Serve un cambio di passo per affrontare i rischi legati al clima e alla fragilità del territorio. È questo il messaggio al centro del “Piano per l’Italia” presentato dall’ANCE durante un convegno dedicato alle strategie di prevenzione e adattamento. L’obiettivo è passare da una gestione emergenziale a una pianificazione strutturata, capace di mettere in sicurezza infrastrutture e comunità.
I cinque pilastri della proposta
Il piano si articola in cinque direttrici principali: una governance nazionale con cabina di regia a Palazzo Chigi, una struttura stabile per accelerare i progetti, l’adozione del modello PNRR con tempi certi, un sistema unico di monitoraggio digitale e una programmazione finanziaria di lungo periodo. Un approccio che punta a superare frammentazione e lentezze burocratiche, oggi tra i principali ostacoli alla realizzazione degli interventi.
Il confronto tra istituzioni e settore
Al dibattito hanno partecipato rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo, tra cui la presidente ANCE Federica Brancaccio e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Il confronto ha evidenziato la necessità di una maggiore coordinazione tra i diversi livelli decisionali, evitando sovrapposizioni e dispersione delle risorse.
Dissesto idrogeologico e cambiamento climatico
Il tema del dissesto idrogeologico resta centrale. Oggi il 94,5% dei Comuni italiani è esposto a rischi come frane e alluvioni, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici. Eventi un tempo considerati eccezionali stanno diventando sempre più frequenti, rendendo urgente una strategia di adattamento che integri prevenzione, manutenzione e pianificazione territoriale.
Risorse disponibili ma poco coordinate
Negli ultimi anni sono stati stanziati oltre 21 miliardi di euro per contrastare il dissesto, ma una parte significativa degli interventi risulta ancora ferma o priva di aggiornamenti. Il problema non è solo economico, ma organizzativo: la frammentazione delle competenze e la lentezza dei processi autorizzativi rallentano l’efficacia degli investimenti.
Infrastrutture e resilienza idrica
Tra le priorità indicate emerge anche il tema della resilienza idrica, sottolineato dal ministro Tommaso Foti. Sono già disponibili miliardi di euro per migliorare l’efficienza delle reti e ridurre le perdite, ma serve una visione integrata che colleghi gestione delle risorse, sviluppo infrastrutturale e adattamento climatico.
Il ruolo delle imprese e dell’innovazione
Secondo Silvia Ricci, il settore delle costruzioni è pronto a contribuire alla sfida climatica. L’adattamento non riguarda solo la sostenibilità degli edifici, ma rappresenta una strategia più ampia per garantire la continuità economica e la sicurezza degli asset, attraverso innovazione tecnologica e nuove competenze.
Verso un nuovo modello di sviluppo
Nel contesto del ciclo di incontri Città nel futuro, il Piano proposto dall’ANCE si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro delle città e delle infrastrutture. Come evidenziato da Francesco Rutelli, investire in prevenzione e adattamento non è solo una necessità ambientale, ma anche un’opportunità economica per creare lavoro, rafforzare le imprese e rendere il Paese più sicuro e competitivo.