Entra nel vivo la procedura per accedere al nuovo Piano Transizione 5.0. Dal 21 luglio 2026 è infatti possibile trasmettere al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) le comunicazioni di conferma degli investimenti, secondo quanto previsto dal decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 20 luglio.
Si tratta del secondo passaggio previsto dalla procedura di accesso all'agevolazione fiscale introdotta dalla legge di Bilancio 2026, che punta a sostenere gli investimenti delle imprese in innovazione tecnologica, digitalizzazione ed efficientamento energetico attraverso un nuovo meccanismo di iper ammortamento.
Come funziona la procedura
L'accesso al beneficio si articola in tre fasi.
La prima consiste nell'invio della comunicazione preventiva, già attiva dallo scorso 12 giugno, con cui l'impresa prenota l'agevolazione indicando gli investimenti programmati per ciascuna unità produttiva.
Con l'apertura della nuova finestra operativa, le imprese che hanno ricevuto l'esito positivo della prenotazione possono ora presentare la comunicazione di conferma, attestando l'effettivo avanzamento dell'investimento.
L'ultimo adempimento sarà rappresentato dalla comunicazione di completamento, che dovrà essere trasmessa al termine degli investimenti e dopo l'interconnessione dei beni al sistema aziendale, comunque entro il 15 novembre 2028. Le modalità operative per quest'ultima fase saranno definite con un successivo provvedimento.
Cosa occorre allegare
La comunicazione di conferma deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla notifica dell'esito positivo della comunicazione preventiva e non può riguardare beni o importi diversi rispetto a quelli già dichiarati.
Alla domanda devono essere allegati:
- l'attestazione dell'avvenuto pagamento dell'ultima quota di acconto necessaria a raggiungere almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene agevolato;
- gli estremi delle fatture relative ai costi ammissibili.
L'invio avviene esclusivamente attraverso l'area riservata del portale GSE, accessibile tramite SPID, utilizzando la modulistica e le istruzioni operative disponibili sul sito del Gestore.
Gli investimenti ammessi
L'agevolazione riguarda due grandi categorie di investimenti.
La prima comprende i beni strumentali materiali e immateriali destinati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, purché interconnessi al sistema aziendale di produzione o alla rete di fornitura e ricompresi negli Allegati IV e V della legge n. 199/2025.
La seconda riguarda gli investimenti finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo. Gli impianti devono essere dimensionati in modo da non superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi dell'anno precedente.
Maggiorazione fino al 180%
Il nuovo regime di iper ammortamento consente di incrementare fiscalmente il costo di acquisizione dei beni agevolati, con effetti sul calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili ai fini delle imposte sui redditi.
La maggiorazione prevista è pari a:
- 180% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
- 50% per la parte eccedente, fino al limite massimo di 20 milioni di euro.
L'incentivo si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Beneficiari e obiettivi della misura
Possono accedere all'agevolazione tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti esteri, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dal settore economico e dal regime fiscale adottato.
La misura si inserisce nel quadro delle politiche di sostegno alla competitività del sistema produttivo italiano, incentivando la diffusione delle tecnologie 4.0, la digitalizzazione dei processi industriali e gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile per l'autoconsumo, con l'obiettivo di accelerare la transizione tecnologica ed energetica delle imprese.