Le recenti tensioni geopolitiche nel Golfo stanno iniziando a produrre effetti concreti anche sull’industria italiana. A lanciare l’allarme è ANIE Confindustria, che descrive un quadro sempre più complesso per le imprese del settore tecnologico, alle prese con aumenti dei costi, ritardi nelle consegne e crescenti difficoltà negli approvvigionamenti.
Secondo una survey in corso su oltre duecento aziende associate, più della metà delle imprese segnala un incremento significativo dei costi di trasporto e delle materie prime, mentre circa tre aziende su quattro denunciano ritardi nelle consegne. Una situazione che si riflette direttamente sulla gestione operativa e sull’avanzamento dei cantieri.
Rincari record nella filiera petrolchimica
Le criticità più marcate riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. A essere maggiormente colpiti sono materiali fondamentali per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture, come conglomerati bituminosi, asfalti, calcestruzzi e prodotti per interventi di ripristino.
A queste dinamiche si aggiunge l’impennata dei prezzi delle termoplastiche, ampiamente utilizzate nei comparti infrastrutturale, impiantistico ed elettronico, che registrano incrementi superiori al 30%. Un fattore che contribuisce ad aggravare ulteriormente la pressione sui costi sostenuti dalle imprese.
Filiera elettronica più stabile, ma con incognite
Sul fronte della filiera elettronica, la situazione appare al momento più stabile. Non si registrano infatti criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, incluso l’elio, grazie alla diversificazione dei canali di approvvigionamento e alle scorte ancora disponibili.
Permangono tuttavia elementi di attenzione legati all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna, che potrebbero incidere nel medio periodo sulla capacità delle aziende di rispettare tempi e budget.
Continuità dei cantieri a rischio
Le difficoltà non riguardano soltanto l’aumento dei prezzi, ma anche la continuità delle forniture. Molte imprese segnalano l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche, rendendo più complessa la pianificazione delle attività.
Questo scenario rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere e di rallentare o bloccare i cantieri, con possibili ripercussioni sull’intero sistema delle infrastrutture.
Il confronto con i committenti e la richiesta al Governo
Di fronte a queste criticità, ANIE Confindustria ha avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni in grado di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa.
Il presidente Vincenzo de Martino ha sottolineato la necessità di intervenire anche a livello istituzionale. Secondo de Martino, il dialogo tra le parti non è sufficiente a fronteggiare una situazione così complessa, e serve un intervento urgente del Governo per sostenere il settore.
Garantire la prosecuzione degli interventi programmati, nel rispetto di condizioni economiche sostenibili, rappresenta oggi una priorità per l’intero comparto industriale.
Un settore strategico per l’economia italiana
Federazione ANIE, aderente a Confindustria, rappresenta uno dei comparti più avanzati e strategici dell’industria nazionale. Con circa 1.100 aziende associate e 480.000 addetti, il settore genera un fatturato aggregato di 112 miliardi di euro e un export di 27 miliardi.
Le imprese aderenti investono mediamente il 4% del fatturato in ricerca e sviluppo, contribuendo per oltre il 30% agli investimenti complessivi in R&S del settore privato italiano. Un peso economico rilevante che rende ancora più urgente individuare soluzioni efficaci per affrontare le attuali criticità e sostenere la competitività del sistema produttivo.
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