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Monitoraggio dei ponti, Anac boccia Protocollo d’intesa Università-Provincia di Verona

OICE soddisfatta: “Bene l’Autorità che interviene sugli accordi fra Amministrazioni che eludono il ricorso al mercato, a tutela della concorrenza e delle competenze”

mercoledì 17 maggio 2023 - Redazione Build News

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L’Oice, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, commenta con soddisfazione la delibera n. 179 del 3 maggio 2023 emessa dall’AnacLEGGI TUTTO – in merito al protocollo di intesa tra Provincia e Università adottato sulla base dell’articolo 15 della Legge 241/1990 che proprio l’Associazione di Via Flaminia aveva segnalato nel 2022 all’Autorità. Nell’esposto l’Oice aveva evidenziato come nel protocollo ‐ peraltro neanche reso pubblico per un “errore del sistema informatico” ‐ mancassero i requisiti delineati dalla giurisprudenza e dalla normativa per definire lecito l’accordo e, in particolare, la presenza in ogni sua parte di un obiettivo comune fra i due soggetti pubblici. L’Anac dà ragione all’Oice evidenziando che la collaborazione è sì finalizzata al comune interesse pubblico di miglioramento della sicurezza, ma per le attività di monitoraggio dei ponti e viadotti, per le ispezioni visive, il censimento delle opere e la produzione di report periodici, l’interesse pubblico appartiene soltanto alla Provincia e quindi queste attività andavano messe sul mercato, come richiesto dall’Oice.

L’Oice, con il Direttore Generale Andrea Mascolini, così commenta la delibera dell’Anac: “Siamo particolarmente lieti che l’Autorità abbia accolto le nostre argomentazioni, entrando nel merito del contenuto dell’accordo e chiarendo che determinate attività, costituiscono servizi di ingegneria e architettura che nulla hanno a che fare con i compiti di ricerca e formazione tipici delle Università e quindi, se non di interesse comune sono da mettere sul mercato; l’escamotage di avvalersi di strutture specializzate e lavoratori esterni altro non è che un sistema di elusione dell’obbligo di gara, spesso molto usato. D’altro canto sul tema degli accordi collaborativi fra PP.AA. più di dieci anni fa attivammo un contenzioso a livello europeo su un caso simile che coinvolgeva un ateneo salentino e che portò alla definizione dei limiti che la stessa Anac ha utilizzato per questa vicenda e che tante volte, ci segnalano i nostri associati, vengono violati. Nessuna avversione da parte nostra verso questi accordi ma non devono servire ad eludere il ricorso al mercato che, in generale, è sempre strumento che assicura qualità dei servizi resi attraverso la candidatura di più operatori economici. E questo vale soprattutto in un campo così delicato come è quello del monitoraggio dei ponti dove le competenze dell’ingegneria organizzata e non, sono fondamentali”.


Leggi anche: “Affidamento di servizi di ingegneria e architettura: limiti negli accordi fra P.A.

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