Federcepicostruzioni, la Federazione nazionale delle imprese di costruzioni, lancia un grido d'allarme sulla sostenibilità economica del comparto. L'instabilità dei mercati internazionali, alimentata dal perdurare dei conflitti, ha scatenato rincari fuori controllo su voci critiche come energia, acciaio, bitumi, cemento e laterizi. Secondo le analisi della Federazione, per una piccola o media impresa l'aggravio annuo può toccare diverse decine di migliaia di euro: una cifra che, in molti casi, rappresenta il confine sottile tra la continuità operativa e la chiusura definitiva.
Cantieri a rischio e margini azzerati
La situazione è particolarmente critica per le commesse aggiudicate prima dell'esplosione dei prezzi. I rincari hanno già eroso integralmente i margini di guadagno, rendendo i lavori in corso una perdita economica per le aziende. Nel settore dei lavori pubblici, il quadro è ulteriormente complicato dai ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione e da una normativa in costante mutamento che impedisce una programmazione industriale serena. «La filiera è stretta in una morsa», sottolinea il Presidente Nazionale Antonio Lombardi, avvertendo che senza misure mirate il Paese rischia di non riuscire a realizzare gli investimenti strategici programmati.
Le quattro richieste urgenti al Governo
Per evitare la paralisi dei cantieri e una crisi occupazionale di vaste proporzioni, Federcepicostruzioni ha presentato un pacchetto di interventi d'emergenza articolato in quattro punti chiave:
- Credito d’imposta straordinario: Un incentivo parametrato ai consumi energetici reali per compensare gli extra-oneri imprevedibili.
- Revisione prezzi automatica: Meccanismi strutturali nei contratti pubblici e privati che si adeguino in tempo reale all'andamento dei listini delle materie prime.
- Accesso al credito garantito: Rafforzamento delle garanzie pubbliche per sostenere la liquidità delle imprese colpite dalla volatilità dei costi.
- Sblocco dei pagamenti PA: Tempi certi e rapidi per il saldo delle opere già eseguite, per non soffocare finanziariamente le aziende.
Una questione di sicurezza nazionale
Il Presidente Lombardi ribadisce che tutelare l'edilizia significa tutelare il Paese intero: «La tenuta del comparto è essenziale per la sicurezza del territorio, l'efficienza energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio». Federcepicostruzioni sollecita quindi l'Esecutivo ad aprire immediatamente un tavolo di confronto tecnico. L'obiettivo è definire misure operative immediate, partendo proprio dal credito d'imposta, per evitare che l'emergenza economica si trasformi in una crisi sociale irreversibile, con la perdita di migliaia di posti di lavoro lungo tutta la filiera.
fonte Shutterstock