Nuove frontiere, nuove responsabilità è il titolo scelto per il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, in programma a Trieste dal 23 al 25 settembre 2026.
L’appuntamento organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri parte da un contesto nel quale la professione è chiamata a confrontarsi contemporaneamente con trasformazioni tecnologiche, esigenze di sostenibilità, sicurezza, crescita economica e un quadro normativo in continua evoluzione.
Al centro del congresso ci sarà in particolare il ruolo degli ingegneri nella costruzione della Società 5.0, un paradigma nel quale la tecnologia viene concepita come strumento al servizio delle persone, con l’obiettivo di affrontare problemi sociali, favorire l’inclusione, sostenere la sostenibilità e migliorare la qualità della vita.
Dalla tecnologia alla società 5.0
La Società 5.0 rappresenta, secondo il CNI, una delle principali sfide per la professione. Il rapido sviluppo della scienza e della tecnologia richiede infatti competenze in grado non soltanto di progettare e implementare nuove soluzioni, ma anche di valutarne rischi, ricadute e modalità di applicazione.
In questo scenario, l’ingegnere è chiamato a operare all’intersezione tra innovazione tecnologica, esigenze sociali e quadro regolatorio.
Il presidente del CNI Angelo Domenico Perrini sottolinea proprio la necessità di mettere i professionisti nelle condizioni di affrontare le trasformazioni in corso, valorizzando il contributo delle competenze tecnico-scientifiche anche nei processi decisionali.
Trieste, città di frontiera e laboratorio di innovazione
La scelta di Trieste come sede del congresso assume un significato particolare. Città di frontiera e punto di collegamento tra Italia, Europa centro-orientale e Balcani, Trieste viene indicata dal CNI come luogo nel quale il confine può diventare un elemento di connessione e sviluppo.
Il territorio ospita inoltre realtà scientifiche e imprenditoriali di rilievo, creando un contesto adatto a discutere il rapporto tra ricerca, tecnologia e applicazioni concrete.
Il programma prevede anche un confronto internazionale con i rappresentanti degli organismi professionali di Croazia e Slovenia, dedicato all’evoluzione della professione e alle opportunità di collaborazione in un mercato europeo sempre più interconnesso.
Intelligenza artificiale e responsabilità professionale
Uno dei temi centrali del congresso sarà il rapporto tra intelligenza artificiale, responsabilità professionale e governo pubblico.
L’adozione dei sistemi di IA introduce nuove questioni tecniche, normative ed etiche. Per il mondo dell’ingegneria diventa quindi necessario confrontarsi non solo con le potenzialità degli strumenti, ma anche con i requisiti di qualità, affidabilità, sicurezza e controllo.
Il secondo panel della prima giornata sarà dedicato proprio alla definizione di una possibile governance dell’intelligenza artificiale capace di tenere insieme innovazione e tutela dei diritti, riconoscendo il ruolo delle competenze tecniche nei processi regolatori.
Le nuove competenze dell’ingegneria
La trasformazione tecnologica modifica anche il profilo professionale dell’ingegnere.
Automazione, intelligenza artificiale, digitalizzazione, elettronica, gestione dei dati e nuove tecnologie richiedono competenze aggiornate e una formazione continua.
Tra i temi indicati dal presidente del CNI rientra proprio il riconoscimento delle nuove competenze che caratterizzano l’ingegneria contemporanea, nell’ambito di una più ampia riflessione sulla riforma delle professioni regolamentate.
La questione non riguarda quindi soltanto la formazione tecnica, ma anche la capacità dell’ordinamento professionale di accompagnare l’evoluzione dei contenuti e delle responsabilità della professione.
Il rapporto tra ingegneria e interesse pubblico
Il congresso affronterà inoltre il rapporto tra competenza tecnica e interesse pubblico.
Il primo panel sarà dedicato al paradigma della Società 5.0 e alle sue applicazioni nei settori che stanno ridefinendo il rapporto tra tecnologia, economia e dimensione sociale. L’obiettivo sarà individuare gli ambiti nei quali la competenza ingegneristica può contribuire alla trasformazione del Paese.
In questa prospettiva, sicurezza, sostenibilità e concreta realizzabilità delle soluzioni diventano elementi da integrare nel processo di innovazione.
La riforma delle professioni regolamentate
Un ulteriore spazio del congresso sarà dedicato alla riforma del sistema delle professioni regolamentate.
Il tema sarà affrontato dal punto di vista dell’interesse pubblico, mettendo in relazione qualità della prestazione professionale, tutela del cittadino e sviluppo economico.
L’obiettivo indicato dal CNI è contribuire alla costruzione di una piattaforma di proposta e di confronto con il legislatore, in un momento nel quale l’evoluzione tecnologica sta modificando rapidamente competenze, modalità operative e responsabilità professionali.
Tre giornate tra panel, tavole rotonde e masterclass
I lavori prenderanno il via il 23 settembre con i saluti istituzionali e la relazione del presidente del CNI Angelo Domenico Perrini. La prima giornata sarà articolata in tre panel dedicati rispettivamente alla Società 5.0, all’intelligenza artificiale e alla riforma delle professioni.
Il 24 settembre il programma proseguirà con tavole rotonde e incontri tecnici Masterclass dedicati a temi di interesse per la professione.
La conclusione è prevista per il 25 settembre, con la discussione del documento programmatico e la premiazione dei campionati sportivi per ingegneri 2026.
Governare il cambiamento attraverso le competenze
Il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri mette quindi al centro una questione che va oltre l’evoluzione della singola professione: come governare trasformazioni tecnologiche sempre più rapide mantenendo al centro sicurezza, sostenibilità, responsabilità e qualità.
In questo scenario, il CNI individua nelle competenze tecnico-scientifiche uno degli elementi necessari per trasformare l’innovazione da potenzialità tecnologica a processo concreto, verificabile e orientato alle esigenze della società.