Prosegue l’iter della riforma degli ordinamenti professionali con il voto favorevole della Commissione Giustizia sugli emendamenti al disegno di legge n. 1663. Tra le novità che hanno raccolto particolare attenzione da parte delle professioni tecniche figura la modifica all’articolo 8 della legge n. 49 del 2023, relativa ai termini per l’esercizio dell’azione di responsabilità professionale.
L’emendamento, presentato dal senatore Pierantonio Zanettin, introduce un limite temporale di cinque anni per l’azione di responsabilità connessa all’attività svolta dal professionista, intervenendo su una materia che da tempo alimenta il dibattito tra gli operatori del settore.
Le professioni tecniche: più certezze per chi esercita
La proposta è stata accolta positivamente dalla Rete delle Professioni Tecniche, che vede nella modifica uno strumento capace di garantire maggiore certezza giuridica a chi opera nell’ambito delle professioni regolamentate.
Secondo Mauro Uniformi, presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali e coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche, l’intervento normativo mantiene inalterata la tutela per i clienti, senza però esporre i professionisti a una responsabilità potenzialmente indefinita nel tempo.
Uniformi sottolinea come la responsabilità per le prestazioni rese resti pienamente vigente e continui a essere supportata dall’obbligo di copertura assicurativa professionale previsto per gli iscritti agli Ordini e ai Collegi. Una garanzia che tutela il committente, ma che, secondo le professioni tecniche, deve convivere con un quadro normativo chiaro e sostenibile per chi esercita la professione.
Superare una criticità della normativa vigente
L’emendamento punta a correggere un aspetto considerato problematico dagli operatori del settore. La disciplina attuale prevede infatti che il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità decorra dal momento del compimento della prestazione professionale, come stabilito dall’articolo 8 della legge n. 49 del 21 aprile 2023.
Per le professioni tecniche, l’assenza di un limite temporale definito per la responsabilità rappresenta un elemento di incertezza che può incidere sull’attività professionale e sulla gestione dei rischi connessi agli incarichi.
L’introduzione di una soglia temporale di cinque anni viene quindi interpretata come un equilibrio tra la tutela dei diritti dei clienti e l’esigenza di garantire condizioni più certe per i professionisti.
Ora la parola al Senato
Dopo il via libera in Commissione Giustizia, il percorso legislativo proseguirà con l’esame del provvedimento in Senato. Le professioni tecniche auspicano che la modifica venga confermata anche nelle successive fasi parlamentari, consentendo di introdurre una disciplina che definisca in modo più preciso i confini temporali della responsabilità professionale.
L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere elevati livelli di tutela per i committenti, evitando al tempo stesso che la responsabilità professionale si trasformi in un vincolo senza limiti temporali, con ricadute sulla serenità e sulla programmazione dell’attività professionale.
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