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RAEE e materie prime critiche: l’Italia raccoglie ma perde valore

Da Erion WEEE l’allarme sulla filiera: raccolta insufficiente e investimenti frenati, mentre il caso Gruppo Seval indica una possibile svolta

martedì 21 aprile 2026 - Redazione Build News

Rifiuti di Batterie_SEVAL Rifiuti di Batterie_SEVAL

L’Italia raccoglie rifiuti elettronici ricchi di materie prime critiche, ma non riesce ancora a valorizzarli pienamente. È questo il quadro emerso durante la visita istituzionale all’impianto del Gruppo Seval, organizzata nell’ambito della campagna Impianti Aperti on the road. Il nodo principale resta la raccolta insufficiente dei RAEE e dei rifiuti di batterie, che non garantisce flussi stabili di materiali e limita l’attrattività degli investimenti nel settore.

Il rischio di perdere valore industriale

Secondo Giorgio Arienti, una parte significativa dei componenti più ricchi di materie prime critiche viene esportata fuori dall’Unione Europea o trattata senza adeguati processi di recupero. Questo comporta una perdita economica e strategica per il Paese e per l’Europa, soprattutto in una fase in cui l’autonomia industriale e l’accesso alle risorse sono diventati temi centrali.

La necessità di accelerare sulla raccolta e sugli impianti

Il confronto con le istituzioni europee ha evidenziato l’urgenza di rafforzare l’intera filiera, a partire dall’aumento della raccolta dei RAEE e delle batterie. Solo in questo modo sarà possibile garantire continuità agli impianti di trattamento e favorire la nascita di nuove infrastrutture industriali, in linea con gli obiettivi del Circular Economy Act. Un altro ostacolo rilevante riguarda i lunghi iter autorizzativi, che oggi possono superare i quattro anni.

Il modello Seval tra innovazione e sostenibilità

In questo contesto si inserisce il progetto del Gruppo Seval, che ha sviluppato un nuovo impianto per il trattamento delle batterie agli ioni di litio. La struttura sarà in grado di gestire fino a 15.000 tonnellate all’anno, recuperando materiali preziosi come litio, cobalto, nichel e rame. Un’iniziativa che risponde alla crescente diffusione di batterie legate alla mobilità elettrica e ai sistemi di accumulo energetico.

Tecnologia avanzata per il riciclo delle batterie

L’impianto utilizza una tecnologia innovativa basata su un processo a freddo che consente di preservare la qualità dei materiali e ridurre l’impatto ambientale. Come sottolinea Alessandro Danesi, il sistema permette anche il recupero dell’energia residua delle batterie, contribuendo a coprire parte del fabbisogno energetico dell’impianto stesso e migliorando l’efficienza complessiva del processo.

Il ruolo dell’economia circolare

Le eccellenze italiane nel trattamento dei rifiuti dimostrano il potenziale del settore nel contribuire alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione. Secondo Elisabetta Perrotta, è fondamentale creare condizioni favorevoli agli investimenti, semplificando le procedure e valorizzando le competenze già presenti sul territorio.

Verso una rete nazionale del riciclo

Il progetto industriale del Gruppo Seval non si fermerà al Nord: è già prevista la realizzazione di un secondo impianto nel Sud Italia, a Potenza, presso Riplastic Spa. Un passo importante verso la creazione di una rete nazionale per il riciclo delle batterie, capace di trattenere valore, ridurre la dipendenza dall’estero e sostenere la transizione verso un’economia sempre più circolare.

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