La filiera italiana del legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione che supera i 52,2 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. I dati elaborati da FederlegnoArredo confermano una fase di stabilizzazione dopo il rallentamento del biennio precedente, in un contesto economico e geopolitico caratterizzato da forte incertezza.
Il settore conta oggi oltre 62.000 imprese e più di 292.000 addetti, rappresentando una componente rilevante del manifatturiero italiano sia in termini di fatturato che di occupazione e contributo al PIL.
Il mercato interno traina la crescita
A sostenere il risultato complessivo è soprattutto la domanda interna, che raggiunge quasi 33 miliardi di euro, in aumento del 2%. Il comparto residenziale mostra una buona tenuta, mentre il non residenziale evidenzia segnali di maggiore dinamismo, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati all’edilizia.
Questo andamento conferma la solidità del mercato domestico, che si dimostra meno vulnerabile rispetto alle turbolenze internazionali e continua a rappresentare un pilastro fondamentale per la filiera.
Export stabile ma in trasformazione
Le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili, con un valore complessivo superiore ai 19 miliardi di euro e una crescita contenuta dello 0,4%. Tuttavia, dietro questa apparente stabilità si nasconde una trasformazione significativa della geografia dei mercati.
L’Europa si conferma il principale sbocco commerciale, assorbendo oltre due terzi dell’export totale. Tra i Paesi europei, la Francia resta il primo mercato pur registrando una lieve flessione, mentre la Germania mostra segnali di ripresa e la Spagna continua a crescere. Anche il Regno Unito evidenzia un andamento positivo.
Stati Uniti e Francia rallentano, emergono nuovi mercati
Tra i segnali più rilevanti emerge il rallentamento dei mercati storici, in particolare Stati Uniti e Francia, che chiudono il 2025 in calo. Il mercato statunitense, che da solo rappresenta una quota significativa dell’export della filiera, incide in modo determinante sull’andamento complessivo.
Parallelamente, si osserva una crescita in mercati alternativi e in aree emergenti. Gli Emirati Arabi Uniti registrano un incremento significativo e guadagnano posizioni tra le principali destinazioni, mentre si rafforzano anche altri mercati extraeuropei. Questo spostamento evidenzia la necessità per le imprese di diversificare la propria presenza internazionale.
Un equilibrio fragile e nuove incognite
Nonostante il segnale positivo, il quadro resta incerto. Il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, sottolinea come la crescita del 2025 rappresenti probabilmente un equilibrio fragile, influenzato da un contesto globale instabile e soggetto a cambiamenti repentini.
I primi dati del 2026 rafforzano questa cautela, con un forte calo dell’export di mobili verso gli Stati Uniti registrato a gennaio, segnale che potrebbe anticipare un trend più ampio.
Competitività e politiche industriali al centro
Il tema della competitività internazionale diventa quindi centrale per il futuro della filiera. Secondo gli operatori del settore, è necessario rafforzare le politiche industriali e gli strumenti di sostegno all’export per consolidare i risultati raggiunti e aprire nuove opportunità nei mercati meno tradizionali.
In questo scenario, il design Made in Italy continua a rappresentare un asset strategico per la bilancia commerciale del Paese, ma richiede investimenti e strategie mirate per mantenere la propria posizione sui mercati globali.
Il ruolo strategico del Salone del Mobile
Tra le leve fondamentali per il settore si conferma il ruolo del Salone del Mobile, considerato un appuntamento chiave per le aziende di ogni dimensione. La manifestazione rappresenta un’occasione unica di visibilità e confronto diretto con il mercato, difficilmente replicabile attraverso altri canali.
In un contesto in rapida evoluzione, eventi di questo tipo diventano strumenti essenziali per rafforzare relazioni commerciali, intercettare nuove tendenze e sostenere la crescita internazionale della filiera.
Medio Oriente tra opportunità e criticità
L’area mediorientale continua a rappresentare una quota significativa dell’export, pur mostrando segnali contrastanti. Se da un lato alcuni Paesi registrano performance positive, dall’altro pesano le flessioni di mercati rilevanti come l’Arabia Saudita.
Nel complesso, i dati evidenziano un’area ancora dinamica ma esposta a fattori di rischio geopolitico, che potrebbero influenzarne l’evoluzione nei prossimi anni.
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