Trasparenza, controllo preventivo e rapidità nell'attuazione degli interventi possono procedere insieme. È questo il bilancio tracciato dal Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, a conclusione del mandato del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia.
Il commento arriva in occasione del rapporto elaborato dall'ANAC per il decennale del terremoto e mette in evidenza il ruolo svolto dalla collaborazione tra l'Autorità, la Struttura commissariale e gli Uffici speciali per la ricostruzione.
1.227 procedure e 4.470 pareri
I numeri restituiscono la dimensione dell'attività di vigilanza preventiva svolta nel corso della ricostruzione.
Dal 2017 al giugno 2026 sono state sottoposte al controllo preventivo dell'ANAC 1.227 procedure, per un valore complessivo superiore a 2,17 miliardi di euro. I pareri emessi dall'Autorità sono stati 4.470.
Considerando invece il periodo coincidente con la presidenza Busia, da gennaio 2021 a giugno 2026, le procedure esaminate sono state 786, con 3.262 pareri emessi.
Secondo i dati citati da Castelli, si tratta di una media di circa 2,3 pareri per ogni giornata lavorativa.
Il contenzioso si ferma a nove casi
Uno degli indicatori più significativi riguarda il contenzioso.
Nel periodo considerato si sono registrati appena nove casi e nessuno ha comportato l'impugnazione di un parere espresso dall'Autorità.
Per la Struttura commissariale, il dato dimostra l'efficacia di un modello basato sul controllo preventivo: intervenire prima dell'affidamento permette di affrontare le criticità nella fase di definizione delle procedure, riducendo il rischio di errori, controversie e conseguenti rallentamenti.
Dai controlli alle opere realizzate
L'attività di vigilanza ha accompagnato interventi di particolare valore per le comunità colpite dal terremoto.
Tra le opere citate figurano la nuova sede dell'Istituto Divini di San Severino Marche, la Basilica di San Benedetto a Norcia, l'Istituto Capranica di Amatrice, la scuola Carducci di Foligno e il municipio di Torricella Sicura.
Si tratta di interventi diversi per funzione e dimensione, accomunati dal valore civile della restituzione di edifici e servizi alle comunità del cratere.
La vigilanza come supporto alla ricostruzione
Secondo Castelli, durante la presidenza Busia il controllo dell'ANAC non è stato interpretato come un semplice adempimento burocratico né come un ostacolo alla velocità degli interventi.
Il confronto costante tra Autorità, Struttura commissariale e Uffici speciali per la ricostruzione avrebbe permesso di affrontare questioni complesse, individuare soluzioni e consolidare procedure e orientamenti applicabili alle diverse fasi della ricostruzione.
Il modello sviluppato nell'Appennino centrale viene così presentato come un'esperienza con caratteristiche peculiari anche rispetto agli altri ambiti di vigilanza dell'Autorità.
La ricostruzione come laboratorio nazionale
Il punto centrale del bilancio tracciato dal Commissario è il rapporto tra principio di legalità e principio del risultato.
L'esperienza della ricostruzione post-sisma, secondo Castelli, dimostra che procedure corrette e rapidità nell'esecuzione non devono necessariamente entrare in conflitto. Al contrario, controlli preventivi efficaci e un confronto istituzionale continuo possono contribuire a rendere più solida e veloce la realizzazione degli interventi.
L'Appennino centrale viene quindi indicato come una sorta di laboratorio nel quale trasparenza e capacità amministrativa vengono messe al servizio di un obiettivo concreto: realizzare le opere e restituire alle comunità gli spazi necessari alla loro ripresa.
Il ringraziamento a Busia e all'ANAC
Nel commentare la conclusione del mandato di Giuseppe Busia, Castelli ha espresso un ringraziamento al presidente dell'ANAC per la collaborazione e per il lavoro svolto insieme alla Struttura commissariale.
Il riconoscimento è stato esteso all'Unità operativa speciale dell'Autorità, ai militari della Guardia di Finanza che ne fanno parte e al personale ANAC impegnato nelle attività di vigilanza.
Per il Commissario, il patrimonio di competenze e procedure costruito negli anni rappresenta un'eredità istituzionale da preservare e mettere a disposizione della prosecuzione della ricostruzione, nel segno di trasparenza, efficienza e fiducia nelle istituzioni.
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