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Conto Termico 3.0, boom di domande e criticità: ASSISTAL chiede regole più chiare

Alla fiera MCE 2026 il settore accende il dibattito: più selezione, incentivi mirati e procedure semplificate per sostenere la transizione energetica

lunedì 30 marzo 2026 - Redazione Build News

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Il Conto Termico 3.0 protagonista a Expocomfort 2026, la principale fiera europea dedicata al clima, al riscaldamento e all’efficienza energetica, in corso alla Fiera di Milano.

In questo contesto, ASSISTAL ha promosso un convegno dedicato all’evoluzione dello strumento, riunendo istituzioni, imprese e operatori del settore per analizzare opportunità e criticità di una misura considerata centrale per la transizione energetica del Paese.

I protagonisti del confronto

Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente di ASSISTAL, Angelo Carlini. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti istituzionali e grandi operatori del settore, tra cui il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la Regione Lombardia e alcune tra le principali ESCo attive in Italia.

Un confronto che ha messo in luce punti di vista diversi ma complementari, con l’obiettivo comune di migliorare l’efficacia del meccanismo incentivante.

Le novità del Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 rappresenta l’evoluzione di uno strumento introdotto nel 2012 per sostenere l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Tra le principali novità: l’estensione degli incentivi a tecnologie innovative come pompe di calore di nuova generazione, sistemi ibridi e soluzioni di domotica, oltre all’ampliamento della platea dei beneficiari e all’aumento dei contributi disponibili.

Un altro elemento rilevante è il riconoscimento esplicito del ruolo delle ESCo nella gestione diretta degli incentivi, segnando un passaggio importante per l’intero comparto.

Boom di richieste e stop al sistema

Il successo dello strumento è stato immediato: il 6 marzo scorso il GSE ha sospeso la presentazione di nuove domande a causa dell’esaurimento del plafond disponibile.

Dietro questo boom, tuttavia, si nasconde una criticità: molte richieste risultano legate a progetti ancora in fase preliminare, spesso privi di contratti firmati o garanzie concrete di realizzazione.

Una situazione che rischia di bloccare risorse pubbliche senza generare interventi reali sul territorio.

Le proposte di ASSISTAL

Per rispondere a queste problematiche, ASSISTAL ha presentato un position paper con una serie di proposte operative rivolte al GSE e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il punto centrale riguarda la revisione del meccanismo di prenotazione degli incentivi, con l’obiettivo di privilegiare progetti concreti e cantierabili. Tra le soluzioni proposte:

  • priorità alle richieste con contratti EPC già sottoscritti;
  • creazione di un sotto-plafond dedicato ai progetti PNRR per l’edilizia residenziale pubblica;
  • corsie preferenziali per i vincitori di gare CONSIP;
  • rafforzamento degli incentivi per le pompe di calore;
  • semplificazione del sistema di monitoraggio del Conto Termico.

Il ruolo strategico delle ESCo

Un tema centrale emerso durante il convegno è il ruolo delle ESCo, sempre più protagoniste nella realizzazione e gestione degli interventi di efficienza energetica.

Secondo ASSISTAL, è fondamentale premiare gli operatori qualificati, in grado di accompagnare pubbliche amministrazioni e imprese lungo tutto il ciclo dei progetti, dalla progettazione alla realizzazione.

Un pilastro per la transizione energetica

Il Conto Termico rappresenta oggi uno strumento imprescindibile per sostenere gli investimenti in efficienza energetica e per contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.

Le imprese associate ad ASSISTAL coprono una quota significativa del mercato impiantistico ed energetico italiano: per loro, questo meccanismo non è accessorio, ma un elemento centrale nella pianificazione industriale.

La sfida: rendere il sistema più efficace

Il messaggio che arriva dal settore è chiaro: servono regole più semplici, stabili e selettive.

Solo così sarà possibile garantire che le risorse disponibili vengano destinate a progetti solidi e realizzabili, evitando sprechi e massimizzando l’impatto degli investimenti.

La sfida, ora, è trasformare il confronto tra istituzioni e imprese in interventi concreti, capaci di rendere il Conto Termico 3.0 uno strumento ancora più efficace per il futuro energetico dell’Italia.

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