La proroga dei termini prevista per una parte degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un'opportunità per garantire il completamento delle opere senza compromettere qualità progettuale, correttezza amministrativa e sostenibilità ambientale. È la posizione espressa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), che invita a leggere l'estensione delle scadenze non come un semplice rinvio, ma come uno strumento di garanzia per assicurare la piena realizzazione degli investimenti.
Più tempo per completare opere e rendicontazioni
Secondo il presidente del CNAPPC, Alessandro Panci, la complessità delle procedure amministrative, tecniche e contabili legate all'attuazione del PNRR rende necessario disporre di tempi adeguati non solo per ultimare gli interventi, ma anche per verificare la documentazione, risolvere le criticità emerse durante l'esecuzione delle opere e completare correttamente le attività di rendicontazione.
L'obiettivo, sottolinea il Consiglio Nazionale, è evitare che scadenze troppo ravvicinate inducano le amministrazioni ad accelerare le procedure a discapito della qualità dei controlli e della completezza della documentazione.
Ridurre il rischio di errori e tutelare le risorse europee
Per gli Architetti, una proroga opportunamente regolamentata consentirà di consolidare i risultati raggiunti e di predisporre rendicontazioni più complete e coerenti, limitando il rischio di contestazioni, rettifiche finanziarie o perdita dei finanziamenti europei.
L'estensione dei termini viene quindi interpretata come una misura di tutela dell'interesse pubblico e delle risorse del PNRR, privilegiando la qualità degli interventi, la trasparenza amministrativa e la regolarità delle procedure rispetto al mero rispetto formale delle scadenze.
Gli obiettivi di sostenibilità restano invariati
Il Consiglio Nazionale evidenzia inoltre che la proroga non modifica gli obblighi ambientali previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Angela Panza, consigliera del CNAPPC con delega alla transizione ecologica, sottolinea come il differimento dei termini permetta di completare correttamente gli interventi senza disperdere il valore innovativo introdotto dal PNRR, che ha portato nei processi edilizi una maggiore attenzione alla sostenibilità e alla resilienza climatica.
Tra gli aspetti più rilevanti viene richiamata la necessità di valutare la vulnerabilità delle opere rispetto agli effetti del cambiamento climatico, come il progressivo aumento delle temperature e gli eventi estremi che interessano sempre più frequentemente il territorio nazionale.
La resilienza climatica come patrimonio del progetto
Secondo il CNAPPC, l'esperienza maturata con il PNRR non dovrebbe esaurirsi con la conclusione del Piano, ma trasformarsi in un approccio strutturale alla progettazione.
L'integrazione delle valutazioni sul rischio climatico e sulla resilienza delle opere, osserva il Consiglio Nazionale, dovrebbe diventare parte integrante della pratica professionale e dei processi decisionali che accompagnano la progettazione, la realizzazione e la gestione del patrimonio edilizio e infrastrutturale.
In questa prospettiva, la proroga rappresenta non solo uno strumento per completare gli interventi nei tempi necessari, ma anche l'occasione per consolidare un modello di progettazione orientato alla qualità, alla sostenibilità e alla corretta gestione delle risorse pubbliche.
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