Da martedì 6 ottobre cambia il quadro delle accise sul gasolio. Si conclude infatti il periodo di riduzione temporanea dell’imposta, che nelle ultime settimane aveva garantito uno sconto di 6,1 centesimi di euro al litro.
La misura era stata introdotta per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti e si inseriva in una serie di interventi adottati dal governo di fronte alla forte crescita delle quotazioni petrolifere. Al termine dello sconto non è però previsto un ritorno automatico alla situazione precedente: entra infatti in funzione il sistema delle cosiddette accise mobili.
Come funzionano le accise mobili
Il nuovo meccanismo punta a utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali legate all’aumento del prezzo dei carburanti per compensare, attraverso una riduzione delle accise, gli effetti dei rincari alla pompa.
L’obiettivo è quindi rendere più flessibile l’imposizione fiscale sul carburante e attenuare l’impatto di eventuali nuove fiammate dei prezzi. Il sistema era stato annunciato dal governo nelle scorse settimane e diventa operativo proprio con la fine dell’attuale riduzione dell’accisa sul gasolio.
Resta tuttavia da capire quale sarà l’effetto concreto sui prezzi. La fine dello sconto potrebbe infatti esercitare una pressione al rialzo sul diesel, anche se l’andamento delle ultime settimane ha modificato in parte lo scenario.
Prezzi in calo alla pompa
Nel frattempo, infatti, i listini dei carburanti hanno registrato una diminuzione. A incidere sono state anche le iniziative adottate direttamente dalle compagnie petrolifere, che hanno introdotto riduzioni e forme di price cap sulla propria rete.
Secondo le rilevazioni citate dal Codacons, nell’ultima settimana il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria è sceso di 13,3 centesimi al litro, mentre quello della benzina è diminuito di 11 centesimi. Sulla rete autostradale il calo è stato ancora più marcato, con riduzioni vicine ai 19 centesimi per entrambi i carburanti.
Il quadro resta comunque caratterizzato da prezzi significativamente superiori a quelli registrati prima della recente crisi dei mercati energetici. Secondo il Codacons, il gasolio continua a costare oltre 50 centesimi al litro in più rispetto al periodo precedente il conflitto in Iran.
L'impatto su famiglie e imprese
La questione del costo dei carburanti continua quindi ad avere ricadute rilevanti non solo sugli automobilisti, ma anche sui settori produttivi che dipendono maggiormente dal gasolio, a partire da autotrasporto, agricoltura e pesca.
Secondo una stima di Adusbef, tra marzo e agosto 2026 gli automobilisti italiani avrebbero sostenuto una spesa aggiuntiva per i rifornimenti superiore a 4,7 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’attenzione si sposta ora sul funzionamento effettivo delle accise mobili e sulla capacità del nuovo meccanismo di assorbire eventuali ulteriori aumenti delle quotazioni petrolifere, mentre le compagnie sono chiamate a decidere se proseguire con le politiche di contenimento dei prezzi adottate nelle ultime settimane.
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