Il sistema industriale legato a riscaldamento, ventilazione, climatizzazione e refrigerazione si conferma tra i pilastri dell’economia nazionale, con un impatto rilevante anche sul percorso di efficientamento energetico degli edifici.
Secondo le analisi presentate in occasione di MCE 2026, il comparto HVAC+R ha raggiunto un valore complessivo di circa 83 miliardi di euro, evidenziando una crescita significativa nell’ultimo decennio. Oltre al fatturato, risultano in aumento anche il valore aggiunto e il numero degli occupati, a testimonianza di una filiera in espansione e sempre più strutturata.
Questo settore svolge un ruolo centrale nella trasformazione energetica del patrimonio edilizio. Gli edifici, infatti, incidono in modo consistente sui consumi energetici complessivi e sulle emissioni, rendendo gli impianti tecnologici un elemento decisivo per migliorare prestazioni, comfort e sostenibilità.
Ripensare il sistema edificio-impianto
Non si tratta solo di aggiornare le tecnologie, ma di ripensare l’intero sistema edificio-impianto, puntando su soluzioni integrate, digitalizzazione e automazione. In questo contesto, cresce anche l’interesse verso edifici intelligenti e sistemi connessi, capaci di ottimizzare i consumi e migliorare la gestione energetica.
Parallelamente, emergono anche aspetti sociali rilevanti. Una quota significativa di famiglie continua a incontrare difficoltà nel riscaldare adeguatamente la propria abitazione, segnalando come l’efficienza energetica sia sempre più legata alla qualità della vita e all’accessibilità economica dei servizi.
Dal punto di vista del mercato, il quadro appare però articolato. Da un lato si registrano segnali positivi, come la crescita dell’export in alcuni segmenti della filiera, in particolare nel comparto valvole e rubinetteria. Dall’altro, si evidenziano criticità, tra cui il calo delle vendite di caldaie nel 2025, che potrebbe rallentare il rinnovamento degli impianti più obsoleti.
Le sfide del futuro
Infine, tra le principali sfide future emergono la necessità di competenze specializzate, l’evoluzione normativa e l’adozione di tecnologie sempre più integrate. Le scelte strategiche dei prossimi anni saranno determinanti per consolidare il ruolo della filiera e massimizzarne il contributo alla transizione energetica.