Le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali, ma devono essere affrontate come una componente strutturale del cambiamento climatico. È questo il messaggio che il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) lancia attraverso un documento contenente dieci proposte rivolte al Governo per rafforzare le politiche di adattamento climatico e rendere il Paese più preparato di fronte all'aumento delle temperature estreme.
Secondo l'associazione, l'Italia sconta ancora un ritardo rispetto ad altri Paesi europei. Pur avendo approvato nel 2023 il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), manca ancora una legge climatica organica che renda giuridicamente vincolanti obiettivi, strategie e strumenti di pianificazione.
«A differenza della Francia, che ha sviluppato nel tempo piani nazionali di adattamento e strumenti territoriali obbligatori, l'Italia è arrivata tardi all'approvazione del PNACC e non dispone ancora di una normativa quadro sul clima», sottolinea il presidente del Coordinamento FREE, Attilio Piattelli.
Dalla gestione dell'emergenza alla pianificazione strutturale
Tra le richieste avanzate figura anzitutto il riconoscimento del caldo estremo come emergenza climatica permanente e rischio sistemico nazionale, da affrontare con un approccio integrato che coinvolga protezione civile, sanità, pianificazione urbana, edilizia e politiche energetiche.
Il Coordinamento propone inoltre l'approvazione di una legge climatica che recepisca il PNACC e introduca uno specifico capitolo dedicato all'adattamento alle ondate di calore e alla siccità, con obblighi di pianificazione e monitoraggio per amministrazioni centrali, Regioni e Comuni.
Parallelamente, il Piano nazionale di adattamento dovrebbe evolvere da documento programmatico a strumento operativo, definendo obiettivi misurabili, indicatori di efficacia e piani locali di adattamento estesi all'intero territorio nazionale.
Edifici più resilienti e riqualificazione del patrimonio edilizio
Uno degli aspetti di maggiore interesse per il settore delle costruzioni riguarda la necessità di migliorare il comportamento estivo degli edifici.
Il Coordinamento FREE propone infatti un programma nazionale dedicato agli "alloggi freschi", destinato all'edilizia residenziale pubblica e sociale e ai quartieri maggiormente vulnerabili, da integrare con gli interventi di efficientamento energetico già previsti dagli strumenti di riqualificazione edilizia.
L'obiettivo è garantire condizioni di comfort anche durante le ondate di calore, limitando al tempo stesso il ricorso alla climatizzazione e l'aumento dei consumi energetici.
Particolare attenzione viene riservata anche agli edifici destinati ai servizi pubblici essenziali. Scuole, asili, ospedali e strutture socio-sanitarie dovrebbero essere oggetto di specifici programmi di adeguamento, comprendenti interventi sull'involucro edilizio, incremento delle superfici verdi, sistemi di ombreggiamento e possibilità di utilizzo come veri e propri rifugi climatici durante gli eventi più estremi.
Città più verdi contro le isole di calore
Un altro capitolo centrale del documento riguarda la pianificazione urbana.
Secondo FREE, il contrasto alle isole di calore richiede una strategia basata sulla diffusione di infrastrutture verdi e blu, sull'aumento delle superfici permeabili, sulla piantumazione di alberature, sull'impiego di materiali riflettenti e sulla creazione di una rete capillare di rifugi climatici facilmente accessibili ai cittadini.
Le indicazioni contenute nel PNACC dovrebbero tradursi in standard minimi per gli strumenti urbanistici comunali, prevedendo quote di verde urbano, piani climatici locali e interventi prioritari nelle aree caratterizzate da maggiore vulnerabilità e più elevata mortalità associata alle ondate di calore.
Governance e tutela dei soggetti più fragili
Tra le dieci proposte figura anche l'istituzione di una cabina di regia nazionale dedicata al rapporto tra clima e salute, con il compito di coordinare le politiche tra Ministeri, Protezione civile e amministrazioni territoriali.
Il Coordinamento chiede inoltre che anziani, persone con patologie croniche, lavoratori esposti al caldo, residenti in quartieri densamente urbanizzati e famiglie che vivono in abitazioni soggette a surriscaldamento siano riconosciuti come categorie prioritarie nelle politiche di adattamento, orientando gli investimenti pubblici verso gli edifici e i territori più vulnerabili.
Adattamento climatico e decarbonizzazione devono procedere insieme
L'ultima proposta ribadisce la necessità di integrare le strategie di adattamento con gli obiettivi di decarbonizzazione.
Secondo FREE, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e l'aggiornamento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) rappresentano condizioni indispensabili per limitare gli effetti futuri del cambiamento climatico. Il Coordinamento propone quindi una revisione dei progetti relativi alle nuove infrastrutture fossili e il progressivo superamento dei sussidi ambientalmente dannosi, favorendo invece investimenti in efficienza energetica, fonti rinnovabili e riqualificazione del patrimonio edilizio.
Per il comparto delle costruzioni il messaggio è chiaro: progettazione bioclimatica, rigenerazione urbana, efficientamento energetico e incremento della resilienza degli edifici non costituiscono più obiettivi distinti, ma elementi di una strategia integrata per adattare città e infrastrutture a un clima sempre più caldo e caratterizzato da eventi estremi.
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