In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, i dati della seconda edizione dell’“Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico” scattano la fotografia di un’Italia profondamente attenta alla tutela della risorsa idrica. Ben il 90% degli italiani dichiara di adottare stabilmente pratiche di risparmio, un incremento del 10% rispetto all'anno precedente. Questo orientamento positivo dimostra come la sensibilità verso la scarsità idrica sia ormai diventata un elemento strutturale della cultura domestica nazionale, con l'Emilia-Romagna, il Piemonte e la Lombardia in cima alla classifica delle regioni più attente.
Le buone abitudini: dalla doccia agli elettrodomestici
Il risparmio idrico in Italia passa soprattutto attraverso gesti semplici ma efficaci che sono entrati nella routine di 9 cittadini su 10. La preferenza per la doccia rispetto al bagno è ormai consolidata (92%), con una durata che per la grande maggioranza non supera i dieci minuti. Parallelamente, si registra un uso estremamente razionale degli elettrodomestici: il 90% degli intervistati avvia lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Anche in cucina le abitudini cambiano: un italiano su due sceglie di lavare frutta e verdura in ammollo anziché sotto l'acqua corrente, evitando inutili dispersioni.
Manutenzione in crescita e differenze generazionali
L'attenzione alla cura della casa è un altro segnale incoraggiante emerso dall'indagine. Oltre l'80% degli italiani chiude il rubinetto quando l'acqua non è necessaria (un balzo del 34% rispetto al 2025) e il 56% controlla costantemente lo stato dei propri impianti per prevenire perdite. Analizzando i dati per fasce d'età, i più virtuosi risultano essere i cittadini tra i 46 e i 65 anni, seguiti da vicino dai 36-45enni. I giovani tra i 25 e i 35 anni, pur mantenendo un buon livello di attenzione (63%), risultano essere i meno costanti nell'applicazione quotidiana di queste regole.
Il divario tecnologico: una transizione ancora lenta
Nonostante l'eccellente risposta sul piano dei comportamenti, l'Italia sconta ancora un forte ritardo nell'adozione di soluzioni strutturali. Solo il 20% della popolazione ha installato rubinetteria di ultima generazione o sistemi tecnologici avanzati per il risparmio idrico. Questo dato evidenzia un divario netto tra la consapevolezza etica e la disponibilità a compiere investimenti tecnici sull'infrastruttura domestica. Restano ampi margini di miglioramento anche nel recupero delle acque grigie o piovane, una pratica adottata regolarmente solo dal 22% degli intervistati, prevalentemente nelle fasce d'età più mature.
Verso un futuro senza plastica monouso
Oltre al risparmio della risorsa in sé, l'Osservatorio mette in luce una forte spinta verso la sostenibilità dei consumi correlati. L'84% degli italiani si dice infatti pronto a modificare le proprie abitudini per ridurre l'impiego di plastica monouso. Questo dato conferma come la lotta allo spreco d'acqua e la riduzione dei rifiuti siano ormai percepite come due facce della stessa medaglia, spingendo le aziende e le istituzioni a promuovere soluzioni che facilitino gesti quotidiani sempre più responsabili e rispettosi dell'ambiente.
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