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Istat: nel 2017 i lavoratori indipendenti sono 5 milioni 363 mila, il 23,2% degli occupati

Nel comparto delle costruzioni lavora l’11,5% degli autonomi puri, l’11,0% dei datori di lavoro e il 4,9% dei parzialmente autonomi

lunedì 5 novembre 2018 - Redazione Build News

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Autonomi puri e soprattutto datori di lavoro presentano concentrazioni maggiori nei settori agricolo e industriale, in particolare nelle costruzioni: in questo comparto lavora l’11,5% degli autonomi puri, l’11,0% dei datori di lavoro e il 4,9% dei parzialmente autonomi.

L’Istat presenta i principali risultati di un approfondimento tematico sul lavoro indipendente in Italia, realizzato sulla base dei dati della Rilevazione sulle forze di Lavoro raccolti nel secondo trimestre del 2017.

Nel 2017, i lavoratori indipendenti sono stimati in 5 milioni 363 mila, il 23,2% degli occupati, incidenza molto più elevata rispetto alla media Ue (15,7%). Tra loro il 68,1% è un lavoratore autonomo senza dipendenti (3 milioni 652 mila).

Tra il secondo trimestre 2008 e il secondo trimestre 2017 gli indipendenti si sono ridotti del 10,7% (-642 mila occupati), i dipendenti di contro sono aumentati del 2,7%.

Il lavoro indipendente presenta profili professionali e livelli di autonomia molto differenti. Si possono distinguere tre grandi raggruppamenti: autonomi con dipendenti, cioè datori di lavoro (1 milione 401 mila), autonomi “puri” senza dipendenti (3 milioni 314 mila) e lavoratori parzialmente autonomi (338 mila).

I datori di lavoro (1 milione 401 mila, il 27,7% del totale) rappresentano una parte importante del nostro sistema produttivo, caratterizzato, rispetto alle altre grandi economie europee, da un rilevante peso della micro e piccola impresa. Negli ultimi dieci anni questo segmento ha registrato una flessione di 232 mila unità (-14,2%), spiegata quasi interamente dai lavoratori in proprio con dipendenti.

Tra gli autonomi “puri” senza dipendenti (3 milioni 314 mila, pari al 65,6% del totale) il segmento maggioritario è rappresentato dai lavoratori in proprio (2 milioni 102 mila), seguito dai liberi professionisti (1 milione 88 mila).

Autonomi puri e datori di lavoro presentano concentrazioni maggiori nei settori agricolo e industriale, in particolare in quello delle costruzioni. Nei comparti dei servizi i datori di lavoro e autonomi puri si concentrano soprattutto nel commercio, mentre tra i parzialmente autonomi si riscontrano addensamenti maggiori nei comparti dei servizi alle famiglie e alle persone, sanità e assistenza sociale, istruzione e pubblica amministrazione, trasporti e magazzinaggio.

I lavoratori parzialmente autonomi sono 338 mila (il 9,3% degli autonomi senza dipendenti) e comprendono quanti, generalmente in condizione di mono-committenza, presentano alcuni vincoli di subordinazione tra cui un orario di lavoro stabilito principalmente dal cliente o committente, il dover lavorare presso il cliente, l’impossibilità di assumere dipendenti, il mancato possesso degli strumenti del lavoro o l’essere divenuti indipendenti a seguito di una richiesta di un precedente datore di lavoro.

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