Basta la fuoriuscita accidentale di un liquido o di una sostanza chimica per trasformare un ambiente di lavoro in un'area ad alto rischio. Le cadute dovute allo scivolamento su superfici contaminate rappresentano infatti una delle principali cause di infortunio nei luoghi di lavoro, con ricadute significative sia sulla sicurezza dei lavoratori sia sui costi sostenuti dalle imprese.
Secondo uno studio tecnico dell'INAIL dedicato alla valutazione del rischio di caduta in piano, questo tipo di incidente comporta mediamente 38 giorni di assenza dal lavoro per il dipendente infortunato. A ogni evento è inoltre associato un costo stimato compreso tra 4.500 e 5.000 euro, considerando sia gli oneri diretti sia quelli indiretti legati alla gestione dell'emergenza, alla riorganizzazione delle attività e al ripristino delle aree interessate. Nel complesso, il fenomeno genera un costo stimato di circa 370 milioni di euro all'anno per il sistema produttivo nazionale.
La prevenzione non si limita alla presenza dei kit
La disponibilità di kit anti-sversamento rappresenta un elemento importante della prevenzione, ma da sola non garantisce una risposta efficace alle emergenze. A incidere sulla sicurezza sono anche la collocazione dei presidi, il loro stato di manutenzione e la preparazione del personale chiamato a intervenire.
Secondo Laura Caforio, Leak & Spill Expert di Serpac, è fondamentale individuare preventivamente le aree a maggiore probabilità di sversamento e posizionare i dispositivi di contenimento nelle immediate vicinanze delle zone operative. Una mappatura accurata dei punti critici consente infatti di ridurre i tempi di intervento e limitare la diffusione delle sostanze sul pavimento, diminuendo il rischio di incidenti.
I cinque errori più frequenti nella gestione degli sversamenti
Tra le principali criticità riscontrate nelle aziende figura quella che gli esperti definiscono una "illusione della sicurezza": l'acquisto dei kit di emergenza senza un successivo controllo della loro effettiva efficienza.
Le situazioni più ricorrenti riguardano kit privi dei materiali assorbenti perché utilizzati e mai reintegrati, assorbitori deteriorati o non idonei alle sostanze presenti in azienda, assenza dei dispositivi di protezione individuale necessari per intervenire in sicurezza, presidi collocati troppo lontano dalle aree di maggiore rischio e personale non adeguatamente formato sulle procedure da seguire durante le prime fasi dell'emergenza.
Questi elementi possono compromettere l'efficacia dell'intervento proprio nei momenti in cui la rapidità di azione è determinante per limitare le conseguenze dello sversamento
Il contributo delle tecnologie digitali
In un contesto caratterizzato da controlli sempre più rigorosi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, la digitalizzazione può rappresentare uno strumento di supporto alla prevenzione.
L'impiego di software gestionali e piattaforme cloud consente infatti di censire e geolocalizzare i presidi anti-sversamento, programmare le attività di manutenzione, monitorare le scorte dei materiali assorbenti e ricevere notifiche automatiche per le verifiche periodiche e i reintegri.
Queste soluzioni offrono al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e alle figure HSE la possibilità di centralizzare le informazioni relative ai dispositivi di emergenza, riducendo il rischio di dimenticanze e di non conformità rispetto agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.
Manutenzione e monitoraggio per una sicurezza più efficace
Una gestione programmata dei presidi anti-sversamento permette inoltre di evitare sia il sovrastoccaggio di materiali soggetti a deterioramento sia l'indisponibilità delle attrezzature nei momenti di effettiva necessità.
L'integrazione tra dispositivi fisici, procedure organizzative e strumenti digitali rappresenta quindi un approccio sempre più rilevante per migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro, ridurre i tempi di risposta alle emergenze e contenere i costi derivanti dagli infortuni, contribuendo al tempo stesso a una gestione più efficiente della prevenzione aziendale.
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