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ETS, il Parlamento europeo apre ai benchmark specifici per la ceramica: ora la sfida è il trilogo

Approvata con 474 voti favorevoli la posizione sulla revisione dei parametri ETS per il periodo 2026-2030. Confindustria Ceramica accoglie il riconoscimento delle specificità del settore delle piastrelle e dei materiali refrattari e chiede a Governo e Parlamento di sostenere la proposta nel negoziato finale europeo

giovedì 22 ottobre 2026 - Redazione Build News

ceramica-industria Fonte: shutterstock

Il Parlamento europeo riconosce le ragioni del settore ceramico nella revisione dei benchmark ETS per il periodo 2026-2030. La plenaria ha approvato con 474 voti favorevoli, 82 contrari e 28 astensioni la propria posizione sui parametri relativi a calore e combustibili utilizzati nell'ambito del sistema europeo di scambio delle emissioni di CO₂.

Il voto introduce un elemento di particolare rilievo per l'industria delle piastrelle di ceramica e dei materiali refrattari: la previsione di benchmark settoriali specifici, da definire tenendo conto delle caratteristiche produttive e delle effettive possibilità tecnologiche dei comparti interessati.

Per Confindustria Ceramica, il risultato rappresenta un passaggio significativo nel percorso avviato per ottenere criteri più aderenti alla realtà industriale del settore. La decisione riconosce infatti che un parametro uniforme per comparti differenti può non riflettere adeguatamente le rispettive prestazioni energetiche e le possibilità di riduzione delle emissioni.

Il dossier, tuttavia, non è ancora concluso. Dopo il voto del Parlamento europeo si apre la fase del trilogo, il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea chiamato a definire il testo finale della revisione.

Benchmark ETS, perché sono importanti per le imprese

I benchmark ETS sono parametri di riferimento utilizzati nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione per determinare l'assegnazione gratuita delle quote alle imprese, anche in funzione del rischio di rilocalizzazione delle attività produttive verso Paesi con vincoli climatici meno stringenti.

La loro definizione incide sui costi legati alla CO₂ e, di conseguenza, sulle condizioni di competitività delle imprese industriali. Per i settori ad alta intensità energetica, come quello ceramico, l'adeguatezza dei parametri assume quindi un'importanza particolare nel conciliare gli obiettivi europei di decarbonizzazione con la permanenza degli investimenti e della produzione in Europa.

La revisione riguarda i benchmark per calore e combustibili relativi al periodo 2026-2030. Secondo Confindustria Ceramica, il parametro generale sui combustibili non rappresenta in modo adeguato le caratteristiche delle produzioni ceramiche e dei materiali refrattari, rendendo necessario un correttivo specifico.

La posizione approvata dall'Eurocamera introduce un riconoscimento politico di questa esigenza e apre la strada alla definizione di criteri più coerenti con le condizioni tecnologiche dei due comparti.

Piastrelle e materiali refrattari: riconosciute le specificità produttive

L'elemento centrale del voto è la previsione di parametri settoriali dedicati alle piastrelle di ceramica e ai materiali refrattari. La proposta risponde alla richiesta di superare l'applicazione di un benchmark unico, che secondo il settore rischia di penalizzare attività industriali caratterizzate da esigenze energetiche e percorsi di decarbonizzazione specifici.

Il riconoscimento assume un valore particolare per un comparto che ha già investito in modo significativo per migliorare le proprie prestazioni ambientali. Confindustria Ceramica ricorda che l'industria ceramica italiana ha destinato oltre 4,5 miliardi di euro agli investimenti nell'arco di un decennio, anche per ridurre le emissioni e innovare i processi produttivi.

La richiesta non è quindi quella di sottrarre il settore agli obiettivi climatici europei, ma di definire regole che tengano conto delle possibilità tecniche effettive e accompagnino gli investimenti necessari alla transizione. L'obiettivo è evitare che parametri non adeguati compromettano la competitività industriale e la capacità delle imprese di continuare a investire in innovazione.

Ciarrocchi: «Il Parlamento ha compreso che un parametro unico non è equo»

Il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi, ha accolto positivamente il voto, sottolineando il valore del riconoscimento ottenuto a livello europeo.

