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Esperti assicurativi catastrofali: scontro tra Governo e professioni tecniche

La Rete delle Professioni Tecniche contesta il nuovo ruolo previsto dal Decreto Legge n.25/2026: “Rischio duplicazioni e conflitti con le norme ordinistiche”

lunedì 20 aprile 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2317258899 Fonte: shutterstock

Il Decreto Legge del 27 febbraio 2026, n. 25, attualmente in fase di conversione, introduce una nuova figura professionale: il “Ruolo degli esperti assicurativi catastrofali”. Si tratta di un elenco istituito presso CONSAP S.p.A., al quale sarà obbligatorio iscriversi per svolgere attività di accertamento e valutazione economica dei danni agli immobili assicurati causati da eventi calamitosi. L’accesso a questo ruolo prevede il possesso di specifici requisiti e l’assoggettamento a un sistema disciplinare dedicato.

La posizione della Rete delle Professioni Tecniche

La Rete delle Professioni Tecniche (RPT), che rappresenta oltre 500.000 professionisti iscritti agli Albi, ha espresso una netta contrarietà alla misura. Secondo l’organismo, l’istituzione di questo nuovo ruolo entra in conflitto con la disciplina ordinistica già esistente, dal momento che le competenze richieste – accertamento tecnico, valutazione strutturale e stima economica dei danni – sono già attribuite alle professioni tecniche regolamentate.

I dubbi di legittimità costituzionale

Oltre alle criticità sul piano ordinistico, la RPT solleva anche dubbi sulla legittimità costituzionale della norma. La giurisprudenza ha più volte ribadito che l’esame di Stato rappresenta la garanzia principale per l’accesso alle professioni e che eventuali ulteriori requisiti devono rispettare criteri di proporzionalità e ragionevolezza. L’introduzione di una nuova prova di idoneità rischia quindi di configurarsi come una duplicazione ingiustificata dei percorsi abilitanti già esistenti.

Il rischio di sovrapposizioni professionali

Un ulteriore elemento critico riguarda la possibile creazione di figure parallele rispetto ai professionisti già abilitati. Le attività legate alla sicurezza e all’integrità degli immobili, infatti, sono tradizionalmente riservate alle professioni regolamentate. L’introduzione di un nuovo soggetto con competenze analoghe potrebbe generare sovrapposizioni, confusione normativa e criticità operative.

Un sistema già regolato e vigilato

La RPT sottolinea inoltre che i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi sono già soggetti a obblighi stringenti, tra cui aggiornamento continuo, copertura assicurativa e rispetto delle norme deontologiche. Questo sistema garantisce già un elevato livello di controllo e qualità delle prestazioni, rendendo superflua la creazione di un ulteriore meccanismo di abilitazione e vigilanza.

Le proposte di modifica avanzate dalla RPT

Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione del Decreto, la RPT ha avanzato una proposta emendativa articolata in tre punti principali: il riconoscimento del diritto di iscrizione al nuovo ruolo per i professionisti già iscritti agli Albi tecnici; l’introduzione di una clausola di salvaguardia delle competenze già attribuite dalla legge; e l’estensione di tale diritto anche alla fase di prima applicazione della norma.

L’appello al Parlamento

La Rete delle Professioni Tecniche chiede quindi al Parlamento di adottare correttivi mirati, con l’obiettivo di preservare la coerenza del sistema ordinistico e di evitare inutili duplicazioni nei percorsi di accesso alle professioni. La questione resta aperta e sarà centrale nel prosieguo dell’iter di conversione del Decreto Legge.

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