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Riscaldamento invernale, quattro strategie per ridurre consumi e bollette

Dalla regolazione della temperatura alla manutenzione degli impianti, ENEA indica le azioni per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni. Con 19 °C in casa, tecnologie ad alte prestazioni e controlli periodici è possibile contenere i consumi senza rinunciare al comfort. Efficienza energetica, le scelte che fanno la differenza

giovedì 22 ottobre 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2195215857 Fonte: Shutterstock

Con l’avvio della stagione dei riscaldamenti, ridurre i consumi energetici e contenere la spesa delle famiglie torna al centro dell’attenzione. Le recenti tensioni geopolitiche hanno riportato in primo piano la necessità di limitare l’utilizzo del gas e migliorare l’efficienza degli edifici, rendendo ancora più importante adottare comportamenti consapevoli e investire nelle tecnologie più adatte.

Per affrontare la stagione invernale, ENEA propone quattro linee guida rivolte a cittadini e professionisti: impostare correttamente la temperatura e gli orari di accensione, limitare le dispersioni di calore, scegliere tecnologie efficienti e programmare la manutenzione degli impianti.

Secondo le stime dell’Agenzia, ripristinare le misure di contenimento dei consumi adottate durante la crisi energetica del 2022 potrebbe consentire al settore residenziale di risparmiare 0,8 miliardi di standard metri cubi di gas rispetto al 2025, equivalenti al fabbisogno necessario per riscaldare quasi 700 mila abitazioni. A questo risultato si potrebbero aggiungere ulteriori 0,1 miliardi di metri cubi grazie agli interventi strutturali di efficientamento.

19 °C in casa: comfort e risparmio partono dalla regolazione

La prima misura riguarda la gestione della temperatura interna e degli orari di funzionamento dell’impianto. Impostare il termostato a 19 °C e rispettare i limiti di accensione previsti per la propria zona climatica permette di ridurre i consumi senza compromettere il benessere domestico.

Secondo le indicazioni riportate da ENEA, ogni grado in meno può ridurre fino al 10% i consumi di combustibile per il riscaldamento. Anche la riduzione di un’ora al giorno del funzionamento dell’impianto e l’accorciamento del periodo di accensione possono contribuire al contenimento della spesa energetica.

Il comfort, tuttavia, non dipende esclusivamente dalla temperatura indicata dal termostato. A influenzare la percezione del calore sono anche la temperatura delle superfici interne, il livello di umidità, la ventilazione, l’abbigliamento e l’attività svolta negli ambienti.

In particolare, pareti e serramenti freddi o poco isolati possono aumentare la sensazione di freddo anche quando la temperatura dell’aria supera i 20 °C. Per questo è importante considerare il comfort termoigrometrico nel suo insieme, evitando di affidare alla sola regolazione del termostato la gestione del benessere abitativo.

Limitare le dispersioni termiche con piccoli accorgimenti

La seconda linea guida riguarda la riduzione delle perdite di calore attraverso l’involucro edilizio e una corretta gestione degli ambienti.

Un primo accorgimento consiste nel lasciare liberi i radiatori, evitando di coprirli con tende, mobili o altri elementi che ostacolano la diffusione del calore. Durante la notte, inoltre, abbassare le tapparelle o utilizzare tende pesanti può contribuire a limitare le dispersioni attraverso le finestre.

Anche il ricambio d’aria deve essere gestito con attenzione. Aprire le finestre rimane fondamentale per migliorare la qualità dell’aria interna e favorire l’eliminazione dell’anidride carbonica e di altre sostanze presenti negli ambienti domestici. È però preferibile effettuare ricambi brevi, per pochi minuti, nelle ore centrali della giornata, quando le temperature esterne sono generalmente più elevate.

Queste semplici abitudini permettono di ridurre le perdite energetiche e di sfruttare meglio il calore prodotto dall’impianto, senza trascurare la salubrità degli spazi abitati.

