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Macchine con refrigerante pre-caricato, quali criticità?

La Commissione Europea sta esplorando l’opzione di consentire ai produttori di acquisire le autorizzazioni e di delegare anche alle aziende importatrici in caso di necessità

venerdì 18 dicembre 2015 - Redazione Build News

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In seguito alla pubblicazione del documento di orientamento per l’importazione di attrezzature pre-caricate, da parte di molte aziende produttrici sono state espresse forti perplessità. Le difficoltà derivano dall’attuazione dei requisiti riguardanti l’autorizzazione di utilizzo delle quote. Attualmente, le autorizzazioni (articolo 18 (2) Reg. (UE) 517/2014) sono disponibili solo per la società importatrice dell’attrezzatura e non sono trasferibili. Data la complessità del problema, riportiamo l'analisi delle criticità effettuata dal Centro Studi Galileo.

Per le aziende che hanno necessità di importare piccole quantità di apparecchiature, o anche quantità significative ma occasionalmente, risulterebbe molto difficile individuare un titolare di quote disposto a vendere le autorizzazioni necessarie. I costi di transazione sarebbero sproporzionatamente alti. I produttori di apparecchiature d’importazione tramite una rete di importatori potrebbero beneficiare dello sconto quantità (potendo negoziare a nome di tutti gli importatori) e richiedere al titolare delle quote di autorizzare l’importatore individualmente. Potrebbe quindi verificarsi il rischio per alcuni produttori che le autorizzazioni possano essere utilizzate dall’importatore del materiale fornito dai concorrenti.

Inoltre, dal momento che l’autorizzazione deve essere dato nel corso dello stesso anno, ma può essere utilizzata negli anni successivi, la domanda esatta è difficile da determinare. Le aziende che decidono di gestire l’acquisto di autorizzazioni attraverso un organismo centrale, in qualità di importatore, avrebbero come risultato un aumento indesiderato delle attività di trasporto, dei costi e delle relative emissioni nel caso abbia luogo la consegna fisica). Nel caso agisse un importatore virtuale si potrebbero rilevare delle infrazioni penali e fiscali.

Per garantire una gestione praticabile (e aumentare la probabilità di conformità) la Commissione Europea sta esplorando l’opzione di consentire ai produttori di acquisire le autorizzazioni e di delegare anche alle aziende importatrici in caso di necessità. Per un corretto monitoraggio di queste autorizzazioni è necessario che tutti i passaggi vengano iscritti nel Registro HFC centrale.

Oltre che alle aziende che possono già ora acquisire le autorizzazioni, il settore è interessato a capire come si orienterà la normativa dal 2017 con la possibilità di accettare “autorizzazioni delegate” da parte degli importatori. Tale pratica avrebbe un impatto immediato sulle scelte aziendali. Occorre quindi comprendere con estrema rapidità tempi e modi della messa in atto.

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