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Deficit/Pil al 2,4%: il Consiglio dei Ministri vara la Nota di aggiornamento al DEF 2018

Ripresa degli investimenti pubblici con politiche di rilancio delle infrastrutture e delle costruzioni e un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana

venerdì 28 settembre 2018 - Redazione Build News

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Innalzamento del deficit/Pil al 2,4% per tre anni: lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri che ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2018.

“Il programma di politica economica e finanziaria del Governo illustrato nella NaDef è coerente con il contratto di Governo e con la risoluzione parlamentare sul Def 2018 approvata il 19 giugno scorso”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

I punti principali sono:

- la cancellazione degli aumenti dell’Iva previsti per il 2019;

- l’introduzione del reddito di cittadinanza, con la contestuale riforma e il potenziamento dei Centri per l’impiego;

- l’introduzione della pensione di cittadinanza;

- l’introduzione di modalità di pensionamento anticipato per favorire l’assunzione di lavoratori giovani (superamento della legge Fornero);

- la prima fase dell’introduzione della flat tax tramite l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani;

- il taglio dell’imposta sugli utili d’impresa (Ires) per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi;

- il rilancio degli investimenti pubblici attraverso l’incremento delle risorse finanziarie, il rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali nella fase di progettazione e valutazione dei progetti, nonché una maggiore efficienza dei processi decisionali a tutti i livelli della pubblica amministrazione, delle modifiche al Codice degli appalti e la standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato;

- un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, per il quale, in considerazione delle caratteristiche di eccezionalità e urgenza degli interventi programmati, si intende chiedere alla Commissione europea il riconoscimento della flessibilità di bilancio;

- politiche di rilancio dei settori chiave dell’economia, in primis il manifatturiero avanzato, le infrastrutture e le costruzioni;

- lo stanziamento di risorse per il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie.

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