È entrato in vigore il 28 marzo il nuovo decreto fiscale 2026 (Dl n. 38/2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo. Il provvedimento introduce una serie di misure urgenti che intervengono su diversi ambiti, dal fisco agli incentivi per le imprese, fino alla disciplina degli investimenti e della riscossione.
L’obiettivo è duplice: da un lato aggiornare alcune norme fiscali, dall’altro sostenere la crescita economica e l’innovazione tecnologica.
Iva e operazioni permutative: cambiano le regole
Tra le principali novità figura la revisione del regime Iva sulle operazioni permutative. Il decreto sposta la decorrenza delle nuove regole, stabilendo che si applicheranno ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
Cambia anche il criterio per determinare la base imponibile: non più il “valore normale”, ma il totale dei costi sostenuti per l’operazione, inclusi quelli accessori, purché documentati in modo oggettivo.
Impatriati e regimi fiscali: chiarimenti e limiti
Il testo interviene anche sul regime fiscale dei lavoratori impatriati, chiarendo la non cumulabilità tra diverse agevolazioni per chi trasferisce la residenza in Italia.
In particolare, il regime dei neo-residenti non potrà essere combinato con quello degli impatriati, né con il precedente sistema agevolato. Le nuove disposizioni saranno operative a partire dal periodo d’imposta 2027.
Investimenti e imprese: incentivi e credito d’imposta
Ampio spazio è dedicato al sostegno alle imprese. Il decreto introduce un credito d’imposta pari al 35% per gli investimenti legati all’innovazione e alla transizione tecnologica, entro un limite complessivo di 537 milioni di euro.
L’agevolazione sarà utilizzabile entro il 31 dicembre 2026 esclusivamente in compensazione e non concorrerà alla formazione del reddito imponibile.
Inoltre, viene eliminato il vincolo geografico per l’iper-ammortamento: gli incentivi si applicheranno anche a beni prodotti fuori dall’Unione europea, ampliando così le opportunità per le aziende.
Dividendi, Pex e fiscalità societaria
Il decreto ripristina il regime di partecipation exemption (Pex) e la tassazione agevolata sui dividendi.
Per i soggetti Ires, il 95% degli utili torna a essere esente da imposizione, mentre per i soggetti Irpef la quota imponibile viene fissata al 58,14%. Un intervento che punta a rendere più competitivo il sistema fiscale italiano per le società.
Nuove misure su spedizioni, provvigioni e riscossione
Tra le altre disposizioni, viene rinviata al 1° luglio 2026 l’introduzione del contributo di 2 euro sulle micro-spedizioni extra Ue di valore inferiore a 150 euro.
Slitta anche al 1° maggio 2026 l’entrata in vigore delle nuove regole sulla ritenuta delle provvigioni. Sul fronte della riscossione, vengono introdotte tempistiche precise per la gestione dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Agevolazioni e novità per sport e risparmio
Il decreto prevede inoltre l’esenzione dalla ritenuta per i premi sportivi dilettantistici fino a 300 euro complessivi, valida fino al 31 dicembre 2026.
Importanti novità anche per il sistema finanziario: gli interessi sui titoli destinati ai sistemi di garanzia dei depositanti saranno esenti da imposta fino al 2028.
Imposta di bollo: aumento per i conti correnti
Infine, viene ritoccata l’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, che passa da 100 a 118 euro.
L’aumento si applica agli estratti conto emessi a partire dal 28 marzo 2026.
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