Il punto di partenza è il clima sociale. “In periodi di alta inflazione il conflitto sociale tende ad aumentare”, ha osservato Tito Boeri, professore dell’Università Bocconi ed ex presidente dell’Inps, nella puntata di Piazzapulita andata in onda giovedì 22 ottobre su La7. La serata era dedicata in gran parte alle proteste e agli scontri di Milano. Da qui l’economista ha allargato il discorso: “Il nostro stato sociale è sbilanciato contro i giovani”.
A sostegno di questa tesi Boeri non porta i temi che di solito dominano il dibattito sul welfare, come pensioni, contributi e sussidi. Indica invece tre questioni che riguardano da vicino il mondo delle costruzioni: le condizioni delle scuole, l’uso dei fondi PNRR e il bilancio del Superbonus.
Scuole fatiscenti e fondi PNRR non spesi
“Abbiamo scuole fatiscenti, gli interventi sull’edilizia scolastica che dovevano essere stati fatti con il PNRR non sono stati fatti”, ha detto Boeri. La critica tocca uno dei capitoli più delicati del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo l’ultimo monitoraggio della Fondazione Agnelli, basato sui dati pubblici aggiornati a febbraio 2026, la spesa per l’edilizia scolastica è quella che ha accelerato di più, ma si è fermata complessivamente al 52% delle risorse ricevute. Negli ultimi mesi lo stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dovuto stanziare 20 milioni di euro per consentire agli enti locali di completare interventi già avviati ed evitare ritardi rispetto agli obiettivi europei.
Molte amministrazioni comunali hanno denunciato tempi del Piano troppo stretti per progettare, appaltare e realizzare opere complesse come una nuova scuola. In diversi territori i cantieri sono rimasti fermi o in ritardo, con il rischio di dover restituire i finanziamenti. Il risultato, nella lettura di Boeri, è che le aule frequentate ogni giorno da milioni di studenti restano in larga parte quelle di sempre.
Superbonus: 140 miliardi e il nodo del disagio abitativo
Il passaggio più duro riguarda il Superbonus. “Abbiamo speso 140 miliardi con il superbonus e non siamo intervenuti per ridurre il disagio abitativo”, ha affermato l’economista. Le cifre ufficiali vanno nella stessa direzione. Secondo i dati Enea aggiornati al 31 agosto 2026, l’onere a carico dello Stato per i soli lavori conclusi ha raggiunto 131,55 miliardi di euro. Gli interventi si sono concentrati soprattutto sui condomini, che assorbono il 68,7% degli investimenti ammessi a detrazione.
La critica di Boeri non riguarda tanto l’efficientamento energetico in sé, quanto il fatto che risorse di questa portata siano andate in larga parte a chi una casa la possedeva già. Per chi una casa non ce l’ha, e in particolare per i giovani alle prese con affitti elevati, scarsità di alloggi accessibili e difficoltà a ottenere un mutuo, non è cambiato molto. Con una frazione di quella spesa, è il sottinteso, si sarebbe potuto avviare un piano di edilizia residenziale pubblica o sociale capace di incidere davvero sull’emergenza abitativa.
“Nessuna occasione di unione per i giovani, se non la strada”
Boeri chiude il ragionamento tornando al tema di partenza, il disagio sociale: “Non abbiamo cercato di fornire occasioni di unione ai giovani, diverse dalla strada”. Scuole sicure e accoglienti, spazi pubblici, alloggi accessibili non sono solo questioni di bilancio o di cantiere. Sono le condizioni materiali che permettono alle nuove generazioni di studiare, rendersi autonome e sentirsi parte di una comunità. Quando mancano, osserva l’economista, la tensione sociale trova altri sbocchi.
Investire sui giovani, la priorità indicata dal Festival di Torino
Le parole di Boeri arrivano negli stessi giorni del Festival Internazionale dell’Economia di Torino, di cui è direttore scientifico, dedicato quest’anno al tema “Salvare lo stato sociale”. Nel confronto conclusivo con i premi Nobel David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Alvin Roth, Boeri ha indicato due priorità: rendere più efficiente la pubblica amministrazione e investire sui giovani, considerando il welfare un investimento di lungo periodo.
Per il settore delle costruzioni il messaggio è chiaro. Le priorità indicate da Boeri, cioè scuole da mettere in sicurezza, alloggi accessibili e spazi pubblici per i ragazzi, coincidono con i cantieri di cui il Paese ha più bisogno. La questione, ora che la stagione del Superbonus è chiusa e il PNRR è alle battute finali, è se le risorse dei prossimi anni sapranno andare in quella direzione.
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