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Bonus casa, la proroga delle detrazioni torna sul tavolo del Governo

Nel 2027 è previsto un nuovo ridimensionamento delle aliquote, ma il Governo valuta la possibilità di confermare il 50% per le abitazioni principali e il 36% per le seconde case. La decisione dipenderà dalle risorse disponibili

venerdì 4 settembre 2026 - Redazione Build News

shutterstock_1612695901 Fonte: Shutterstock

Il futuro dei bonus casa torna al centro del confronto in vista della prossima Legge di Bilancio. La questione riguarda in particolare le aliquote delle detrazioni per gli interventi edilizi, che secondo il calendario attualmente previsto dalla normativa sono destinate a ridursi ulteriormente nel 2027.

La Legge di Bilancio 2025 ha infatti stabilito un sistema di aliquote differenziate per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e per alcune delle principali agevolazioni collegate alla casa. Per le spese sostenute nel 2026 è prevista una detrazione del 50% per gli interventi sull'abitazione principale effettuati dai titolari di proprietà o di altro diritto reale e del 36% negli altri casi. Dal 2027, in assenza di nuovi interventi legislativi, le aliquote scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%.

È proprio su questo passaggio che si concentra il dibattito politico ed economico. L'ipotesi sul tavolo è quella di prorogare anche nel 2027 gli attuali livelli di detrazione, evitando il previsto décalage.

Cosa prevede oggi la normativa

Il quadro normativo vigente prevede una riduzione progressiva delle agevolazioni. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, la disciplina stabilita dalla Legge 207/2024 prevede per il 2026 una detrazione del 50% per le spese sostenute dai titolari di proprietà o di altro diritto reale sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale, mentre per gli altri immobili l'aliquota è del 36%.

Nel 2027, sempre secondo la normativa attualmente in vigore, la detrazione scenderà al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Il limite di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.

La riduzione non è quindi ancora una decisione da assumere con la prossima manovra: è il risultato del percorso già definito dalla legislazione vigente. Una nuova Legge di Bilancio potrebbe però intervenire per modificare questo calendario e mantenere più a lungo le aliquote attuali.

La possibile proroga del 50% e del 36%

La possibilità di una proroga è tornata concretamente all'attenzione del Governo. Nel maggio 2026 il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha spiegato che, qualora si rendessero disponibili le risorse necessarie, potrebbe essere valutata una nuova proroga della differenziazione delle aliquote, mantenendo il 50% per le prime case e il 36% per le seconde case. Leo ha tuttavia sottolineato la necessità di attendere l'evoluzione dei conti pubblici prima di assumere decisioni definitive.

Il punto centrale è quindi quello delle coperture finanziarie. La conferma delle aliquote più elevate avrebbe infatti un costo per le finanze pubbliche e dovrà essere valutata all'interno dell'equilibrio complessivo della prossima manovra.

La partita non riguarda dunque soltanto il settore delle costruzioni, ma si inserisce nel più ampio confronto sulle risorse disponibili e sulle priorità della politica economica.

Il rischio di un effetto “corsa ai lavori”

L'incertezza sulle aliquote future può avere conseguenze anche sul comportamento dei proprietari.

Se le famiglie non hanno la certezza che le agevolazioni attuali vengano confermate nel 2027, potrebbero essere incentivate ad anticipare gli interventi programmati, cercando di sostenere le spese entro la fine del 2026 per beneficiare della detrazione più elevata.

Si potrebbe quindi creare una sorta di effetto “corsa ai lavori”, con una concentrazione degli interventi nell'ultima parte dell'anno.

Al contrario, chi non riuscisse a completare o programmare le spese entro il 2026 dovrebbe confrontarsi con aliquote inferiori nel 2027, qualora non arrivasse una proroga.

L'incertezza normativa può quindi produrre effetti distorsivi sul mercato: anziché favorire una programmazione pluriennale degli interventi, rischia di spingere famiglie e operatori a concentrare le decisioni sulla scadenza dell'incentivo.

L'impatto sul mercato della riqualificazione

La questione assume particolare rilevanza considerando il peso che gli incentivi fiscali hanno avuto negli ultimi anni nel sostenere il mercato della manutenzione, della ristrutturazione e della riqualificazione degli edifici.

Una riduzione delle aliquote significa, dal punto di vista del proprietario, un aumento del costo effettivamente a suo carico. A parità di intervento, una detrazione più bassa riduce infatti il beneficio fiscale e può modificare la convenienza economica dell'investimento.

Il rischio evidenziato dagli operatori è che una parte delle famiglie possa decidere di rinviare i lavori non strettamente necessari, soprattutto quando l'intervento comporta una spesa significativa.

Questo aspetto assume un peso ancora maggiore in un momento nel quale il patrimonio edilizio italiano necessita di interventi di manutenzione, efficientamento energetico e miglioramento delle prestazioni degli edifici.

Bonus casa e riqualificazione energetica

La discussione sulle detrazioni non riguarda soltanto la ristrutturazione edilizia in senso stretto. Nel sistema delle agevolazioni rientrano anche strumenti destinati a sostenere interventi di efficientamento energetico e miglioramento delle prestazioni degli edifici.

