L’elettrificazione può rappresentare una delle principali leve per rafforzare la competitività del sistema Paese. È questo uno dei temi evidenziati da Livio de Santoli, componente del Collegio ARERA, intervenuto alla 118ª International Annual Conference di AEIT, svoltasi a Roma.
L’evento, organizzato da AEIT, ha riunito rappresentanti dell’industria e del mondo accademico con l’obiettivo di favorire il confronto e lo sviluppo di nuovi progetti nei settori dell’integrazione delle fonti rinnovabili e della generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.
Nel suo intervento, de Santoli ha sottolineato come la crescita del fabbisogno elettrico italiano sia legata in particolare alla diffusione dei trasporti elettrici, delle pompe di calore e alla produzione di idrogeno attraverso l’elettrolisi.
Rinnovabili, verso 170 GW al 2040
Uno dei principali elementi della trasformazione del sistema energetico è rappresentato dalla crescita delle fonti rinnovabili.
Nel 2025 la capacità installata da solare ed eolico in Italia ha raggiunto circa 57,2 GW. Secondo gli obiettivi indicati dal PNIEC, il dato dovrebbe arrivare a circa 107 GW nel 2030 e a 170 GW nel 2040.
Una crescita di questa portata richiede però un'evoluzione parallela dell’intero sistema elettrico. L’incremento della produzione da fonti rinnovabili non programmabili rende infatti necessario disporre di infrastrutture e strumenti capaci di gestire una maggiore variabilità della generazione e di garantire equilibrio e sicurezza alla rete.
Gli accumuli diventano strategici
In questo scenario, un ruolo sempre più rilevante è affidato alle tecnologie di accumulo, considerate una delle principali soluzioni per mitigare gli squilibri del sistema elettrico.
Nel 2025 la capacità installata complessiva degli accumuli in Italia era pari a circa 7 GW, corrispondenti a 16 GWh. L’obiettivo previsto dal PNIEC per il 2030 è di raggiungere 70 GWh.
Secondo de Santoli, il raggiungimento di questi obiettivi richiede condizioni in grado di sostenere i nuovi investimenti e, in particolare, il ricorso a meccanismi regolati come il Macse, il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico.
La crescita degli accumuli si inserisce quindi in una trasformazione più ampia, nella quale flessibilità e capacità di gestione della domanda diventano elementi essenziali per accompagnare la progressiva penetrazione delle rinnovabili.
200 miliardi di euro di investimenti in dieci anni
La trasformazione del sistema elettrico comporterà un significativo fabbisogno di investimenti. Secondo le stime richiamate da de Santoli, saranno necessari circa 200 miliardi di euro nell’arco di dieci anni per sostenere gli obiettivi di competitività e sicurezza del sistema.
L’impegno finanziario è legato alla necessità di sviluppare nuove capacità rinnovabile, sistemi di accumulo e infrastrutture di rete, ma anche di rendere il sistema elettrico più flessibile e capace di rispondere alla crescita della domanda.
L’obiettivo, ha evidenziato de Santoli, è trasformare gli investimenti necessari alla transizione in un fattore di efficienza complessiva, con risparmi stimati in circa 20 miliardi di euro all’anno per il sistema elettrico.
Reti e mercato devono evolvere insieme
Accanto alla crescita delle rinnovabili e degli accumuli, un altro elemento decisivo è rappresentato dallo sviluppo delle reti elettriche.
Per de Santoli, l’evoluzione della rete deve procedere in parallelo con quella della generazione da fonti rinnovabili. L’aumento della capacità installata, infatti, richiede infrastrutture adeguate per trasmettere e distribuire l’energia prodotta, riducendo le congestioni e migliorando la capacità del sistema di gestire flussi sempre più variabili.
In questo quadro diventa inoltre necessario valutare l’adeguatezza delle zone di mercato, con l’obiettivo di favorire una formazione dei prezzi efficiente e coerente con le condizioni effettive del sistema elettrico.
Più flessibilità per domanda e offerta
La flessibilità è destinata a diventare uno dei pilastri del nuovo sistema energetico. L’aumento delle fonti rinnovabili, la diffusione dei consumi elettrici e la maggiore interazione tra produzione, accumulo e domanda richiedono infatti strumenti capaci di modulare i comportamenti del sistema in funzione delle condizioni della rete.
Secondo de Santoli, questo riguarda tanto le azioni di flessibilità dell’offerta quanto quelle della domanda di energia elettrica.
La transizione, quindi, non passa soltanto dall’aumento della capacità rinnovabile, ma dalla costruzione di un sistema complessivamente più interconnesso, flessibile e resiliente. Reti, accumuli, mercato e domanda dovranno evolvere in modo coordinato per trasformare l’elettrificazione in una leva concreta di competitività e sicurezza energetica per il Paese.
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