Attualità

Economia italiana, crescita lenta ma stabile fino al 2027

Le previsioni Istat indicano un Pil in aumento dello 0,7% nei prossimi due anni. Domanda interna e Pnrr sosterranno l’economia, mentre pesano inflazione e tensioni geopolitiche

giovedì 11 giugno 2026 - Redazione Build News

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L’economia italiana continuerà a crescere, ma con un ritmo contenuto. È quanto emerge dalle “Prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027” diffuse dall’Istat, secondo cui il Prodotto interno lordo aumenterà dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, dopo il +0,5% registrato nel 2025. Un andamento che conferma una fase di espansione moderata, sostenuta soprattutto dalla domanda interna.

Il peso delle tensioni internazionali

A frenare una crescita più robusta sarà il contributo limitato del commercio estero. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi dell’energia continueranno infatti a incidere sulle esportazioni e sulla competitività delle imprese italiane, riducendo l’apporto della domanda proveniente dai mercati internazionali.

Consumi delle famiglie in lieve ripresa

Sul fronte dei consumi, l’Istat prevede un incremento dello 0,6% nel 2026. La crescita sarà però condizionata dall’aumento dell’inflazione e da un rallentamento nell’espansione dei redditi delle famiglie. Per il 2027 è atteso un lieve miglioramento, con una crescita dei consumi pari allo 0,7%, segnale di una graduale ripresa della fiducia e della capacità di spesa.

Investimenti trainati dal Pnrr

Gli investimenti continueranno a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana grazie all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel 2026 è previsto un aumento del 2,2%, sostenuto dai progetti finanziati con le risorse europee. Tuttavia, nel 2027 la crescita degli investimenti rallenterà sensibilmente, fermandosi allo 0,5%, a causa di condizioni finanziarie meno favorevoli e della progressiva riduzione degli incentivi pubblici.

Mercato del lavoro ancora positivo

Le prospettive restano incoraggianti anche per il mercato del lavoro. L’occupazione dovrebbe continuare a crescere, seppur a un ritmo più moderato rispetto agli anni precedenti. Parallelamente, il tasso di disoccupazione è previsto in diminuzione fino al 5,5% nel 2026, per poi stabilizzarsi nel corso del 2027.

Uno scenario di stabilità con sfide aperte

Le stime dell’Istat delineano quindi uno scenario di crescita stabile ma prudente. La tenuta della domanda interna, il contributo del Pnrr e il miglioramento del mercato del lavoro rappresentano elementi positivi, mentre restano fattori di rischio l’evoluzione delle tensioni geopolitiche, l’andamento dei prezzi energetici e il rallentamento degli investimenti nel medio periodo.

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