Il mercato delle nuove costruzioni evidenzia un divario sempre più marcato tra domanda potenziale e offerta effettiva. A fronte di un crescente interesse delle famiglie per abitazioni di nuova realizzazione, il sistema produttivo fatica a rispondere in modo adeguato, generando uno squilibrio strutturale che condiziona l’intero comparto immobiliare.
Secondo il più recente Rapporto sul Mercato Immobiliare di Nomisma, circa una famiglia su tre tra quelle potenzialmente attive sul mercato dichiara di voler acquistare un’abitazione nuova. Una propensione che, tuttavia, si traduce solo in minima parte in transazioni concrete: nel primo semestre del 2025, infatti, appena il 5,5% delle compravendite ha riguardato immobili di nuova costruzione.
Un’offerta insufficiente frena il mercato
Alla base di questo scarto non vi sono soltanto i vincoli di spesa delle famiglie, ma soprattutto una significativa contrazione dell’offerta. L’analisi dei permessi di costruzione evidenzia infatti una dinamica di lungo periodo: negli ultimi vent’anni le concessioni per la realizzazione di nuove abitazioni si sono ridotte di circa il 70%, comprimendo in modo strutturale la capacità del mercato di intercettare la domanda potenziale.
Questa flessione dell’attività edilizia incide direttamente sugli equilibri del settore, come dimostra anche il calo dell’indicatore che mette in relazione il numero delle compravendite con i permessi di costruire. Un segnale che conferma la difficoltà del sistema a rigenerare un’offerta adeguata di nuovi alloggi.
Una dinamica che coinvolge anche il non residenziale
Lo squilibrio tra domanda e offerta non riguarda esclusivamente il comparto residenziale. Anche nel settore non residenziale, infatti, il numero di nuove concessioni edilizie continua a diminuire, seppur con un’intensità più contenuta. Un trend che contribuisce a delineare un quadro complessivo di rallentamento dell’attività costruttiva, con effetti a catena sull’intera filiera immobiliare ed edilizia.
I dati Nomisma confermano dunque la presenza di un divario strutturale che pone interrogativi rilevanti sulle politiche di sviluppo urbano e sulla capacità del mercato di rispondere alle nuove esigenze abitative, sempre più orientate verso qualità costruttiva, efficienza energetica e sostenibilità.
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