Caldaie efficienti, pompe di calore e regolazione intelligente

La terza indicazione riguarda l’ammodernamento tecnologico degli impianti di riscaldamento. Sostituire apparecchi obsoleti con soluzioni più efficienti può produrre benefici significativi sia in termini di consumi sia di emissioni.

Tra le tecnologie indicate rientrano le caldaie a condensazione e le pompe di calore elettriche di ultima generazione. Queste ultime consentono di riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda sanitaria sfruttando anche energia rinnovabile, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale del sistema domestico.

I benefici possono aumentare integrando generatori efficienti con valvole termostatiche e sistemi evoluti di regolazione climatica. Secondo le indicazioni riportate da ENEA, l’adozione di tecnologie ad alta efficienza può consentire di ridurre i consumi complessivi fino al 25%.

Un contributo importante arriva anche dalla digitalizzazione. Cronotermostati, sensori di presenza, regolatori elettronici a distanza e contatori intelligenti permettono di adattare il funzionamento dell’impianto alle reali esigenze degli occupanti. Il monitoraggio dei consumi in tempo reale aiuta inoltre a individuare eventuali anomalie, sprechi o malfunzionamenti, rendendo più tempestivi gli interventi correttivi.

Manutenzione e controlli periodici per evitare sprechi

La quarta linea guida riguarda la manutenzione degli impianti, fondamentale per garantire sicurezza, affidabilità ed efficienza durante tutta la stagione di riscaldamento.

La pulizia dei componenti e i controlli periodici effettuati da tecnici qualificati consentono di verificare il corretto funzionamento del sistema, individuare eventuali problemi e mantenere le prestazioni nel tempo. La manutenzione rappresenta inoltre un obbligo previsto dalla normativa, con possibili sanzioni amministrative in caso di inadempienza.

Secondo ENEA, un impianto mantenuto in condizioni di piena efficienza può contribuire a ridurre i consumi energetici fino al 40%. Il risultato effettivo dipende naturalmente dalle caratteristiche dell’impianto, dal suo stato iniziale e dagli interventi eseguiti.

Accanto alla manutenzione ordinaria, è utile programmare un check-up energetico dell’edificio per individuare le principali criticità, valutare l’isolamento dell’involucro e definire gli interventi di riqualificazione più efficaci. La sostituzione di un generatore datato o il miglioramento dell’isolamento possono infatti produrre benefici più duraturi rispetto alle sole misure comportamentali.

Riscaldamenti, le date di accensione variano in base alla zona climatica

La gestione del riscaldamento deve tenere conto anche delle disposizioni relative alle zone climatiche italiane, che stabiliscono periodi e limiti di funzionamento differenti in base alle condizioni meteorologiche tipiche dei territori, fatte salve eventuali deroghe e disposizioni locali.

Dopo l’avvio degli impianti nelle zone alpine e nelle aree più fredde del Nord e dell’Appennino, l’accensione è prevista dal 1° novembre nelle città della zona climatica D, tra cui Roma e Firenze, e dal 15 novembre nella zona C. Per le località più calde appartenenti alle zone climatiche A e B, come Reggio Calabria, Palermo e Agrigento, la data indicata è il 1° dicembre.

Prima di accendere l’impianto è quindi opportuno verificare le disposizioni applicabili al proprio Comune, considerando eventuali ordinanze o deroghe.

Risparmiare energia senza rinunciare al benessere domestico

Le quattro linee guida delineano un approccio integrato al riscaldamento invernale: comportamenti quotidiani più consapevoli, riduzione delle dispersioni, tecnologie efficienti e manutenzione regolare. La combinazione di queste azioni permette di affrontare la stagione fredda con maggiore attenzione ai costi e all’impatto ambientale.

Le misure di regolazione offrono risultati immediati, mentre gli interventi strutturali sull’edificio e sugli impianti consentono di consolidare il risparmio nel tempo. Per ottenere benefici duraturi, diventa quindi essenziale affiancare alle buone abitudini una pianificazione degli investimenti, orientata al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

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