«Questo voto riconosce le buone ragioni della ceramica. Avevamo chiesto all'Europa un segnale di attenzione ed è arrivato. Il Parlamento ha compreso che un parametro unico per tutti non è equo e penalizza ingiustamente un settore hard-to-abate, che ha investito oltre 4,5 miliardi in un decennio per ridurre le proprie emissioni e che non è inevitabilmente destinato al declino, ma che dipende dalle scelte politiche che si fanno», ha dichiarato Ciarrocchi.

Il presidente ha inoltre ringraziato i parlamentari europei che hanno sostenuto la proposta trasversalmente ai gruppi politici, insieme al Governo italiano e ai territori coinvolti nel confronto.

Il risultato viene interpretato dall'associazione come un riconoscimento della necessità di accompagnare la decarbonizzazione con strumenti regolatori compatibili con la realtà produttiva, tutelando al tempo stesso la capacità di generare investimenti, innovazione e occupazione.

Il ruolo del Governo e dei territori nel percorso europeo

Il risultato raggiunto in Parlamento è il frutto di un percorso che ha coinvolto non soltanto le imprese, ma anche le istituzioni nazionali e locali.

Durante la consultazione avviata dalla Commissione europea sulla revisione dei benchmark, Confindustria Ceramica ha lavorato insieme ai territori, con il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e dei sindaci dei Comuni del distretto ceramico. Un'azione condivisa che ha evidenziato come la questione non riguardi esclusivamente le singole aziende, ma interessi l'intero sistema economico e sociale dei territori produttivi.

Anche il Governo italiano ha portato a Bruxelles le istanze del settore. In particolare, l'astensione sulla proposta di compromesso presentata in Consiglio dalla presidenza irlandese ha segnalato la necessità di introdurre un correttivo circoscritto e specifico per la ceramica.

La posizione del Governo ha così contribuito a mantenere aperto il confronto sulla definizione di parametri più adeguati, trovando ora un riscontro nella posizione approvata dal Parlamento europeo.

Il trilogo: la fase decisiva per il futuro del settore

Nonostante l'esito favorevole del voto, la partita europea resta aperta. Il prossimo passaggio sarà il trilogo, il negoziato interistituzionale nel quale Parlamento, Consiglio e Commissione dovranno trovare un accordo sul testo definitivo.

È in questa fase che si giocherà la possibilità di tradurre il principio dei benchmark settoriali in una disposizione concreta. Per Confindustria Ceramica sarà quindi essenziale mantenere una posizione compatta e assicurare continuità al sostegno politico ottenuto finora.

«Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo. Sappiamo che non sarà facile, ma bisogna portare a casa questo risultato essenziale per sostenere gli sforzi di decarbonizzazione in atto delle imprese ceramiche, mantenendo in Europa investimenti, innovazione e occupazione», ha concluso Ciarrocchi.

L'associazione chiede pertanto al Governo e al Parlamento di continuare a sostenere con decisione, durante il negoziato, l'introduzione di un benchmark specifico per la ceramica.

Decarbonizzazione e industria: trovare un equilibrio sostenibile

La revisione dei benchmark ETS si colloca all'incrocio tra politica climatica e politica industriale europea. Da un lato, il sistema di scambio delle emissioni mira a favorire la riduzione della CO₂; dall'altro, la sua applicazione deve confrontarsi con le condizioni tecnologiche e competitive dei settori produttivi maggiormente esposti ai costi energetici.

Per l'industria ceramica italiana, la definizione di parametri adeguati rappresenta un elemento importante per proseguire il percorso di innovazione senza compromettere la capacità di investimento e la presenza produttiva sul territorio europeo.

Il voto del Parlamento segna un passaggio favorevole per le richieste del comparto, ma sarà il risultato del trilogo a determinare il quadro normativo definitivo. La priorità indicata da Confindustria Ceramica è ora consolidare il consenso raggiunto, affinché la transizione energetica possa procedere insieme alla competitività delle imprese, alla tutela dell'occupazione e allo sviluppo dei distretti industriali.

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