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Superbonus, l’allarme dei professionisti piemontesi: “No alla retroattività del decreto antifrode”

Ordini, Collegi, Federazioni professionali e le Associazioni di categoria torinesi e piemontesi insieme per dire no alla retroattività delle nuove misure antifrode che rischiano di rallentare il Superbonus

lunedì 29 novembre 2021 - Redazione Build News

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Difficoltà di reperimento dei materiali, rincaro vertiginoso dei prezzi, manodopera specializzata mancante e, last but not least, norme fiscali retroattive stanno trasformando il Superbonus da opportunità a totale caos. Questo è quanto sottoscritto da Ordini, Collegi, Federazioni professionali e delle Associazioni di categoria torinesi e piemontesi.

L’ultima preoccupazione, in ordine di tempo, per professionisti, imprese e quanti coinvolti nel 110%, riguarda le modalità con le quali sono state introdotte le nuove norme del cosiddetto “Decreto antifrodi” (DL 157/2021), in vigore dallo scorso 12 novembre. 

Il DL definisce la normativa d’urgenza per far fronte al grave problema degli abusi verificatisi con l’introduzione delle agevolazioni edilizie, non tenendo però in considerazione le conseguenze pratiche per professionisti, sempre meno interpellati dagli organi decisionali, e imprese. 

Le nuove disposizioni, infatti, riguardano anche i lavori già avviati e in corso di esecuzione e i conseguenti costi non rientrano tra gli accordi contrattuali già chiusi tra clienti, professionisti e imprese: necessaria, pertanto, una loro revisione. 

Inoltre, l’obbligo retroattivo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità dei costi anche alle iniziative in corso ha provocato il blocco dell’operatività delle piattaforme che gestiscono le cessioni dei crediti d’imposta da bonus edilizi, gettando nell’incertezza gli operatori e i contribuenti interessati dagli interventi agevolati (e i chiarimenti forniti sino a oggi dall’Agenzia dell’Entrate sono insufficienti a risolvere il problema). 

In estrema sintesi, ciò che chiedono gli Ordini, Collegi, Federazioni professionali e le Associazioni di categoria di Torino e Piemonte è che le pratiche avviate prima dell’entrata in vigore del DL 157/2021 possano procedere alle stesse condizioni anche nei prossimi mesi. 

Tra le altre questioni ancora aperte quella della proroga del bonus per le villette e le case monofamiliari nonché per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti: come risaputo, per la tipologia di edifici in questione è previsto uno slittamento al 31 dicembre 2022, a condizione che i contribuenti abbiano un valore ISEE non superiore a 25.000 euro (ma in molti casi già il solo possesso dell’immobile fa superare tale soglia). 

Gli Ordini, Collegi, Federazioni professionali e le Associazioni di categoria torinesi e piemontesi chiedono che la proroga venga effettuata senza ulteriori vincoli e sino al 31 dicembre 2023, considerando le lunghe tempistiche per il solo ottenimento delle autorizzazioni comunali (soprattutto in caso di demolizione e ricostruzione), e in virtù del fatto che moltissimi interventi legati alle unifamiliari stanno per partire soltanto ora, a causa di forti ritardi burocratici e a “regole del gioco” in continuo cambiamento.

Inoltre, in riferimento ai bonus ristrutturazione, si chiede anche la possibilità di prorogare il bonus 90% per tutto il 2022, considerando il successo ottenuto e la rivalorizzazione di molti immobili, nel centro e nelle periferie. 

E proprio le proroghe, in generale, rappresentano un ulteriore tasto dolente per il 110%, a causa della loro tardiva comunicazione a fine anno, unitamente alla Legge di Bilancio: necessario invece che esse siano valutate in coerenza con le tempistiche di mercato. 

Le numerose modifiche e le centinaia di interpelli che in un anno hanno interessato il provvedimento evidenziano scarsa attenzione alla materia da parte di chi avrebbe dovuto prestarne. A ciò va aggiunta l’ormai cronica modalità di mancato coinvolgimento dei professionisti, che crea un danno su tutta la filiera (professionisti, imprese, committenti) e, quindi, sul risultato finale. 

In attesa di dare vita a concrete azioni pubbliche, gli Ordini, Collegi, Federazioni professionali e le Associazioni di categoria di Torino e del Piemonte chiedono al Governo di intervenire urgentemente per non frenare professionisti, imprese e, in generale, tutti gli stakeholder coinvolti, evitando così rallentamenti nel percorso di crescita economico del Paese, per il quale i bonus ristrutturazione, il bonus facciate e il Superbonus possono ancora rappresentare un efficace volano. 

Firmano: 

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino - Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Alessandria - Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Asti - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Asti - Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Biella - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Biella - Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Cuneo - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo - Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Novara e Verbano Cusio Ossola - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Novara - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verbano Cusio Ossola -Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Vercelli Ordine degli Ingegneri della  Provincia di Vercelli - Ordine degli Architetti PPC della Regione Autonoma Valle d’Aosta - Ordine degli  

Ingegneri della Regione Autonoma Valle d’Aosta Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti  Contabili di Torino - Collegio dei Geometri di Torino e Provincia - Collegio dei Geometri della Regione  Autonoma Valle d’Aosta - FedArchPVA Federazione degli Architetti/PPC della Regione Piemonte e della  Regione Autonoma Valle d’Aosta - F.I.O.P.A Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri della Regione Piemonte e della Regione Autonoma Valle d’Aosta Collegio Costruttori Edili ANCE Torino - Comitato Regionale dei Collegi Geometri del Piemonte - ANCE Piemonte Valle d’Aosta - Confapi Aniem  Piemonte - Collegio Edile API Torino

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