciò che era già noto: l’efficienza energetica non è una misura emergenziale, ma una politica industriale, immobiliare e ambientale di lungo periodo”, ha spiegato Federico Frattini, vicedirettore di Energy&Strategy e responsabile del rapporto.

Secondo Frattini, il problema italiano non riguarda la mancanza di tecnologie o competenze, bensì l’assenza di continuità normativa e di strumenti realmente stabili nel tempo. Le continue modifiche agli incentivi, i fondi rimodulati e le piattaforme temporaneamente sospese finiscono infatti per generare incertezza tra imprese e investitori, rallentando la pianificazione degli interventi.

Il report evidenzia come misure strategiche quali Conto Termico 3.0, Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026 abbiano un enorme potenziale, ma risultino ancora troppo complesse per tradursi in strumenti realmente efficaci e immediatamente operativi.

Gli scenari al 2030: tra crescita e rischio stallo

Le prospettive future dipenderanno in larga parte dalla capacità del legislatore di garantire stabilità al quadro normativo. Nello scenario più favorevole, allineato agli obiettivi europei di decarbonizzazione, il mercato italiano dell’efficienza energetica potrebbe raggiungere entro il 2030 un valore compreso tra 90 e 105 miliardi di euro, con una crescita media annua dell’11%.

Se invece il sistema continuerà a procedere con l’attuale ritmo e con strumenti frammentati, gli investimenti rischiano di fermarsi tra 64 e 75 miliardi di euro, con una crescita inferiore al 4% annuo, insufficiente per centrare i target UE.

Nonostante queste criticità, l’Italia mantiene comunque una buona posizione nel panorama europeo. Il nostro Paese si colloca infatti al quinto posto tra quelli più avanzati sul fronte dell’efficienza energetica, con un consumo energetico per unità di PIL inferiore del 16% rispetto alla media comunitaria.

Green Building e nuove competenze

Il report sottolinea anche come il concetto di Green Building stia evolvendo rapidamente. Non si parla più soltanto di edifici che consumano meno energia, ma di immobili progettati e valutati lungo l’intero ciclo di vita: materiali, emissioni incorporate, comfort abitativo, riciclabilità e impatto ambientale diventano oggi parametri centrali.

In questo contesto, la Direttiva europea EPBD IV rappresenta uno dei principali punti di riferimento per il futuro del settore edilizio. Il cambiamento coinvolgerà tutta la filiera delle costruzioni, dai progettisti ai produttori, fino agli investitori e ai gestori immobiliari, richiedendo nuove competenze tecniche e gestionali.

ESCo e startup: il futuro passa dall’innovazione

Una parte importante del report è dedicata anche alle ESCo, le Energy Service Company, sempre più centrali nella gestione della transizione energetica industriale. Il fotovoltaico si conferma la tecnologia più diffusa, rappresentando oltre il 40% degli interventi realizzati, seguito dalla cogenerazione e dai sistemi di monitoraggio energetico.

Parallelamente cresce anche l’ecosistema delle startup innovative legate alla decarbonizzazione dell’edilizia. Energy&Strategy ne ha censite 30, nate dal 2020 a oggi e attive nello sviluppo di software avanzati, sistemi di automazione, gestione intelligente dell’energia e nuovi materiali costruttivi. Un segnale che conferma il crescente dinamismo del settore, nonostante dimensioni economiche ancora contenute.

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