Le costruzioni continuano a rappresentare uno dei principali motori dell'economia italiana. È quanto emerge dall'audizione dell'Ance, durante la quale il direttore del Centro Studi dell'Associazione, Flavio Monosilio, ha ribadito il ruolo strategico del comparto nello sviluppo del Paese e la necessità di garantire continuità agli investimenti oltre la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Secondo le stime del Centro Studi Ance, circa un quarto della crescita del Prodotto interno lordo registrata tra il 2021 e il 2023 è attribuibile all'aumento degli investimenti nelle costruzioni. Un dato che conferma il peso del settore, che oggi rappresenta il 12% del Pil in termini di investimenti e alimenta una filiera capace di generare complessivamente circa il 20% della ricchezza nazionale.
Il Pnrr ha rafforzato imprese e competitività
Dopo una lunga fase di crisi che, tra il 2007 e il 2020, aveva determinato un crollo degli investimenti vicino al 40%, il comparto ha ritrovato slancio grazie agli incentivi per la riqualificazione edilizia e, successivamente, agli investimenti attivati dal Pnrr.
Per Ance il Piano non ha rappresentato soltanto un'importante leva economica, ma anche un'occasione di modernizzazione del settore. Le imprese hanno infatti rafforzato la propria struttura patrimoniale, migliorato la redditività, ridotto l'indebitamento e aumentato la capacità occupazionale, consolidando la propria solidità finanziaria e organizzativa.
Evitare il rischio di un brusco rallentamento
Con l'avvicinarsi della conclusione del Pnrr, l'Associazione lancia però un appello affinché non venga interrotto il ciclo degli investimenti.
Secondo Monosilio è fondamentale garantire una programmazione stabile e pluriennale delle opere pubbliche, assicurando certezza delle risorse, dei tempi di attuazione e del quadro normativo. Solo così sarà possibile preservare il patrimonio di competenze e capacità produttive costruito negli ultimi anni ed evitare contraccolpi che potrebbero compromettere i risultati raggiunti.
Costi dei materiali e credito tra le principali criticità
Tra le problematiche evidenziate dall'Ance figurano il continuo aumento dei prezzi dei materiali da costruzione e le difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese.
Le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare quelle legate al Medio Oriente, stanno infatti determinando nuovi rincari per materiali come acciaio, bitume e prodotti plastici, con effetti diretti sulla sostenibilità economica dei cantieri.
Per questo motivo l'Associazione chiede un sistema di revisione prezzi più stabile e aderente all'effettivo andamento dei mercati, oltre a misure che consentano di mitigare gli effetti dell'inflazione sulle opere già appaltate.
Anche il credito rappresenta un nodo cruciale. Negli ultimi quindici anni i finanziamenti bancari destinati al settore delle costruzioni si sono ridotti di oltre l'80%, rendendo necessario un intervento sulle regole prudenziali europee e strumenti che favoriscano la capitalizzazione e la crescita dimensionale delle imprese.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale per un settore più competitivo
Tra le priorità indicate dall'Ance figura anche l'accelerazione della trasformazione digitale del comparto.
Dal 2023 l'Associazione ha sviluppato l'European Digital Innovation Hub DIHCUBE, una piattaforma pensata per accompagnare piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni nell'adozione di tecnologie digitali e soluzioni basate sull'intelligenza artificiale.
Nonostante una crescente consapevolezza dei vantaggi offerti dall'innovazione, il livello di diffusione delle tecnologie digitali rimane ancora limitato. Per questo l'Ance propone una strategia nazionale che favorisca la digitalizzazione dei processi produttivi attraverso formazione, sperimentazione e la realizzazione di una Piattaforma Digitale Nazionale per le Costruzioni, integrata con il futuro Common Data Space europeo.
Economia circolare e semplificazione normativa
Sul fronte della sostenibilità ambientale, l'Associazione ritiene necessario rendere pienamente operativi strumenti come l'End of Waste e valorizzare l'utilizzo delle materie prime seconde nei lavori pubblici.
Per raggiungere questo obiettivo vengono richiesti criteri tecnici uniformi, una semplificazione delle procedure autorizzative e adeguati incentivi economici e fiscali che rendano più competitivo il ricorso ai materiali riciclati.
Ance chiede inoltre interventi di semplificazione amministrativa, tra cui la digitalizzazione della notifica preliminare nei cantieri e una razionalizzazione degli obblighi formativi, con particolare riferimento alla sicurezza antincendio.
Rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri
Tra le direttrici strategiche per il futuro del settore rientra anche il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese italiane delle costruzioni.
L'Associazione propone il rafforzamento degli strumenti di accompagnamento attraverso studi di fattibilità, strutture di assistenza dedicate, una task force multilaterale, uno sportello unico per l'export infrastrutturale e strumenti finanziari in grado di sostenere la partecipazione ai grandi progetti internazionali, soprattutto nei mercati emergenti.
Per Ance, garantire continuità agli investimenti, favorire innovazione, sostenibilità e apertura ai mercati esteri rappresenta la condizione essenziale per consolidare la crescita del settore e continuare a sostenere lo sviluppo dell'intero sistema economico italiano anche dopo la conclusione del Pnrr.
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