Il modello del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha funzionato, consentendo alle imprese delle costruzioni italiane di crescere, innovare e investire, rendendole più competitive nel contesto economico nazionale e internazionale. È questo uno dei principali risultati emersi dall’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato il 20 gennaio dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).
Crescita e numeri positivi per il comparto
Secondo il rapporto, dopo una lieve contrazione nel 2025, il settore delle costruzioni tornerà in terreno positivo nel 2026, con un incremento degli investimenti del 5,6%. Un contributo importante è stato dato dalle risorse del Pnrr: l’Italia ha finora ricevuto circa 153,2 miliardi di euro, di cui oltre metà spesi nel comparto costruzioni, contribuendo anche alla creazione di 350mila nuovi posti di lavoro tra il 2020 e il 2025.
Oltre alle performance macroeconomiche, il rapporto evidenzia che 5.600 imprese attive nei cantieri Pnrr hanno registrato una crescita dimensionale e un aumento della produttività, con un’impennata dell’occupazione interna del 67% rispetto al 2017.
Emergenza abitativa e Piano Casa
Nonostante i risultati positivi, l’ANCE richiama l’attenzione sulle criticità legate al mercato immobiliare e all’accesso alla casa: per molte famiglie italiane con redditi medio-bassi, acquistare o affittare un’abitazione nelle grandi città resta insostenibile.
Per questo motivo, l’associazione sottolinea l’urgenza di definire un Piano Casa strutturato, con una governance forte e misure finanziarie, urbanistiche e fiscali adeguate. Il Governo ha già stanziato circa 7 miliardi di euro per il Piano Casa, una cifra superiore ai 2 miliardi precedenti, con l’obiettivo di affrontare l’emergenza abitativa e promuovere nuovi alloggi accessibili.
Verso il post-Pnrr
Guardando al futuro oltre il 2026, l’Ance auspica che il modello Pnrr diventi strutturale per l’Italia, valorizzando gli strumenti e le esperienze sviluppate negli ultimi anni per affrontare sfide come la sostenibilità ambientale, la qualità dell’abitare e la creazione di infrastrutture sociali.
In questo contesto, il Piano Casa non è solo una misura di politica economica, ma un elemento chiave per sostenere lo sviluppo sociale ed economico del Paese, con un duplice obiettivo: far crescere le imprese e garantire un accesso dignitoso all’abitare per famiglie e soggetti fragili.
Fonte: ww.ance.it