L'incentivo fiscale può infatti rappresentare un elemento determinante nella decisione di investire in interventi come la sostituzione degli impianti, il miglioramento dell'involucro o altre opere finalizzate alla riduzione dei consumi.

La stabilità degli incentivi assume quindi un ruolo importante anche rispetto agli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio. Una maggiore certezza sul medio periodo potrebbe consentire alle famiglie di programmare gli interventi in modo più razionale, evitando che la scelta dipenda esclusivamente dalla scadenza di un'aliquota.

Il peso del bonus mobili

Nel quadro delle agevolazioni collegate agli interventi edilizi assume rilievo anche il bonus mobili, la detrazione destinata all'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegata a determinati interventi di recupero del patrimonio edilizio.

La misura è stata più volte prorogata e rifinanziata, ma anche per questo incentivo il futuro dipende dalle decisioni che saranno assunte con la prossima manovra.

Secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore e richiamate nel dibattito sulle proroghe, il costo della conferma degli attuali livelli di agevolazione sarebbe nell'ordine di 450 milioni di euro all'anno per ecobonus, bonus ristrutturazioni e sismabonus, a cui si aggiungerebbero poco più di 50 milioni di euro per il bonus mobili.

Si tratta di cifre che spiegano perché il tema delle coperture finanziarie sia destinato a essere uno degli elementi decisivi del confronto.

Un mercato da circa 26 miliardi di euro

La dimensione economica del fenomeno contribuisce a spiegare l'attenzione del settore.

Considerando il complesso degli interventi collegati alle principali agevolazioni e il contributo del bonus mobili, il valore dei lavori interessati dalle misure viene stimato nell'ordine dei 26 miliardi di euro.

La posta in gioco non riguarda quindi soltanto il singolo contribuente che deve decidere se ristrutturare casa. Gli incentivi hanno ricadute sull'intera filiera: imprese edili, professionisti, produttori di materiali, serramenti, impianti e componenti tecnologici, oltre al comparto dell'arredamento.

Una modifica significativa delle aliquote può quindi riflettersi sui volumi di attività dell'intero sistema.

La questione delle coperture finanziarie

La proroga delle aliquote non è automatica e il principale ostacolo resta quello finanziario.

Il Governo dovrà valutare il costo della misura all'interno della prossima Legge di Bilancio, tenendo conto degli equilibri di finanza pubblica e delle altre esigenze di spesa.

Lo stesso Maurizio Leo ha ribadito che l'eventuale proroga dovrà essere valutata alla luce delle risorse effettivamente disponibili. La decisione definitiva, quindi, arriverà soltanto con la definizione della manovra e delle relative coperture.

Per il momento è quindi necessario distinguere tra una possibilità politica concretamente discussa e una misura già approvata: le aliquote del 50% e del 36% per il 2027 non sono oggi garantite.

Cosa può succedere nel 2027

Lo scenario può essere sintetizzato in due possibilità.

La prima è la conferma della normativa attuale: in questo caso, dal 2027 la detrazione scenderebbe al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, secondo quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2025.

La seconda è invece una nuova proroga legislativa, che manterrebbe il sistema più favorevole del 50% per le abitazioni principali e del 36% per le seconde case.

La differenza non è marginale. Su un intervento di importo elevato, il passaggio da un'aliquota all'altra può tradursi in migliaia di euro di differenza nella detrazione complessivamente spettante.

Per questo motivo la decisione della prossima Legge di Bilancio sarà particolarmente importante per chi sta valutando interventi di ristrutturazione o riqualificazione.

La necessità di una maggiore stabilità

Al di là della percentuale della detrazione, uno dei temi più rilevanti riguarda la stabilità del sistema degli incentivi.

Per una famiglia, programmare un intervento edilizio significa spesso affrontare una spesa consistente, confrontare diversi preventivi e pianificare lavori che possono durare mesi. La continua modifica delle aliquote rende più difficile assumere decisioni con un orizzonte temporale lungo.

Una politica di incentivi maggiormente prevedibile potrebbe invece favorire una programmazione graduale degli interventi, distribuendo nel tempo la domanda e riducendo il rischio di concentrazioni artificiali legate alle scadenze.

La questione diventa particolarmente importante se si considera la necessità di intervenire sul patrimonio edilizio esistente per migliorarne sicurezza, efficienza energetica e qualità abitativa.

Le prossime settimane saranno decisive

Il tema dei bonus casa è quindi destinato a rimanere al centro del confronto sulla prossima Legge di Bilancio.

La possibilità di prorogare le aliquote del 50% e del 36% è stata esplicitamente indicata dal viceministro dell'Economia, ma resta subordinata alla disponibilità delle risorse necessarie.

Nel frattempo, il quadro normativo di riferimento resta quello già definito: senza una nuova disposizione, dal 2027 scatterebbe la riduzione al 36% per le abitazioni principali e al 30% per gli altri immobili.

Per famiglie, imprese e professionisti, il punto centrale è quindi l'incertezza. La decisione sulle aliquote potrà incidere sulla convenienza economica degli interventi e, più in generale, sui livelli di attività della filiera edilizia.

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